E' un discorso che si fa ogni qualvolta c'è un ricambio generazionale, e ogni volta sembra che i nomi emergenti non saranno all'altezza di quelli precedenti.
Eppure anche in altre epoche si è assistito (e in modo a mio avviso molto più consistente) a scelte discutibili, ma in ogni caso "il sistema" ha retto...Per esempio procedo con la lettura dei semifinalisti nel 2010 (ultima stagione con Yvan Cornu con Head of Refereeing): in Champions League Rosetti, Busacca, Benquerença (che ottenne qui l'acuto della carriera) e De Bleeckere, in Europa League Duhamel (declassato di lì ad un anno), Larsen (45enne prossimo alla pensione), Hauge (45enne prossimo alla pensione) e Cakir (all'epoca addirittura nel First Group); oppure nel 2007 (ultima stagione di Volker Roth come Responsabile della Commissione Arbitrale): Merk, Mejuto Gonzalez, Vassaras (a proposito di arbitri rapidi ed eleganti), De Bleeckere, Poll, Braamhaar (declassato dopo qualche tempo), Ovrebo (senza presentazioni) e Layec (ritiratosi di sua iniziativa dopo qualche anno).
asdrubal ha scritto:Preciso una cosa riferendomi a una risposta datami da Assistant.
Non ho nulla da dire sulle designazioni di arbitri provenienti da federazioni "minori". Personalmente reputo Kassai e Skomina molto più validi di alcuni Elite tesserati per federazioni "pesanti". Così come non conta nulla che Moen sia norvegese. Vero che c'è il precedente di Ovrebo (absit iniuria verbis), ma da lì veniva anche uno dei miei fischietti prediletti, Terje Hauge.
Fa piacere che tu menzioni Hauge, che anche io ricordo un grande arbitro. Non so se ponendo lo stesso interrogativo agli inglesi, memori della discussa espulsione di Lehmann nella finale di Champions League 2006 senza concessione del vantaggio (Hauge pagò la cosa con almeno 3 anni e mezzo di purgatorio), avresti la stessa risposta. Ciò per significare quanto possa essere varia la percezione della prestazione e del valore arbitrale.