da AssistantRef il mar mag 29, 2012 11:55 am
Si dovrebbe fare un bilanciamento delle priorità: secondo me, viste le proporzioni di questo scandalo, che pare ramificato in tutte le serie e senza distinzione tra giocatori famosi e non, milionari e non, la priorità per me è ridare credibilità al nostro calcio debellando il calcioscommesse.
La giustizia ordinaria ha i suoi tempi, che anche in uno Stato di diritto che funzionasse perfettamente, non credo possa arrivare ad un esito da qui ad agosto.
Bisogna quindi concentrarsi sulla giustizia sportiva: Calciopoli ha dimostrato (ma potrei dire la stessa cosa anche per il primo Calcioscommesse del 1980 e per il secondo dei primi anni del Duemila, quest’ultimo con in parte identici protagonisti) che fare le cose in fretta può lasciare il senso di incompiutezza da una parte (per esempio furono escluse alcune indagini che potevano essere meglio approfondite), non correttezza formale dall’altro (diritti delle difese compressi) e mancata giustizia sostanziale dall’altra ancora (illeciti che non si è riusciti a provare del tutto) e tutto ciò solo al fine di consentire che le squadre italiane possano iscriversi alle competizioni europee. Io ritengo che comprimere i tempi possa portare a giudizi sportivi superficiali che lasceranno spazio solo a strascichi (ancora oggi che chi sostiene assurdamente che Calciopoli fosse Farsopoli) e rimpianti. Tra l’altro non escludo che anche l’UEFA possa incalzare in questo senso e mi troverebbe d’accordo. La priorità è riconquistare credibilità per il nostro calcio, e la partecipazione alle coppe Europee viene dopo nella scala di importanza: quindi, se per fare un processo sportivo serio, non si farà in tempo, da qui ad agosto, a comminare sanzioni e a delineare le classifiche ufficiali, non mi scandalizzerei se alcune squadre di cui non fosse chiaro il posizionamento finale non potessero iscriversi alle Coppe (ovviamente immagino che quelle squadre che fossero fuori dagli eventuali scombussolamenti della classifica, manterebbero il diritto ad iscriversi perchè il loro titolo non dipenderebbe dall'esito di processi sportivi magari ancora pendenti)