Genitore scavalca la rete e aggredisce l'arbitro

Documentiamo qui tutti i casi di aggresioni agli arbitri di cui veniamo a conoscenza, perchè non passino inosservati.

Genitore scavalca la rete e aggredisce l'arbitro

Messaggioda 2amuele il sab gen 03, 2015 11:46 pm

Situazione brutta a Pontedera (PI): in mancanza per adesso di articoli e comunicati ufficiali, riporto il comunicato dell'Era Calcio che mi pare racconti onestamente quanto accaduto. Pronto ad aggiornare appena la situazione si delinea.

"14° Giornata di Campionato Cat. Giovanissimi A 2000 partita Era Calcio - Porta a Lucca.
Una partita come tante, i 22 ragazzi in campo ce la mettono tutta per superarsi vicendevolmente ma nonostante l'agonismo il tutto rimane entro le normali regole del rispetto reciproco. L'arbitro dirige la gara con equità ed anche i calciatori lo aiutano nel suo compito, nessuna sbavatura o decisione dubbia da parte del direttore di gara, in conclusione un OTTIMO arbitraggio, di quelli che farebbe piacere vedere tutti i fine settimana. Purtroppo a pochi minuti dal termine succede l'imponderabile: un calciatore ospite colpisce uno dei nostri il quale ha un brutto gesto di reazione nei confronti dell'avversario; l'arbitro GIUSTAMENTE decreta l'espulsione di entrambi gli atleti. A questo punto un nostro genitore scavalca la rete di recinzione e colpisce il direttore di gara con un pugno. Solo l'intervento del nostro guardalinee, di un paio di ragazzi, dei nostri dirigenti e di quelli del Porta a Lucca evita che la situazione degeneri ulteriormente. A questo punto l'arbitro decreta la fine dell'incontro e si reca visibilmente scosso all'interno degli spogliatoi richiedendo ai responsabili l'intervento delle forze dell'ordine per l'identificazione dell'esagitato genitore.
Questa una breve cronaca di quanto accaduto oggi al Bachi di Pontedera. L'Era Calcio tutta nella persona del Presidente e dell'intero Consiglio Direttivo, unitamente alle consociate Stella Azzurra e La Borra Calcio, si DISSOCIA FERMAMENTE dall'operato di questa persona che con tale gesto inconsulto non ha fatto altro che mettere a rischio il continuo e costante operato di tutti quei dirigenti che si prodigano, gratuitamente e spinti esclusivamente dalla passione, nell'insegnare ai propri tesserati il rispetto delle regole, dei compagni, degli avversari e degli arbitri.
L'amarezza è tanta, sono cose che non devono assolutamente accadere sui campi di calcio e soprattutto su quelli calcati da giovani atleti.
L'amarezza è tanta, ma ciò non fà altro che a spronarci nel fare sempre meglio e di più per i nostri ragazzi, ma altresì prendere anche dei provvedimenti riguardo a quanto accaduto.
Naturalmente porgiamo le nostre più profonde scuse alla classe arbitrale, alla società del Porta a Lucca, ma sopratutto ai ragazzi di entrambe le formazioni che hanno assistito ad un episodio a dir poco assurdo ed inconcepibile"

Il Presidente ed il Consiglio Direttivo

Riporto la notizia più che altro perché è possibile che l'arbitro venga autorizzato a procedere legalmente, anche in virtù del fatto che l'aggressore non dovrebbe essere tesserato.
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Re: Genitore scavalca la rete e aggredisce l'arbitro

Messaggioda OldReferee il dom gen 04, 2015 11:09 am

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Re: Genitore scavalca la rete e aggredisce l'arbitro

Messaggioda arbitro87 il dom gen 04, 2015 11:24 am

Siamo alla follia, questi genitori tifosi sono la rovina dei figli, vorrebbero fossero tutti fenomeni e sfogano le proprie frustrazioni su allenatori e arbitri...scena vista e rivista ma ormai qui si sta superando ogni limite.

