Observer ha scritto:the_falsepriest ha scritto:Ma quali nababbi della Can!
Basta con questa continua campagna denigratoria contro chi osa prendere 2 soldi (fai anche 3) per dedicarsi al paraprofessionismo arbitrale e magari rischiare di essere mandato a casa dopo aver rinunciato al lavoro!!!
Bastaaa.
Sono il fiore all'occhiello dell'Aia, l'argenteria, come si dice.
Se poi sbagliano, pagano.
Se truffano, pagano come e più degli altri (come ho già scritto in passato, concordo che le pene per chi ha alterato / falsificato le ricevute siano state lievi...specie in appello).
Ma qui, il buon jack ha fatto un caxxata, per grave e colpevole disattenzione, ma il dolo non c'è. E la motivazione non offre adeguato sostegno all'ipotesi del dolo.
Ma soprattutto, chi ha dato l'ordine di mandare tutto alla procura piuttosto che chiedergli di verificare che forse aveva commesso un errore ??? (incompatibile con il "programma di viaggio" inviato per iscritto alla segreteria can).
Sarà stata la policy?
Rispetto a un Arbitro della CANC, un collega della CAN è oggettivamente un nababbo privilegiato. Gode di appannaggi molto superiori, e da qui il termine. Che non vuole essere (ritengo) spregiativo, ma responsabilizzante.
Un Collega che percepisce tali emolumenti, ha un doppio triplo e quadruplo dovere etico e morale di integerrima gestione. Qua non stiamo parlando del ragazzino che ha la nota spese pre compilata forfettaria. Parliamo di semi professionisti con tanto di contratto, che espongono rimborsi a pie di lista, che sono soggetti a una travel policy dal datore di lavoro e che per questo hanno il dovere di essere precisi. Mille volte più del ragazzino, mille volte più del collega della CAND o della CANC.
Chi ha dato l'ordine? La Segreteria della CAN, domanda retorica. Sta scritto nella delibera.
Non esiste dolo? Forse hai ragione, ma la recidiva suggerisce diversamente.
Perdonami, ma non riesco a essere d'accordo con te.
Scusa obs,concordo sul fatto che un collega alla CAN A-B debba avere un senso di responsabilità enorme e di attenzione nello svolgere i propri compiti.
Ma se uno vuole "rubare" lo fa bene, ma come può l'accusa stabilire con CERTEZZA che ci sia del solo? Ma quando mai, Giacomelli avrebbe smentito se stesso pur volendo commettere un illecito? Alquanto improbabile.
Se io sono una persona che vuole fare il furbo, e scrivo di avere fatto da punto A a punto B,non vado poi a smentire me stesso dicendo che l'ho fatto con un collega, pur sapendo di aver scritto diversamente.
In appello ci sarà un grandissimo sconto di pena.
Il dolo non esiste e non è affatto dimostrabile.
Giacomelli ( che ho avuto il piacere di conoscere) ha sbagliato ma sono sicuro al 100% che qui non è stato fatto volontariamente.
Piuttosto, chi ha gestito la cosa in questo modo è veramente ridicolo.
Bastava una telefonata.
