Anche io penso che gli arbitri addizionali d'area siano stati un'idea eccellente. Come ricordo che mi disse un mio collega cosezionale, arrivato sino in B come assistente, i punti cruciali di un terreno di gioco sono le aree di rigore e il centrocampo: ma mentre un arbitro è perfettamente in grado di gestire l'azione a centrocampo quando essa si sviluppa in quella zona, ben più complicata è la gestione delle aree, dove l'arbitro deve contemporaneamente guardare a possibili falli (con un'attenzione maggiore, considerando che potrebbero portare o meno a dei rigori), vedere dove sono stati commessi con estrema precisione (dentro o fuori area, chiaramente lì anche 10 centimetri fanno la differenza), distinguere senza ombra di dubbio il gol-non gol, stare attenti in tutto questo alle segnalazioni degli assistenti (certamente in area la probabilità di un fuorigioco è decisamente maggiore che durante un'azione a centrocampo, a meno di un lancio lungo). Infine consideriamo che in area c'è spesso e volentieri una certa confusione, fra difensori e attaccanti... che perveniamo all'unica conclusione: la gestione di un'area di rigore
non è cosa semplice, benché fattibile, per un unico arbitro.
Da qui, l'introduzione degli arbitri di porta chiaramente supplisce a questo difetto, affidando a loro un occhio di riguardo alle zone nevralgiche delle due porte e quindi diminuendo drasticamente il numero di sviste che, vuoi o non vuoi, per via di tutte quelle condizioni che ho elencato possono lì verificarsi. Per cui, almeno sugli arbitri di porta, nulla da eccepire.
Una piccola considerazione vorrei invece farla sulla tecnologia in campo, poiché Platini comunque ne parla in questo articolo (anche se la aborrisce): io non sarei così categorico... un tipo di tecnologia in campo la metterei:
la tecnologia sulla linea di porta (gol-non gol). Questo perché il saper riconoscere il "gol fantasma" è un limite altamente infisso nella "nostra" natura: la differenza fra rete e non rete, fra superamento o meno della linea, può anche essere di un solo millimetro. E se il pallone non si trova neanche sulla linea di porta, ma è in aria, il riferimento è ancora più labile e persino due centimetri manderebbero nel pallone anche il più occhio di falco.
Per cui, questa non è una cosa che può essere risolta aumentando il numero di persone a controllare (per ora sono tre, fra arbitro, assistente e direttore di porta, in una stessa area): perché per lo stesso motivo, se il pallone è di un millimetro ancora sulla linea, non lo vede nessuno dei tre, per il semplice fatto che, prescindendo dal posizionamento, è comunque una minuzia così infima che ci vorrebbe il microscopio per vederla, senza voler entrare nel merito delle abilità individuali dei tre. "Microscopio" che si ha poi nella moviola, che
magicamente dirime poi tutto, addossando sovente le colpe ai direttori di gara.
Ciò premesso, appare logico che dove non arriva l'uomo arriva la macchina.
Sostituire gli arbitri con dei "robot" sarebbe chiaramente impossibile anche solo per il fatto che il Regolamento, per quanto ferreo, prevede una discrezione e un'interpretazionabilità degli eventi così fine che solo un cervello umano potrebbe assolvere al ruolo, quantunque sviluppato sia il robot; ma in un caso come questo, dove bisogna semplicemente dire "Superato del tutto" o "Non superato del tutto", ergo "Gol" o "Non gol", e considerato che spesso l'uomo non è in grado di dare la risposta corretta da sé... non vedo perché un computer, microchip o checché sia, sul terreno di gioco possa essere deleterio in tal senso
