Justice Arch ha scritto:“Alfredino, così chiamato con affetto, si è però fidato troppo del suo vicario, il fiorentino Duccio Baglioni. Troppo potere per Baglioni, che si occupato in prima persona della parte politica. Un errore di Trentalange che ora pagherà caro”.
A maggio Duccio Baglioni dopo aver ritirato un premio alla cena della sezione di Ravenna, prese il microfono e utilizzò lo spazio a lui concesso per ammonire i Presidenti di sezione riguardo al loro atteggiamento poco collaborativo nei confronti della Presidente del CRA alla quale “cambieremo la squadra ma mettetevi il cuore in pace perché è confermata anche per la prossima stagione”. Il gelo in sala fu rotto dal maldestro tentativo della Presidente CRA di far partire un applauso che stentò ottenendo solo il risultato di evidenziare un diffuso imbarazzo. Dal tavolo dei Presidenti di sezione (e ci mancherebbe) non partì l’applauso e questo irritò ulteriormente Baglioni al punto che in stile “Istitvto Lvce” rivolgendosi loro disse: “i Presidenti di Sezione non applaudono ma avremo tempo e modo per parlare anche di questo”.
La gravità di quell’intervento forse a qualcuno non è ancora chiara, il vicepresidente dell’AIA con due mesi di anticipo stava confermando il Presidente del CRA (poi confermato a fine stagione) togliendo anche quella facciata di democrazia alla telefonata di fine stagione poi codificata come “non vincolante” nel nuovo regolamento associativo. Quel “le cambieremo la squadra”, che probabilmente la Presidente non ha colto, abbagliata come sempre dal suo ego, altro non era che una manifesta dichiarazione di sfiducia dei suoi confronti al punto di prevaricarne l’autonomia decisionale.
Nella Consulta che si tenne il mese successivo due Presidenti di sezione in particolare sollevarono questioni riguardo all’inopportunità dell’intervento di Baglioni alla cena di Ravenna definito senza mezzi termini intimidatorio e perplessità circa l’operato del CRA nella stagione che andava a concludersi.
Oggi uno di quei due Presidenti è stato deferito e poi sospeso per due mesi in primo grado e all’altro è stata ritirata la tessera in primo grado, poi restituita in secondo grado con una sospensione di 20 mesi. La sezione di questo (ex) Presidente nel corso dell’estate è stata oggetto delle attenzioni dalla Procura di D'Onofrio che ha aperto altri fascicoli tutt’ora in attesa di relazione istruttoria in capo al vicepresidente Vicario e ad altri tre associati per questioni legate alla vicenda che hanno portato alla sospensione del loro (ex) Presidente. In particolare, due di loro sono indagati solo per aver relazionato agli associati cosa stava accadendo al loro Presidente esprimendogli in tale contesto la loro vicinanza.
La vicenda di questa sezione è qualcosa di molto simile alla vicenda di Foggia, di Giacomelli, Morganti o di quei Presidenti indagati dalla Procura per non aver consegnato l’elenco degli associati ai quali distribuire l’anticipo di 200 euro sulle designazioni. E bene hanno fatto dal momento che in tutte le sezioni ci sono associati che hanno rassegnato le dimissioni prima di maturare l’anticipo. E ora chi rifonde il danno?
Chi non è passato tre le grinfie di D’Onofrio E DEI SUOI COLLABORATORI non può immaginare quale fosse il clima e le pressioni alle quali si veniva sottoposti. Che D’Onofrio fosse una persona eticamente e moralmente inqualificabile lo abbiamo capito tutti, che fosse una persona violenta pure, ma vogliamo proprio liquidare la questione dicendo che facesse tutto per un proprio compiacimento o per delirio di onnipotenza? È impensabile escludere correità tra la politica e D’Onofrio ma anche tra D’Onofrio e i suoi stessi collaboratori e solo chi è stato investito da questo uragano può capire con quali modalità si svolgevano gli interrogatori e si raccoglievano le prove a carico degli incolpati.
Sono stati aperti oltre duemila fascicoli in due anni da D’Onofrio, tre al giorno, è lecito farsi qualche domanda soprattutto alla luce del profilo morale del Procuratore e dopo aver ascoltato le intercettazioni telefoniche con Avalos?
Possiamo farci qualche domanda dopo aver appreso che Trentalange avrebbe chiesto al vicepresidente della Commissione Disciplinare Nazionale Andrea Santoni di non assumere nuove iniziative contro D'Onofrio?
Per concludere mi rivolgo a chi a più riprese ha puntato il dito contro i Presidenti di sezione accusandoli non aver preso posizione rispetto al comportamento del CN nella vicenda D’Onofrio. A loro chiedo di non fare di tutta l’erba un fascio perché se è vero che si sono tanti Presidenti (ma tanti) che in stile Razzi si fanno “li cazzi propri”, se è vero che ci sono Presidenti che hanno sempre cavalcato l’onda preoccupandosi solo di salire sul carro del vincitore, è altrettanto vero che ci sono Presidenti che sono stati sommersi da tonnellate di letame e hanno perso tutto per aver fatto sentire la loro voce. A questi UOMINI si deve quantomeno rispetto se proprio non una medaglia al valore come qualcuno ha proposto.
Infine, e poi chiudo veramente, capisco che l’amnistia rappresenti una scorciatoia e forse alla luce di quanto accaduto anche un atto dovuto, ma ritengo che chi è stato ingiustamente perseguitato abbia diritto di avere un processo regolare e la possibilità ripulirsi dalle infamie che sono state rese pubbliche attraverso i vari comunicati.
SCON-VOL-GEN-TE
Ci ho messo un po’ a rispondere perché mi sono voluto informare in quel di Ravenna ed in Romagna in generale su quanto descritto a proposito di quella cena. Tutto confermato per filo e per segno, compreso la surrealità dell’intervento del buon baglioni… allucinante, ma a questo punto, neanche più di tanto…
E quindi anche questa la posso mettere nell’alveo di quella “giustizia” domestica adoperata come “braccio armato” della politica come Foggia, e come quei presidenti coinvolti per il discorso degli anticipi dei rimborsi…
Invito chi avesse ancora dubbi a riguardo, a mettersi una mano sulla coscienza prima di prendere ancora le difese di questa gente qua che sarebbe veramente ora che si facesse da parte per ritirarsi nell’oblio.
