Sputò all'arbitro: calciatore marocchino"graziato" con l'aiuto del leghista Tosi
Il 21enne del Cornedo squalificato per 4 anni nel 2010 ètornato a giocare. I suoi "tutori": «Ha capito bene la lezione»
di Giorgio Zordan
VICENZA - Magari adesso comincerà anche lui a chiedersi se Babbo Natale non esista per davvero. Lui, calciatore marocchino di 21 anni, sulla sua strada ha trovato un alleato che probabilmente mai avrebbe immaginato: il segretario nazionale della Lega Nord Flavio Tosi.
Il giovane rischiava di dover dire addio al calcio: carattere impulsivo, una situazione familiare a dir poco problematica, è incappato in una maxi-squalifica di 4 anni. Una pena pesante, praticamente un addio a quell'attività sportiva che sembra essere l'unica sua ancora di salvezza. Ma a perorare la sua causa è arrivato il sindaco di Verona, ed ora può tornare a sorridere.
Lui è un giocatore della squadra vicentina del Cornedo. Nel 2010 è stato squalificato per 4 anni dal giudice sportivo. Motivo: sputi all'arbitro, colpito al volto, nel corso di una partita juniores sul campo dei veronesi dello Zevio. Aveva perso la testa dopo essere stato espulso: c'è chi afferma che durante la gara le denigrazioni razziste non fossero mancate. Una mazzata se si pensa che agli Europei del 2004, per citare uno dei casi più noti finito sulle televisioni di mezzo mondo, l'azzurro Francesco Totti per aver colpito con uno sputo il danese Poulsen se la cavò con 3 giornate di squalifica.
Il bersaglio questa volta però è stato un direttore di gara, e il giudice sportivo è andato giù duro. Che dovesse essere punito non ci piove. Il provvedimento però, se paragonato ad analoga "colpa" di un fatto avvenuto nello stesso anno, sempre in ambito giovanile su un campo della provincia di Reggio Emilia, decisamente sproporzionato: un giocatore del San Prospero, che tentò anche di colpire l'arbitro con un calcio, fu sanzionato con 6 mesi di stop.
Il presidente del Cornedo, pur condannando l'episodio, trovò i 4 anni di squalifica eccessivi, soprattutto perché avrebbero potuto cambiare la vita in senso letterale al giovane. «Un soggetto problematico, seguito da anni - spiega Giuliano Lucato - dalle istituzioni sociali per la sua grave situazione familiare, tanto da essere inserito in un programma del servizio sociale del ministro di Giustizia. L'ambito calcistico, come confermato anche dall'unità operativa tutela minori della nostra Ulss, per lui rappresenta una fondamentale ancora di salvezza. Non potevo lasciarlo al suo destino».
Il presidente del Cornedo scrisse all'allora commissario della Figc di Mestre chiedendo di riesaminare il caso «per dare la possibilità al ragazzo di rifarsi e maturare socialmente, ma senza ottenere riscontro. Abbiamo così puntato sulla grazia: la domanda l'abbiamo presentata una volta scontata metà della pena, come prevede il codice di giustizia sportiva. Per dare forza all'istanza però abbiamo cercato un "padrino" che potesse intercedere con il presidente federale Giancarlo Abete».
Ed ecco materializzarsi l'alleato più inaspettato. La ricerca inizia con il capo di gabinetto dell'assessore regionale Marino Finozzi, Max Siron, «cornedese e nostro tifoso ormai da vent'anni. Sua l'intuizione di rivolgerci a Tosi dopo che lo aveva visto in una trasmissione televisiva seduto accanto ad Abete. Siron ha contattato il sindaco di Verona che ha subito abbracciato la causa perorandola con successo visto che a fine novembre la grazia è stata concessa».
Una battaglia vinta, ma soprattutto una battaglia che andava combattuta. «Non è mancato - conclude Giuliano Lucato - chi mi ha chiesto perché lo facevo, perché non lasciavo perdere: a loro ho risposto che è facile aiutare chi problemi non ne ha. Lo ha capito anche Tosi, che ringrazio di cuore, e il presidente Abete. Il ragazzo ha ora una possibilità: in questi mesi ha continuato ad allenarsi con noi, è maturato. Nell'ultima partita casalinga ha fatto il suo rientro in campo e nell'ultimo minuto è stato vistosamente strattonato per la maglia in piena area di rigore: non ha assolutamente protestato, è rimasto zitto zitto. La lezione l'ha mandata a memoria».
http://www.gazzettino.it/province/norde ... 7625.shtml
L'argomento è spinoso, perchè si parla di uno straniero che viene aiutato grazie al "favore" di un politico che intercede su chi concede la grazia. Oltre alla questione territoriale, inoltre, si aggiunge il tono buonista dell'articolo che sembra suggerire - Poverino, 4 anni ed ha solo "sputato" all'arbitro, diamogli una medaglia perchè ora non protesta più - ed il ragazzo in questione era seguito dai servizi sociali e persino da un programma apposito del ministero della giustizia.
Io spero che questa grazia gli cambi veramente la vita, rimanendo fermo nel condannare il suo gesto e ritenendo che la squalifica l'avrebbe dovuta scontare tutta.

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