AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Tutto ciò che fa discutere sul mondo arbitrale

Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda Luca Marelli il sab lug 14, 2012 12:53 pm

Già, il primo dovrebbe essere proprio Tacchino che, prima, copre l'arbitro della sua sezione che dirige anche nel CSI (viewtopic.php?f=5&t=10196&start=40), poi lo deferisce una volta che viene scoperto (tanto per pararsi il culo).
Observer, perchè vengono scritte questi pezzi? Perchè ci deve essere pur qualcuno che difende indirettamente i TANTISSIMI associati che non fanno quello che c...o gli pare, che svolgono il proprio compito senza scorciatoie, che pensano sempre di farla franca per coperture dall'alto (vero Zaroli?)

Invidia? Ma invidia di cosa? Si chiama lavoro, observer, il pezzo è stato pubblicato su una rivista e pagato. Io sono sempre dalla parte delle persone, tendo sempre a giustificare gli errori ma non tollero i furbetti.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda marblearch il sab lug 14, 2012 3:35 pm

Premesso che esulo da discorso Tacchino per il quale giudicherá chi deve e ugualmente non mi interessa accusare caio o tizio di "coperture", credo fermamente che il Presidente sia il primo garante del rispetto delle regole. Queste regole possono piacerci o meno, ma finchè tanto ci sono, vanno rispettate. Ora il Ra si insegna, a grandi linee, nei corsi arbitro e vorrei vedere la faccia di un Presidente che insegna ciõ che lui stesso per primo viola. Credo che a tutti i livelli vada assicurato il senso ed il rispetto dell' autorevolezza dell' istituzione che applica la norma con rigore, prima di tutto su se stessa; ed è questo rigore e questa coerenza nei propri comportamenti che deve essere esempio per tutti. Personalmente mi interessa poco chi ha effettuato la delazione e certo lo scopo, leggendo i commenti sagaci sul vertice arbitrale, non è certo innocente e puro, tuttavia se il fatto sarâ confermato, é giusto che chi ha sbagliato se ne assuma le conseguenze.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda arrigo il dom lug 15, 2012 4:56 pm

"Un articolo abbastanza di parte, addirittura le foto, i giorni in cui ha diretto contati con perfetta precisione dicendo anche il compenso per ogni gara.... è palese che qualcuno ha voluto fare un torto a Tacchino, qualcuno con tanto astio"
Sono d'accordo con te King.
Tacchino chiarirà la propria posizione davanti alla Procura ed alla CD, come è giusto che sia. Dirà se aveva un'autorizzazione e se le gare dirette avevano o meno le finalità sociali previste dal Regolamento.
Ciò non toglie che Tacchino stia facendo un grandissimo lavoro per la sua Sezione.
Allo stesso modo risulta evidente, come tu scrivi, che ci sia qualcuno che "ha voluto fare un torto" e qualcuno che ha un "forte astio" tanto da trasformarsi in delatore. Anche questi episodi aiutano a conoscere meglio alcune persone....

-- dom lug 15, 2012 3:56 pm --

"Un articolo abbastanza di parte, addirittura le foto, i giorni in cui ha diretto contati con perfetta precisione dicendo anche il compenso per ogni gara.... è palese che qualcuno ha voluto fare un torto a Tacchino, qualcuno con tanto astio"
Sono d'accordo con te King.
Tacchino chiarirà la propria posizione davanti alla Procura ed alla CD, come è giusto che sia. Dirà se aveva un'autorizzazione e se le gare dirette avevano o meno le finalità sociali previste dal Regolamento.
Ciò non toglie che Tacchino stia facendo un grandissimo lavoro per la sua Sezione.
Allo stesso modo risulta evidente, come tu scrivi, che ci sia qualcuno che "ha voluto fare un torto" e qualcuno che ha un "forte astio" tanto da trasformarsi in delatore. Anche questi episodi aiutano a conoscere meglio alcune persone....
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda Luca Marelli il dom lug 15, 2012 7:14 pm

Chi sarebbero queste "alcune persone"?
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda King il dom lug 15, 2012 7:37 pm

@arrigo: Per il lavoro che sta facendo nella neonata sezione Lomellina ti confermo che si sta impegnando davvero tanto. E' sempre presente.

