da BlueLord il ven giu 29, 2012 11:10 am
E così, Pedro Proença è, tra gli arbitri, il "vincitore" di EURO2012.
Ci sarebbe molto da dire, mi limiterò a qualche considerazione personale.
Ad inizio torneo era difficile immaginare che la finale potesse andare proprio a lui, fresco direttore di gara di quella di Champions a Monaco non più di due mesi fa.
Era difficile immaginarlo anche perché è prassi dell'UEFA cercare sempre un nome nuovo per una finale, ricordiamo che quando Webb fece il bis Champions - Coppa del mondo, la designazione per questa seconda partita fu fatta dalla commissione FIFA.
Cade anche il principio per cui, una volta qualificata per le semifinali la nazionale di un arbitro, costui è costretto ad andare a casa. Altra innovazione sotto la gestione Collina, cosa che non si era quasi mai vista prima, specie nei tornei FIFA.
Proença è stato bravo, ha confermato quanto fatto di buono quest'anno, ma è stato indubbiamente aiutato dai giocatori delle partite in cui ha diretto, e anche da altri fattori. Nella prima gara ha dovuto fare poco o nulla assistendo alla vittoria della Spagna in goleada contro l'Irlanda, nella seconda gara un po' più di impegno, ma la Svezia ha battuto inaspettatamente e senza problemi una Francia davvero arrendevole, anche qui pochi spunti per eventuali problemi. La terza partita, il quarto di finale tra Inghilterra e Italia, abbiamo già detto di come sia stata una delle gare più corrette di tutto l'europeo, con soli due gialli e pochissimi falli nell'arco di ben 120 minuti di gioco. Ma due squadre correttissime che pensavano solo a giocare.
Insomma, è stato sicuramente aiutato nel suo compito il fischietto portoghese, ad ogni modo lungi da me sminuire i suoi meriti, si è fatto trovare pronto ed ha meritato questo riconoscimento.
A quest punto viene da pensare che Rizzoli non avrebbe avuto problemi ad arbitrare la finale, in caso di qualificazione della Germania, Collina non si sarebbe fatto nessun problema pensando a Rosetti quattro anni fa. Spiace per Nicola, ma ancora una volta per un motivo o un altro gli viene preclusa la finale di una competizione importante. Col senno di poi, potremmo dire: "beh quella di Champions poteva andare a lui, ora Proença si ritrova pluridecorato mentre Nicola con nulla in mano". Certo però è facile parlare adesso.
Infine, mi sembra che un altro chiaro vincitore di questo europeo sia il turco Cakir, il quale ha ottenuto il massimo, e se non fosse stato così giovane ed inesperto (ovviamente, senza offesa, nel significato LETTERALE del termine) avrebbe potuto senza dubbio ambire alla finale, che andrà a dirigere lo stesso, ma in qualità di quarto ufficiale.
Una nota di merito anche per Skomina, la certezza Webb, e il buon europeo, tutto sommato, di Lannoy.
Collina può trarre le sue conclusioni.