PS. almeno il comunicato della società è una minima consolazione.
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Re: Genitore scavalca la rete e aggredisce l'arbitro

Messaggioda Roberto Monti il dom gen 04, 2015 11:35 am

Ecco come inizia l'Anno per gli Arbitri AIA della BASE, picchiato da un genitore in un torneo giovanile, la solita SCHIFEZZA,FERMIAMOCI LO RIPETO PER L'ENNESIMA VOLTA.
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Re: Genitore scavalca la rete e aggredisce l'arbitro

Messaggioda tony il dom gen 04, 2015 6:44 pm

Mai visto niente di simile sul sito AIA.
Spero che, a parte il 3-0, la società non venga multata.
Ci sedemmo dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti erano occupati (B. Brecht)
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Re: Genitore scavalca la rete e aggredisce l'arbitro

Messaggioda fradi il mer gen 07, 2015 10:15 am

segnalo questo passaggio in una recente intervista a Belloli (l'intervista completa potete trovarla sul sito LND):

Parlando di arbitri: gli episodi di violenza si moltiplicano. Cosa si può fare?
Onestamente? Poco: abbiamo centinaia di partite ogni domenica, dove spesso non ci sono neppure le forze dell’ordine. È un problema della società italiana, non del mondo del calcio o della Lnd. Noi possiamo solo lavorare sulla prevenzione, sensibilizzando giovani e tesserati. Sperando che basti.
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Re: Genitore scavalca la rete e aggredisce l'arbitro

Messaggioda marblearch il mer gen 07, 2015 10:35 am

A proposito di Belloli, sapete vero che in Consiglio federale sulle ultime proposte antiviolenza, i rappresentanti della LND si sono astenuti, dopo che dai Comitati regionali LND era arrivato un "no" ? Solo la "moral suasion" federale (tavecchiana), li ha indirizzati all'astensione che non al voto contro. Questo è l' humus culturale in cui Nicchi si deve muovere. Gli appelli alla Monti sono belli, ma il governo (purtroppo) è altra cosa.
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Re: Genitore scavalca la rete e aggredisce l'arbitro

Messaggioda giacomo78 il mer gen 07, 2015 11:32 am

Quantomeno una società che fa pubblica ammenda senza addurre scuse ridicole
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Re: Genitore scavalca la rete e aggredisce l'arbitro

Messaggioda pintu84 il gio gen 08, 2015 5:26 pm

La LND fa vergogna.Alla LND interessa solo delle iscrizioni delle societá , le importa ridurre le pene ai tesserati nelle varie C.D.T. e tutto quanto vada a vantaggio delle squadre paganti.Altro che cultura.Poi ai raduni Cra vengono a dire che 'siamo amici degli arbitri, da noi sarete sempre tutelati'.Senza pudore.Straquoto marbleach. P.S. 'Le mie societá non dovranno pagare le spese arbitrali e non dovranno essere colpite direttamente dal punto di vista economico in caso di atti di violenza verso gli ufficiali di gara.. Se il buongiorno si vede dal mattino....
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Re: Genitore scavalca la rete e aggredisce l'arbitro