@Luca Marelli: Luca, secondo me qualcuno che non era favorevole alla fusione tra le sezioni di Mortara e Vigevano..
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda Luca Marelli il dom lug 15, 2012 7:48 pm

Può essere, non escludo nulla. Resta il fatto che, con mezzi discutibili, sta venendo fuori un quadretto non proprio idilliaco. Un associato che arbitra in CSI col benestare del presidente della sezione lomellina, una volta menato viene pure deferito da quel presidente che sapeva e lo copriva, ora lo stesso presidente beccato ad arbitrare gare non autorizzate.
Un lavoratore onesto sarà sempre apprezzato, un lavoratore che non rispetta le regole potrà anche lavorare 18 ore al giorno ma rimane un soggetto di cui è difficile fidarsi.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda tomtom il dom lug 15, 2012 9:41 pm

Luca Marelli ha scritto:Può essere, non escludo nulla. Resta il fatto che, con mezzi discutibili, sta venendo fuori un quadretto non proprio idilliaco. Un associato che arbitra in CSI col benestare del presidente della sezione lomellina, una volta menato viene pure deferito da quel presidente che sapeva e lo copriva, ora lo stesso presidente beccato ad arbitrare gare non autorizzate.
Un lavoratore onesto sarà sempre apprezzato, un lavoratore che non rispetta le regole potrà anche lavorare 18 ore al giorno ma rimane un soggetto di cui è difficile fidarsi.


Fra l'altro fra il proprio lavoro, la famiglia, arbitrare il basket, la pallavolo, i tornei di beneficenza o non, non so quanto uno possa cosi' tanto lavorare per la sezione. Pero' tutto puo' essere.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda cnca il lun lug 16, 2012 9:57 am

Voci dal Piemonte mi dicono che l'arbitro del csi è stato deferito a seguito di una segnalazione del presidente di casale al cra piemonte che ha girato la cosa al collega lombardo in seguito alla pubblicazione di diversi articoli su gionali locali di Vercelli e Alesandria dopo l'episodio di violenza che ha subito. Il collega da poco si era trasferito in Lombardia e non ha lasciato molti "Amici" in Piemonte, tant'è che al torneo tra sezioni organizzato a Vigevano il suo ex presidente ha fatto pressioni affinchè non scendesse in campo contro la sua ex sezione. Qualcuno di quella zona può confermare??
Inoltre mi chiedo: un mio collega arbitra una gara non autorizzata e io sono li per caso e lo vedo, dovrei segnalare la cosa al mio presidente?? Io non lo farei mai, è un'infamata troppo grande, ovvio che se arrivano delle foto non è che si può far finta di niente, qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di segnalare la cosa.. Se dovessi denunciare tutti quelli che conosco che hanno diretto gare non ufficiali credo che alcune sezioni chiuderebbero... Che ne dite???
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda arbitro_anonimo il lun lug 16, 2012 11:02 am

Io dico sì. Non è pubblica delazione o pubblica umiliazione.

segnalare al presidente sezionale, che dovrebbe essere una figura di garanzia, mi pare la cosa più giusta da fare in una situazione del genere.

poi starà al presidente informarsi, accertare e decidere. potrebbe anche bastare un richiamo al collega in fallo.
non dimentichiamo che chi arbitra al di fuori dell'egida della figc in un certo qual modo "squalifica" il lavoro e l'immagine di tutti gli altri.
Mi ripeto, è sopratttutto una questione di tutela nei confronti dell'arbitro. fuori dalle regole, non c'è nessuna sicurezza.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda King il lun lug 16, 2012 11:50 am

tomtom ha scritto:
Luca Marelli ha scritto:Può essere, non escludo nulla. Resta il fatto che, con mezzi discutibili, sta venendo fuori un quadretto non proprio idilliaco. Un associato che arbitra in CSI col benestare del presidente della sezione lomellina, una volta menato viene pure deferito da quel presidente che sapeva e lo copriva, ora lo stesso presidente beccato ad arbitrare gare non autorizzate.
Un lavoratore onesto sarà sempre apprezzato, un lavoratore che non rispetta le regole potrà anche lavorare 18 ore al giorno ma rimane un soggetto di cui è difficile fidarsi.


Fra l'altro fra il proprio lavoro, la famiglia, arbitrare il basket, la pallavolo, i tornei di beneficenza o non, non so quanto uno possa cosi' tanto lavorare per la sezione. Pero' tutto puo' essere.


Ti sta parlando uno che ha moltissimi contatti in quella sezione. Ha lavorato moltissimo per la fusione e sta lavorando tantissimo per la sezione.
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