Brutta domenica per il calcio dilettantistico pugliese per due episodi che hanno avuto come vittime di aggressioni gli arbitri. Nel leccese, a Tiggiano, la partita di Seconda Categoria fra la squadra di casa e il Poggiardo è stata sospesa poco dopo il 30´, con gli ospiti in vantaggio per 1-0, dall´arbitro Jacopo Pascariello, appena diciassettenne, figlio dell´attuale presidente della sezione Aia di Lecce. La decisione è stata presa dopo che il direttore di gara aveva tentato di espellere un giocatore del Poggiardo che aveva colpito un avversario con un pugno. A quel punto, Pascariello è stato circondato dai giocatori delle due squadre e, vistosi in pericolo, ha fischiato la sospensione della partita. Rientrando negli spogliatoi, il direttore di gara è stato colpito con un calcio alla gamba destra riportando un vasto ematoma. Scortato dai carabinieri, Pascariello ha potuto raggiungere lo spogliatoio e poi l´auto con la quale è stato accompagnato al pronto soccorso. Nel turno precedente, soltanto una settimana fa, la partita interna del Poggiardo era stata sospesa per minacce all´arbitro. «Nei suoi confronti - si difende il presidente del Poggiardo, Elvio Morico - c´è stata un´aggressione verbale. Escludo invece che ci sia stata un´aggressione fisica e che i carabinieri siano intervenuti in campo per salvare´ l´arbitro. Ciò è falso: se ci devono succedere queste cose ritiro la squadra».
Anche al termine della partita di Promozione fra Fortis Trani e Real Barletta, il direttore di gara Sassanelli è stato aggredito mentre si trovava negli spogliatoi. Ma, l´episodio più grave è accaduto quando questi ha lasciato lo stadio per rientrare a casa. Sulla strada statale è stato superato da una macchina che ha bruscamente frenato facendosi tamponare. Alla guida di questa vettura c´era il padre di un raccattapalle che Sassanelli aveva allontanato dal campo durante il match. Il presidente del comitato regionale della Federcalcio, Vito Tisci, ha stigmatizzato i due episodi. "Esprimo la mia solidarietà e quella di tutto il comitato ai due arbitri per questa violenza ingiustificata. Purtroppo, bisogna constatare che soprattutto nel caso di Tiggiano, i protagonisti in negativo sono i calciatori e questo è ancora peggio. Bisogna emarginare questa gente dal nostro mondo. Gli addetti ai lavori devono capire che la domenica è una giornata di festa, non di guerra e di violenza». Francesco Damiani