Messaggioda AssistantRef il lun ago 10, 2015 11:34 am

"PISA. Pessimo esempio per i giovani atleti. E anche causa di discredito per il mondo del calcio. Dopo il Daspo di 5 anni arriva la sospensione di 18 mesi da parte della Figc per il genitore, nonché tesserato della locale società, che aggredì l’arbitro “colpevole” di aver espulso suo figlio dopo un contrasto duro con un avversario. Uno strascico di quel brutto episodio avvenuto il pomeriggio del 3 gennaio sul campo a Pontedera della società Asd Stella Azzurra, che prese subito le distanze dal suo dirigente accompagnatore, nell’incontro con il Porta a Lucca nella categoria Giovanissimi.
Genitore-ultrà. Nella sua istruttoria la Procura federale non risparmia critiche a Giuseppe Fazzina, protagonista di un assalto da ultrà con tanto di pugno in volto all’arbitro, residente a Pisa. Il pentimento postumo del genitore-dirigente, accompagnato dalle scuse, non ha spostato di una virgola il giudizio della Figc nel condannare un comportamento aggravato dal contesto in cui è maturato, quello di baby calciatori che prima di pensare a vincere devono essere educati ai valori dello sport. Con quel gesto Fazzina non solo ha fatto perdere a tavolino l’Era Calcio, ma ha costretto la società a risarcire i danni all’arbitro, oltre a dover pagare un’ammenda. Nell’infliggere l’inibizione di 18 mesi al genitore-dirigente, il Tribunale federale territoriale ha sospeso il provvedimento nei confronti della Stella Azzurra in attesa di poter esaminare la proposta di patteggiamento tra Procura e società.
L’aggressione. L’ira di Fazzina fu accesa dal cartellino rosso imposto al figlio e all’avversario del Porta a Lucca, i quali, dopo un contrasto, si era spintonati. All’espulsione il genitore reagì scavalcando la recinzione del campo di gioco per poi colpire al volto il direttore di gara procurandogli lesioni giudicate guaribili al pronto soccorso in tre giorni. Le contusioni avevano riguardato anche i denti. La questura a febbraio ha notificato un Daspo per 5 anni al dirigente.
«Fatto grave». «Si rileva che il fatto è grave perché è avvenuto nell'ambito del campionato Giovanissimi ovvero di uno di quei campionati destinati a formare gli atleti e comunque per prepararli ad inserirsi nel contesto sociale di domani – si legge nell’atto di deferimento –. Non è certo un esempio etico quello che un dirigente federale può dare a questi giovanissimi (infraquattordicenni) allorché, a fronte di un contrasto fisico, sia pure duro ma che comunque fa parte del gioco, si precipiti, scavalcando la rete di recinzione del campo per usare violenza al direttore di gara reo solo di aver espulso - a norma di regolamento - due calciatori (uno per parte) che, dopo un contrasto e lontano dal gioco in svolgimento, si spintonavano affrontandosi testa contro testa».
La difesa. Da quello che emerge dalle carte il tentativo di giustificarsi di Fazzina è stato un rimedio peggiore del male. Scrive il Tribunale federale: «Assolutamente inaccettabile e infondata l'affermazione a difesa resa in istruttoria con la quale si definisce l'accaduto:" … ho dato con le mani una piccola spinta sul petto dell'arbitro. Tanto che i cartellini che aveva in mano sono caduti in terra e lo stesso arbitro è rimasto in piedi, indietreggiando." Non viene infatti in alcun modo spiegato come per effetto di tale lieve contatto il direttore di gara abbia potuto subire danni all'apparto dentario. La peculiarità dell'accaduto e le motivazioni che di esso il Fazzina fornisce rendono irrilevanti sia il pentimento postumo che le scuse "condite" con un inopinato invito a casa a prendere un caffè».
Periodo per riflettere. La chiusa finale è un monito rivolto a chi, tra i tesserati, trasforma i campi di calcio in arene per combattenti: «È bene che tale tipo di dirigenti abbia a disposizione un lungo periodo di tempo per riflettere sul pessimo esempio fornito ai giovani atleti e soprattutto sui danni a terzi che il comportamento di ciascuno può provocare, non potendosi prescindere dal fatto che esso costituisce, inoltre, causa di discredito per il movimento calcistico».


Articolo tratto da "Il Tirreno"

Il testo del provvedimento della giustizia federale contenuto nel Comunicato n. 5 della Delegazione LND Pisa:

