...condividere l'ovvietà...essere arbitri AIA significa accettare il rapporto "esclusivo" con il mandato FIGC...non condivido la frase di Nicchi circa la "società di servizi" a favore della FIGC...niente di tutto questo...la libertà della prestazione è quello che ci contraddistingue...se io NON posso o NON voglio andare ad arbitrare quel giorno o a quell'ora o in quel posto sono LIBERO di scegliere....nessun obbligo......ma massima serietà e correttezza: nessuna mercanteggio della nostra professionalità...ricordiamoci che ciascuno di noi è ed è stato un investimento dell'Associazione...per la nostra preparazione e formazione sono stati spesi patrimoni di denari ed energie...non scordiamocelo.
Non dobbiamo "svendere" tutto ciò per 25 Euro raccattati in partite estranee....riflettiamo...
