da tomtom il mar gen 24, 2012 11:48 am
Papaya come sei fuori strada. Ti racconto la favoletta senza nomi nè cognomi, tanto è evidente che saprai metterli in fila tu (i nomi).
Tutti quelli che tu hai citato conoscono molto bene la storia perchè ne sono stati i protagonisti. Dunque non temo smentite perchè loro sanno perfettamente che è andata così.
Il signor Rossi non ha mai voluto fare il presidente nazionale perchè quello era, sottolineo era, un ruolo che non garantiva alcuna prebenda.
Il signor Rossi, che motivò il salto della quaglia con le ombre del passato che tu descrivi, si incontrò con tali ombre per garantirsi un ruolo che prevedeva la prebenda.
Poi, fatti quattro conti e dubbioso sulle reali possibilità di vittoria (non di occupazione del posto ricercato, quello gli era garantito sia da una parte che dall'altra) ecco il volo d'angelo con relativo saluto alla compagnia ed atterraggio in quello che appariva un porto più sicuro (non dimentichiamo che le aspettative di vittoria della cordata Nicchi andavano ben oltre i miseri quattro voti di differenza).
Il voto ha poi dimostrato che se il signor Rossi non avesse abbracciato "la nuova idea di AIA" portandosi con sè l'intera sua regione oggi governerebbe qualcun altro e con ben più di 4 voti di differenza.
Ecco la storiella che quasi tutti i maggiorenti conoscono e che oggi crea qualche preoccupazione all'attuale dirigenza: eh sì, perchè la paura folle è che qualcuno ripeta il giochetto. Un sorriso di qui ed un accordo di là. Da ormai diverse settimane, ai più attenti osservatori non sarà sfuggito, vengono rilasciate dichiarazioni dove due personaggi si chiamano e si richiamano, si citano e si ri citano lasciando trasparire un filo conduttore che è tutto fuorchè casuale.
La disfida,insomma, è tutta interna e da qui nascono le preoccupazioni maggiori per lo stato maggiore dell'AIA.
Sullo sfondo di tutto ciò si staglia, ieri come oggi, la figura di Apricena che come alcuni hanno ricordato non fece accordi con alcuno e che, a correttezza e linearità di comportamenti, non è secondo a nessuno.
Fu l'unico OT nazionale confermato sotto la guida di Lanese, Agnolin e Gussoni: qualcosa vorrà ben dire se tre Presidenti non lo hanno mai messo in discussione.
Si candidò correttamente all'apertura delle danze elettorali, non fece campagna elettorale con anni di anticipo, non promise nulla a nessuno e, pur con tutti gli errori che qualcuno gli ha imputato (squadra in parte inadatta) e con le clamorose fughe dell'ultimo momento di taluni, riuscì a convogliare su di lui la metà delle preferenze dell'Associazione.
Perse le elezioni se ne è stato al suo posto e da allora fa l'osservatore presso l'OTP.
La sensazione è che l'AIA sia ancora ferma ai nomi altisonanti (qualcuno ha parlato di pedigree debole), alle smargiassate da quattro soldi, agli accordi di bassissimo cabotaggio.
Ecco perchè, rimanendo In Topic, trovo difficile individuare il miglior metodo di elezione.