da gadamer il mar nov 04, 2014 4:16 pm
mestafaincazza, ti dico la mia.
Prevenzione:
I risultati prevedibili appaiono incerti su questo versante, specie con riferimento alle categorie basse. Il rischio emulazione va tenuto in considerazione. Ci sono in circolazione stuoli d’imbecilli che pur di finire ripresi, pur di ottenere uno scampolo di malsana notorietà, sarebbero disposti a qualunque gesto. E’ così, è l’aria che tira o, come si diceva, lo spirito del tempo. Non è ragione sufficiente, sia chiaro, per una bocciatura ma pragmaticamente si deve prendere atto anche di questo elemento.
Repressione:
Qui lo spazio c’è ovviamente, a maggior conoscenza (però inconfutabile) consegue maggior possibilità di sanzionare.
Praticabilità.
Prima osservazione: per avere un senso, una qualche evidenza probatoria, occorrerebbe un apparato tecnologico ben strutturato. Le limitazioni evidenti di una sola ripresa (per di più con un tablet per buono che sia) esporrebbero più a dubbi che a certezze costringendo nei fatti l’organo sanzionante ad archiviare la gran parte delle immagini, oggettivamente equivoche, per non incorrere in ricorsi vincenti. Insomma un aggravio burocratico consistente con costi conseguenti.
Insomma, di principio l’idea ha la sua logica ed è interessante. In fin dei conti è la stessa che ispira la crescente installazione di telecamere qua e là nei centri e nei siti sensibili.
Ma lo strumento, per avere una funzionalità sufficiente, richiede copertura ampia e diverse angolazioni, quindi più occhi e costi che penso siano neppure ipotizzabili. Con quella sorta di ben intenzionato bricolage che è prospettato, si costruirebbe una rete dalle maglie tanto larghe da intrappolare ben pochi pesci. L’obiezione immediata che meglio pochi che nessuno, o che vale l’adagio che il meglio è nemico del bene è, dal mio punto di vista, confutabile sia sul piano concreto (leggi costi del materiale e burocrazia a fronte di risultati modestissimi) sia sul piano di un criterio di equità. Quando un provvedimento finisce per colpire in concreto pochissimi e lascia impuniti i più, esso stesso diventa ingiusto e un po’ a effetto boomerang.
Insomma è assolutamente logico che con la tecnologia si possano fare ottime cose per salvaguardare non solo l’incolumità (sacrosanta) degli arbitri ma andare a punire altre nefandezze, tuttavia la domanda cruciale è, per me, con quale tecnologia varrebbe la pena calcolando vantaggi e svantaggi?
La risposta del sottoscritto, per quel che vale, è nelle righe.