20 / P – Stagione Sportiva 2014 / 2015.
Deferimento della Procura Federale nei confronti di:
- Fazzina Giuseppe, Dirigente accompagnatore nella Società A.S.D. Stella Azzurra, per rispondere della violazione dell’art. 1 bis comma 1 e dell’art.3, c.1 del C.G.S;
- Società A.S.D. Stella Azzurra a titolo di responsabilità oggettiva ex art.4, c.2 del vigente C.G.S..
Il provvedimento della Procura Federale trae origine dal rinvio, da parte del competente G.S.T., degli atti della gara del Campionato Giovanissimi della Delegazione Provinciale di Pisa disputata in data 3 gennaio 2015 tra le squadre delle Società Era Calcio A.S.D. e G.S. Porta a Lucca.
Il G.S. di Pisa, nell’esaminare il rapporto reso dall’Arbitro della gara, rilevava che questi era stato costretto a sospenderla dopo aver subito un’aggressione da parte di uno spettatore che, scavalcata la recinzione del campo di gioco, lo colpiva al volto causandogli le conseguenze fisiche oggetto di referto da parte dell’A.S.L. di Pisa.
Ciò induceva il predetto Giudice, un volta assunti i provvedimenti disciplinari di competenza propria, a rinviare gli atti all’Ufficio inquirente al fine di accertare la posizione federale dell’aggressore del D.G., identificato nell’immediatezza dei fatti dalla Polizia di Stato intervenuta.
L’Ufficio federale, accertato che l’aggressore dell’arbitro è stato identificato nel Signor Giuseppe Fazzina, assunte informazioni presso le Autorità di P.S. di Pisa e di Pontedera, acquisiti gli organigramma delle Società coinvolte nella vicenda ed ascoltati quattro tesserati di queste – compreso il Fazzina – nonché l’Arbitro della gara, ha disposto il deferimento in esame previa notifica dell’atto di conclusione delle indagini al quale non è stato dato riscontro.
A seguito di formale notificazione si dà atto della presenza di:
- Stella Michele, Presidente pro tempore dell’A.S.D. Stella Azzurra, in proprio,
- l’Avvocato Marco Stefanini, Sostituto, per conto della Procura federale.
All’inizio del dibattimento il Presidente della Società Stella Azzurra, dichiara di aver raggiunto con la Procura Federale l’ipotesi di accordo previsto dall’art. 23 del C.G.S. per cui il Tribunale Federale Territoriale, rilevato che il Procuratore Federale deve provvedere alla trasmissione degli atti alla Procura Generale dello Sport del Coni per eventuali osservazioni da parte della stessa a norma dell’art. 23 c. 2 del condotta gravemente sleale, sospende il dibattimento nei confronti di detta Società, in attesa del compiersi degli adempimenti di spettanza della Procura Federale.
Il dibattimento prosegue nei confronti del Dirigente Fazzina in ordine al quale l’Avvocato Stefanini, dopo aver ricostruito la vicenda, rileva che nessun dubbio sussiste sull’essere stato il Fazzina l’autore della violenza nei confronti del D.G. dato che questi è stato riconosciuto da un Dirigente della Società Era Calcio, per la cui squadra gioca il calciatore Cateni figlio del deferito.
Il Fazzina è stato identificato inoltre dagli agenti di Polizia subito intervenuti.
Il rappresentante della Procura afferma essere l’episodio di estrema gravità, oltre che per il fatto in sé, per essere avvenuto nell’ambito del Campionato Giovanissimi nel quale un Dirigente deve essere esempio di correttezza ed osservanza delle regole.
Esso ha costituito inoltre causa della sospensione definitiva della gara
Afferma ancora che le dichiarazioni rese dal Fazzina in sede istruttoria hanno il chiaro carattere della pretestuosità e conclude chiedendo che il soggetto deferito venga sanzionato con la inibizione per 18 (diciotto) mesi.
Il Tribunale, chiuso il dibattimento decide in Camera di consiglio.
Non esiste alcun dubbio che l’autore dell’atto di violenza nei confronti del D.G. sia stato il Fazzina riconosciuto dal Dirigente della Società Era Calcio per essere il padre del Calciatore Cateni tesserato per questa società. La sua identificazione è avvenuta da parte della P.S. intervenuta immediatamente su richiesta dell’Era Calcio che ospitava la gara.
