Old il vero problema è che con Monti non si riesce ad intavolare una discussione seria, non si riesce a discuterci o semplicemente a scambiare opinioni. Va avanti solo con insulti (anche a te OLD) e slogan. Ormai ha smesso anche di inviarci i report dei comunicati ufficiali con gli atti di violenza. Peraltro ha reso inutile anche il suo preziosissimo lavoro svolto lo scorso anno di raccolta poichè inserendoci dentro di tutto di più senza alcun criterio (anche episodi che di violento avevano ben poco) ha vanificato completamente l'utilità statistica delle sue ricerche.
Poi tutto sto parlare di Nicchi e non Nicchi ormai è una storia che stufa: l'AIA è nata prima di Nicchi e continuerà a vivere anche dopo che il Nicchi si dedicherà ad altro. La violenza verso gli arbitri pure! C'è sempre stata e ci sarà anche dopo.
Detto ciò il lavoro della nostra associazione sarà quello di portare il numero delle violenze al minimo tenendo ben presente il quadro che ci circonda. Purtroppo non siamo in una nazione del nord europa ma in una di quelle dove la mancata certezza della pena, i tempi biblici per la risoluzione delle controversie e più in generale il livello della giustizia fa davvero schifo o almeno è questa la percezione generale (non me ne vogliano i colleghi che sono professionalmente impegnati in quest'ambito).
Io so solo questo, semplici dati di fatto. Prima di Nicchi:
-Il presidente FIGC non concedeva mai autorizzazioni a procedere per le vie legali;
-L'Associato colpito non aveva alcun supporto;
-I singoli tesserati della LND/SGS non potevano essere colpiti da multe;
-l'AIA non aveva alcun potere di richiedere l'impugnazione delle delibere dei giudici sportivi;
-Le società LND/SGS hanno sempre avuto gratis le prestazioni arbitrali;
-La commissione Esperti Legali era un altro cimitero degli elefanti utile a nulla;
-Nessun Presidente AIA aveva portato il problema alla ribalta sui media nazionali.
Queste sono le prime cose che mi vengono in mente. Penso che siano tutte innovazioni importanti ma di certo come Associazione non possiamo fermarci qui ma dobbiamo cercare di ottenere sempre di più dalla FIGC e delle istituzioni italiane in generale. Non possiamo e non dobbiamo accontentarci di questo ma vanno percorse anche nuove strade. Le violenze ancora non sono vicine allo 0 e secondo il mio modestissimo parere ogni schiaffo, ogni spinta, ogni calcio che si aggiunge alla lista è una sconfitta per tutti.
