Livorno-Cagliari al figlio dell’ex designatore sospeso nel 2006: da piccolo faceva il terzino, poi il salto grazie al nonno (altro ex).
Livorno-Cagliari, arbitro Pairetto di Nichelino. Detta così fa un certo effetto, ma siccome le colpe dei padri non possono ricadere sui figli l’esordio in A del giovane Luca va raccontato senza pregiudizi. Certo, non si può ignorare Calciopoli e la condanna subita dal papà Pierluigi: grande ex fischietto e insieme con Paolo Bergamo designatore fino al 2005. Proprio quest’ultimo ruolo è quello che lo travolse quando una inchiesta della magistratura portò alla luce i rapporti privati dei vertici arbitrali con molti dirigenti. Quelle contestazioni sono costate a Pairetto senior l’uscita dall’Aia (l’associazione degli arbitri italiani), ma soprattutto una condanna in primo grado di un anno e 8 mesi e una squalifica dalla giustizia sportiva di 2 anni e 6 mesi. L’appello al processo di Napoli è tuttora in corso: sentenza prevista in autunno. Tutto questo non deve e non può condizionare la carriera di Pairetto jr: se saprà ripercorrere la carriera paterna (nessuno ne ha mai messo in dubbio le doti da «giacchetta nera») è presto per dirlo. E chi pensa a lobby di categoria è fuori strada: i rapporti tra l’attuale designatore della Can A, Stefano Braschi, e Pairetto senior non erano e non sono certo amichevoli. Basta un episodio: la carriera di Braschi si arrestò in malo modo nel 2003 proprio mentre Pairetto era ai vertici da dirigente.
Terza generazione Il giovane Luca (29 anni) non sta nella pelle per l’esordio. Agli amici ha confidato «E’ un sogno che si avvera: pensavo a una cosa simile fin da quando ho capito che potevo ambire a fare l’arbitro». In casa Pairetto è una cosa normale: il primo grande fischietto è stato il nonno Antonio, poi è toccato al papà Pierluigi, ora è il suo turno. Fino a 15 anni il campo di calcio lo frequentava da terzino, ma i piedi poco vellutati lo hanno spinto a cambiare prospettiva. Fare l’arbitro. E’ stato il nonno (la storica sezione di Nichelino porta il suo nome) a seguire i primi passi, dispensando consigli e trucchi del mestiere. Poco alla volta il piccolo Pairetto è cresciuto in tutti i sensi, superando selezioni e prove importanti: come un Licata-Nissa spareggio in Eccellenza davanti a 7000mila persone. Approdato in Lega Pro è stato un altro grande ex, Stefano Farina, a plasmarlo permettendogli il salto nella Can B. Qui sotto la guida di Domenico Messina ha costruito mattoncino su mattoncino il suo esordio in A. Luca è single, ama passare le serate libere al cinema e lavora come consulente in una società di marketing. I suoi più convinti tifosi sono i fratelli: il più grande (35 anni) potrebbe domani sera seguirlo a Livorno, i più piccoli (12 e 4) si accontenteranno della tv. E il papà? Dopo anni difficili, si godrà questo momento. Come è giusto che sia.
Fonte:
Francesco Ceniti per La Gazzetta dello sport del 24/09/13 pag. 16
