Antonio Zappi, una persona perbene

Tutto ciò che fa discutere sul mondo arbitrale

Antonio Zappi, una persona perbene

Messaggioda OldRef il mer apr 29, 2026 9:21 am

Link: https://www.facebook.com/antonio.zappi.1

Cari Amici,

scrivo queste righe con un peso nel cuore difficile da esprimere.

Lascio il mio incarico con malinconia, ma anche con profondo rispetto per ciò che questa esperienza ha rappresentato nella mia vita, e con sincera gratitudine.

Un pensiero va anche ai giudici: a coloro che, nella ricerca della verità e della giustizia, purtroppo non sono riusciti a trovarle.

Evidentemente, parafrasando ironicamente un passaggio evangelico, la giustizia non è di questo mondo.

Le decisioni giudiziarie però si rispettano, e scelgo di affidarmi ai numerosi attestati di stima e solidarietà ricevuti in questi mesi e in queste ore, che per me rappresentano una chiara assoluzione sul piano umano e morale.

Perché chi conosce davvero questa vicenda sa bene cosa è realmente accaduto e comprende quanto essa sia inserita in un contesto ben più ampio e complesso.

Lascio il mio ruolo con la consapevolezza di aver contribuito, per quanto possibile, alla crescita dell’AIA.

Rivendico con orgoglio:

• la nomina di Organi Tecnici di altissimo profilo, dotati di competenze e credibilità riconosciute anche a livello internazionale;
• il rafforzamento della tutela normativa di contrasto alla violenza a favore dei giovani arbitri, frutto di un impegno istituzionale che ha portato alla modifica del Codice Penale, con l’auspicio che tale norma trovi sempre più concreta applicazione;
• uno storico e significativo contenimento dei costi di gestione delle designazioni arbitrali riconosciuto nei giorni scorsi dallo stesso Consiglio federale FIGC ed il rispetto di un budget 2025 AIA assegnato e fortemente ridotto, ottenuto attraverso una gestione attenta, responsabile ed efficiente, nonostante le ingiuste e infondate accuse mediatiche e, purtroppo, anche istituzionali.

Non sono invece riuscito a portare a compimento una riforma tecnica e associativa ampia e strutturata, orientata alla progressiva professionalizzazione degli arbitri di vertice e alla ridefinizione dei percorsi per quelli di base. Non per mancanza di progetti e volontà, ma perché ogni cambiamento che si pretendeva di imporre non rispettava la storia e i valori dell’Associazione. Una riforma autentica, in particolare per il livello di vertice, può nascere solo nel rispetto dell’autonomia tecnica dell’AIA e mai contro gli arbitri.

Purtroppo, il contesto in cui ho operato ha finito per confondere il medico con la malattia: chi cercava di difendere la meritocrazia tecnica dall’ingerenza politica è stato invece interpretato come parte di quelle stesse logiche che intendeva contrastare.

Solo allora chi non conosce ciò di cui sta parlando può aver confuso avvicendamenti dirigenziali di esclusiva qualità tecnica con spoil system da mero scambio politico.

Porterò con me ricordi indelebili: idee diventate realtà, primi obiettivi raggiunti, momenti condivisi intensamente. Ma anche l’amarezza per un percorso interrotto prematuramente, a causa di vicende oscure e difficili da comprendere fino in fondo.

Si chiude così un capitolo importante della mia vita, uno di quelli che lasciano un segno profondo.

Ora si apre una nuova fase. Mi metterò alla prova in contesti diversi, guidato dal desiderio di continuare a crescere. Un passo necessario verso nuove sfide che affronterò con curiosità e determinazione.

Desidero ringraziare sinceramente tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo percorso: il mio Comitato Nazionale, tutti i colleghi, e chiunque abbia condiviso con me responsabilità, sacrifici e soddisfazioni. Senza di loro, nulla sarebbe stato lo stesso. Insieme abbiamo vissuto momenti intensi, fatto scelte difficili, affrontato sfide complesse e costruito anche qualcosa che resterà.

Ringrazio i tanti giovani, che ho sempre amato e che ho posto da sempre al centro della mia azione dirigenziale, e che in questi lunghi mesi mi hanno sostenuto nell’affrontare l’ingiustizia con messaggi commoventi di chi si preoccupava anche del mio morale e della mia salute.

