da gadamer il dom ott 21, 2012 8:09 pm
Ribadisco il mio punto di vista pure se non frega a nessuno.
Quando un arbitro è oggetto di richiesta di condanna (qualunque sia il grado di giudizio) è opportuno che si astenga da ogni prestazione.
Non è una sospensione cautelativa contra personam innocente sino a eventuale sentenza avversa , è un provvedimento che tutela la regolarità dello svolgimento, che disinnesca bombe mediatiche spesso interessate, che raffredda tifoserie scalmanate ecc.
Chip988:
l'arbitro non è un cittadino lavoratore qualunque che se ne va in fabbrica o in ufficio in attesa della sentenza senza clamori. Va in un uno stadio, spesso covo di un discreto numero di decerebrati pronti allo sfascio, con milioni di telespettatori che guardano, non si tratta di uscire dal garantismo tout court ma di guardare pragmaticamente a un altro tipo di garanzia: evitare disordini di qualunque genere o provarci per quel che è possibile.
Se in passato non è stato fatto e non viene oggi fatto (credo senz'altro a "AssitantRef") non è per chi scrive ragione sufficiente per ritenerlo un agire assennato. Poi magari è andato tutto bene ma ciò non toglie che il rischio lo si sia corso inutilmente. E' agire politico, nel senso migliore del termine, che guarda al bene comune. Ovvio che abbia un prezzo che il
singolo può essere tenuto a pagare, ma questo succede (o meglio dovrebbe) in ogni settore in cui la persona ricopre un ruolo pubblicamente e socialmente rilevante.
E l'arbitro questo ruolo lo ricopre eccome e, se guardiamo al problema da questa prospettiva, è pure un riconoscimento alla delicatezza del compito.
Quanto al caso in ispecie francamente l'obiezione di chi risarcisce il danno a Rocchi in caso di assoluzione è, nei fatti, inconsistente.
Un paio di doppi turni ed è bello che pari vista la prossimItà della sentenza.