AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda arbitrello2 il mer lug 11, 2012 3:09 pm

Ma attività tecnica per l'aia, ossia essere designato per gare FIGC. Per gare non FIGC non puoi essere designato ufficialmente, ossia tornei e gare per scopi "sociali" puoi farli comunque, perchè non si tratta di attività tecnica per l'aia!

Per assurdo se un organizzatore di un torneo chiede al presidente di mandargli un arbitro lui non può farlo se non si tratta di manifestazioni autorizzate FIGC. Ma se l'organizzatore chiede ad un arbitro (anche osservatore e over 50), il quale chiede e ottiene l'autorizzazione dal presidente, questo può dirigere la gara senza problemi.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda Alessandro il mer lug 11, 2012 3:26 pm

Quindi l'unica discriminante per determinare l'illecito sarebbero gli scopi sociali del torneo?

Se il torneo ha scopi sociali, si può essere pagati?
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda quartouomo il mer lug 11, 2012 3:45 pm

Qualche appunto, poi magari Alessandro ci spieghi questo astio nei confronti di Tacchino....

a) essere sospesi dall'attività tecnica significa che non si PUO' o che non si DEVE arbitrare? Non è la stessa cosa.
b) il fatto che abbia arbitrato in 6 serate su 7 come lo sai?
c) fino a prova contraria il Regolamento dice che per arbitrare gare non ufficiali occorre l'autorizzazione del Pres di Sezione, per cui (auspicando che comunque per opportunità un Pres di sezione informi chessò il Cra o il C.N.) in punta di forchetta Tacchino può autorizzare se stesso.
d) che sia stato pagato è fino a prova contraria una illazione
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda arbitrello2 il mer lug 11, 2012 3:51 pm

Se il torneo ha scopi sociali, si può essere pagati?


Se vieni pagato, allora eludi il fisco, avendo accettato dei soldi in nero........ ma non credo che ci sia il divieto "scritto" di accettare dei soldi per la propria prestazione... però non sapendo e non avendo prove non possiamo dire che il presidente in questione è stato pagato...
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda gadamer il mer lug 11, 2012 3:59 pm

Via, la faccenda dal punto di vista regolamentare è chiara: una competizione (extra FIGC) non può essere attività "tecnica". E' pacifico: non esistendo alcun discrimine fra le varie tipologie, se noi consideriamo attività tecnica il semplice dirigere arriviamo all'assurdo che Gianluca Tacchino o chi per lui non può fischiare in un incontro fra scapoli e ammogliati.
Quindi nessuna infrazione (ovviamente se non ha lucrato).
Diverso aspetto è l'indossare la divisa. Se è vero come è vero che un'uniforme è in libera vendita ed è impossibile imporre divieti ai cittadini qualunque, è altrettanto vero che deontologicamente un tesserato non può (o non potrebbe) rivestirsi in pubblico di ufficialità (e una divisa con tanto di logo questo rappresenta) se non per espressa autorizzazione di chi gerarchicamente si trova sopra di lui, il che ovviamente esclude una autorizzazione da parte di se stesso.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda Alessandro il mer lug 11, 2012 4:08 pm

Nessun astio, quartouomo, voglio solo che sia fatta chiarezza.
Quello che dico si basa su quanto scritto nell'articolo.
E' ovvio che se l'articolo dice il falso, tutto il discorso cade. Io sto solo ipotizzando che sia vero,perchè dubito che un giornalista darebbe così tanti dettagli se non fosse sicuro delle sue fonti.
Rispondo alle tue domande:
a) essere sospesi dall'attività tecnica significa che non si PUO' o che non si DEVE arbitrare? Non è la stessa cosa.

Questa domanda non l'ho capita. Se io vengo sospeso non POSSO e quindi non DEVO arbitrare

b) il fatto che abbia arbitrato in 6 serate su 7 come lo sai?

Sull'articolo c'è scritto che è la giornata in cui non era presente il 7 giugno. Da questo ho dedotto che nelle altre serate fosse presente.

c) fino a prova contraria il Regolamento dice che per arbitrare gare non ufficiali occorre l'autorizzazione del Pres di Sezione, per cui (auspicando che comunque per opportunità un Pres di sezione informi chessò il Cra o il con) in punta di forchetta Tacchino può autorizzare se stesso.

solo per gare con scopi ufficiali, e dall'articolo questo non emerge

d) che sia stato pagato è fino a prova contraria una illazione

Come ho detto prima, io presumo che quello che dice il giornalista sia vero, se no non credo che l'avrebbe scritto.
Attendiamo sviluppi!
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda quartouomo il mer lug 11, 2012 4:14 pm

a) essere sospesi dall'attività tecnica significa che non si PUO' o che non si DEVE arbitrare? Non è la stessa cosa.
Questa domanda non l'ho capita. Se io vengo sospeso non POSSO e quindi non DEVO arbitrare


E' molto diverso.
Tutti gli arbitri DEVONO arbitrare - attività tecnica. Con regolarità e comunque almeno 15 gare a stagione con un numero di visionature previsto a seconda di età, futuribilità ecc.
Se essere sospesi dall'attività tecnica significa non avere questo obbligo, non significa che non si POSSA comunque arbitrare.
Non mi tirare in ballo il provvedimento di SOSPENSIONE, però che è un'altra cosa.
E comunque, come qualcuno ha scritto, non è detto che una gara del torneo del Palio di Lomellina (?) sia attività tecnica....

Aggiungo che non essere presente in una serata non significa letteralmente che nelle altre abbia arbitrato.

Comunque lasciamo le verifiche a chi compete.
Poi se Tacchino ha sbagliato pagherà e se invece è una battaglia personale di qualcuno, lo capiremo.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda Alessandro il mer lug 11, 2012 4:27 pm

Le foto ci sono, quindi qualcuno le ha scattate. Però non capisco perchè devi considerarla una battaglia personale. Un associato (sempre che sia stato un associato a segnarlo e non magari un giocatore o un non tesserato figc) ha il dovere di segnalare un illecito, quando ne viene a conoscenza. Poi starà alla Procura indagare ed eventualmente deferire l'associato.
Da quello che si legge, la segnalazione è stata fatta il 27 giugno,e solo dopo due settimane è apparso l'articolo.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda arbitrello2 il mer lug 11, 2012 4:44 pm

Scusami alessandro, ma come puoi dire che un associato ha il dovere di segnalare un illecito quando ne viene a conoscenza, se da regolamento un associato generico non può fare segnalazioni alla procura?
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda Alessandro il mer lug 11, 2012 4:51 pm

Beh, in teoria il regolamento dice che devi segnalarlo al tuo organo tecnico.
Però se è proprio il tuo organo tecnico che ha commesso l'illecito,come si fa? Boh
Sul regolamento si parla di "illecito sportivo", che forse però ha un significato diverso dal "violare il regolamento aia."
Con "illecito sportivo" penso si intenda,per esempio, la tentata corruzione da parte di un calciatore nei tuoi confronti.
Sinceramente questo non lo so.
Ma mi sembra, ad ogni modo, eticamente corretto segnalare un fatto del genere, non sei d'accordo?
Possiamo discutere sulle modalità, ma il fare finta di non vedere non mi sembra giusto.
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