Ho imparato che, nei momenti in cui si spegne la luce, un “come stai” vale molto più di qualsiasi retribuzione.

E non potrò mai dimenticare anche i “meno giovani”, i “saggi” dell’AIA, alcuni dei quali per difendermi hanno sfidato anche reprimende e avversità.

In questo periodo ho imparato molto: la resilienza nelle difficoltà e l’importanza delle relazioni autentiche. Perché, alla fine, sono sempre le persone a fare la differenza.

Porterò con me ogni gesto di fiducia, ogni opportunità di crescita.

Rimetto a Francesco, timoniere sicuro nella tempesta, ogni giorno al mio fianco e sostegno incrollabile di un’AIA in difficoltà, a Michele, insieme a lui un faro nel mare agitato e al mio straordinario Comitato Nazionale - dolce nei gesti e roccioso nell’anima - il compito di prendere atto della definitività del giudicato sportivo che mi riguarda e, come qualcuno in passato ha già saputo dire con eleganza, non escludo un ritorno.

Con stima e riconoscenza,
Grazie
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Re: Antonio Zappi, una persona perbene

Messaggioda bracco75 il mer apr 29, 2026 10:21 am

Antonio non meritava tutto questo, è una persona perbene davvero. Però ora fuori tutti, tabula rasa.
Non è che ho paura di morire. Solo che non voglio esserci quando accadrà. W. Allen
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Re: Antonio Zappi, una persona perbene

Messaggioda arrigo il mer apr 29, 2026 12:09 pm

"Una persona perbene": "individuo onesto, probo e rispettoso delle norme morali e sociali; coscienzioso, scrupoloso"

Credo che ci sia qualche contraddizione.

Nessuno può giudicare la persona, qui si fanno considerazioni sul dirigente associativo e c'è un dato di fatto incontrovertibile: il dirigente ha fallito e non solo nella scelta scellerata di intervenire su nomine e dimissioni, argomento lungamente trattato e ora certificato da 3 gradi di giudizio e da giudici di indiscutibile competenza e prestigio in ambiti ben più alti di quello sportivo.
Il fallimento è nella situazione finanziaria, nella mancanza di risorse per le sezioni e per i CRA, nell'impressione che ci sia completa anarchia decisionale, nell'assenza di controllo su comportamenti e azioni, nella confusione tecnica, nella degenerazione comunicativa, nel decadimento dei progetti formativi, nell'inerzia del settore tecnico, nella crisi dei rapporti istituzionali, nella mancata definizione di priorità gestionali, nell'assenza di punti di riferimento per i dirigenti locali che non sanno più a chi rivolgersi per risolvere i problemi quotidiani, nella mancanza di competenza operativa di dirigenti nazionali che hanno certamente il pregio di essere "dolci nei gesti e rocciosi nell'anima" ma non quello di essere preparati sui temi associativi.

Andare a cercare giustificazioni esterne (complessità ambientale, pressioni, politica federale, nemici interni, faide) è facile, forse fin troppo.

"La giustizia non è di questo mondo" : sarà certamente vero per tante cose, situazioni, vicende personali e pubbliche, ma noi in questo mondo ci viviamo ed è tempo di guardare avanti
arrigo
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Re: Antonio Zappi, una persona perbene

Messaggioda johndavid il lun mag 04, 2026 1:10 pm

L'avere dato ascolto ai tanti consiglieri /Consigliori oggi pronti a prenderne il posto, non assolve Zappi dalle sue responsabilità. La sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo era nota alla gran parte di quelli che l'hanno votato seguendo proprio i consiglieri che sono disposti a tutto per sedersi in un posto al sole. Attenzione al rischio di bruciarsi

-- lun mag 04, 2026 12:10 pm --

L'avere dato ascolto ai tanti consiglieri /Consigliori oggi pronti a prenderne il posto, non assolve Zappi dalle sue responsabilità. La sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo era nota alla gran parte di quelli che l'hanno votato seguendo proprio i consiglieri che sono disposti a tutto per sedersi in un posto al sole. Attenzione al rischio di bruciarsi
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Re: Antonio Zappi, una persona perbene

Messaggioda bookmaker+2019+ il mer mag 06, 2026 5:32 pm

SICURAMENTE PER BENE MA SOTTO MOLTEPLICI ASPETTI............INCOMPETENTE
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