da zioalfredo il mer dic 21, 2022 12:35 am
Dall'articolo di TPI:
"Ora il destino dell’Associazione è nelle mani del Comitato Nazionale e del vicepresidente Duccio Baglioni che, però, pare abbia un’altra gatta da pelare. Come se non bastasse lo scandalo dell’ex procuratore arbitrale Rosario D’Onofrio, a destare sospetti è anche la nomina dell’attuale Presidente della Commissione di Disciplina d’Appello degli Arbitri, l’avvocato Giuseppe Fonisto – quello che lavorava a tu per tu con D’Onofrio, il narcotrafficante. Già Presidente della Sezione A.I.A. di Napoli nei primi anni 2000, avrebbe fatto carriera…truccando i documenti.
Pare che in quegli anni sia stato sanzionato ben due volte per aver falsificato sia degli atti amministrativi sia la propria esperienza arbitrale per ottenere la qualifica di benemerito all’interno dell’associazione. Questi trucchi di magia burocratica sono costati al Fonisto un anno e mezzo di sospensione tra il 2003 ed il 2005 oltre che il commissariamento alla sezione di Napoli.
Dopo anni lontano da cariche di rilievo, un curriculum con queste caratteristiche non poteva che promettere bene al cospetto dei titoli di studio falsificati del narcotrafficante Rosario d’Onofrio. Così l’11 marzo 2021, tra le sue prime mosse, l’attuale Comitato Nazionale attribuisce a Giuseppe Fonisto l’incarico di Presidente della Commissione di Disciplina d’Appello.
Qualcuno potrebbe invocare il diritto all’oblio eppure, nel complesso regolamento associativo degli arbitri, pare che tra i commi dell’articolo 15 si espliciti che “il titolare di una carica elettiva destinatario di una sanzione disciplinare superiore, complessivamente, ai dodici mesi non possa (salva riabilitazione, la quale non risulta essere stata richiesta nel caso di specie) essere nominato, sine die, ad incarichi di nomina tecnici o associativi, centrali o periferici.” Vale a dire che uno che falsifica i documenti non potrebbe essere nominato per un incarico del genere.
Strane coincidenze
Questa volta, però, il Comitato Nazionale non poteva certo non sapere. Lo si legge nella biografia di Cavaccini – uno dei componenti – sullo stesso sito dell’AIA: consigliere, vicepresidente e presidente della sezione di Napoli sin dal 1994 – la stessa di Fonisto – culminata proprio con la promozione all’incarico nazionale.
A fidarsi, sarebbe una disattenzione quantomeno insolita per un dirigente così esperto. Insomma, due responsabili (su tre) degli Organi di disciplina arbitrali versavano in situazioni che ne avrebbero – quantomeno – sconsigliato la nomina.
Nel mazzo delle coincidenze di questo comitato nazionale, invece, una delle carte ricorda che il Fonisto ha svolto il ruolo di difensore di fiducia dell’attuale Vicepresidente Baglioni nell’ambito delle vicende processuali che sono scaturite, a vario titolo, dalla tristemente nota vicenda Calciopoli".
E' uno scherzo, vero?