L’esame degli atti esistenti presso il C.R.T. (AS. 400) attesta che il soggetto deferito è tesserato per l’A.S.D. Stella Azzurra come del resto confermato, sempre in istruttoria, dal Vice presidente della Società Stella Azzurra.
Per quanto riguarda le conseguenze dell’aggressione, si rileva che il fascicolo, trasmesso dal G.S.T. alla Procura Federale contiene gli accertamenti eseguiti dal Presidio medico ospedaliero di Pisa recante una prognosi di 3 giorni, nonché la dichiarazione dell’odontoiatra di fiducia il quale certifica – alla data del 9 gennaio c.a. – di non potere intraprendere alcuna terapia prima che siano trascorsi 40 giorni dal fatto, tempo necessario al concreto e definitivo accertamento dei danni effettivamente subiti.
Pur non avendo diretta rilevanza sul giudizio in corso, stante la piena autonomia degli Organi della Disciplina Sportiva federale, questo Tribunale non può sottacere che la Procura Federale ha acquisito dagli Organi della P.S. di Pontedera e Pisa la documentazione relativa sia alla notifica al Fazzina del provvedimento DASPO per cinque anni, che l’avviso dell’avvio d’Ufficio di indagini per la violazione dell’art. 6 bis, n° 2, della L.13.121989 n. 401.
Si rileva ancora che il fatto contestato ed accertato con assoluta certezza è grave in primis perché esso è avvenuto nell’ambito del Campionato Giovanissimi ovvero di uno di quei campionati destinati a formare gli atleti e comunque per prepararli ad inserirsi a pieno titolo nel contesto sociale di domani.
Non è certo un esempio etico quello che un dirigente federale può dare a questi giovanissimi (infraquattordicenni) allorché, a fronte di un contrasto fisico, sia pure duro ma che comunque fa parte del gioco, si precipiti, scavalcando la rete di recinzione del campo per usare violenza al D.G. reo solo di aver espulso - a norma di regolamento - due calciatori (uno per parte) che, dopo un contrasto e lontano dal gioco in svolgimento, si spintonavano affrontandosi testa contro testa.
Il comportamento del Fazzina è quindi da sanzionare in maniera adeguata dovendosi ricordare al predetto Dirigente i danni che il suo comportamento ha causato, sia nei confronti della propria Società che per tale atto inconsulto posto in essere in una gara, alla quale questa era peraltro estranea, è stata sanzionata, sia per il notevole danno nei confronti di una Società terza, l’Era Calcio, che è stata sanzionata con la punizione sportiva della perdita della gara, un’ammenda, nonché l’obbligo di risarcire i danni subiti dal D.G., senza aver compiuto, o concorrere a compiere, direttamente atti in violazione delle norme federali.
Assolutamente inaccettabile e infondata l’affermazione a difesa resa in istruttoria con la quale si definisce l’accaduto:” ….ho dato con le mani una piccola spinta sul petto dell’arbitro. Tanto che i cartellini che aveva in mano sono caduti in terra e lo stesso arbitro è rimasto in piedi, indietreggiando.”
Non viene infatti in alcun modo spiegato come per effetto di tale lieve contatto il D.G. abbia potuto subire danni all’apparto dentario.
La peculiarità dell’accaduto e le motivazioni che di esso il Fazzina fornisce rendono irrilevanti sia il pentimento postumo che le scuse “condite” con un inopinato invito a casa a prendere un caffè!
E’ bene che tale tipo di dirigenti abbia a disposizione un lungo periodo di tempo per riflettere sul pessimo esempio fornito ai giovani atleti e soprattutto sui danni a terzi che il comportamento di ciascuno può provocare, non potendosi prescindere dal fatto che esso costituisce, inoltre, causa di discredito per il movimento calcistico.
P. Q. M.
il Tribunale Federale Territoriale della Toscana infligge al Tesserato Fazzina Giuseppe l’inibizione per 18 (diciotto) mesi.
Sospende il procedimento nei confronti della Società A.S.D. Stella Azzurra in attesa di poter esaminare la proposta di patteggiamento intercorsa tra la Procura federale e la Società Stella Azzurra di cui in premessa.
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