E' sempre un piacere e un arricchimento personale discutere con te, anche quando abbiamo punti di vista molto lontani, per cui cercherò di rispondere alle tue argomentazioni.
Observer ha scritto:
Guarda, un adagio popolare usa ritenere che il popolo è "bue" e per questo è disinteressato alla candidatura a delegato congressuale. E' una chiave di lettura come un'altra, che mi vede del tutto discorde. Io non penso che alla stragrande maggioranza dei nostri colleghi non freghi un accidente del destino dell'Associazione.
Quando ho detto che agli associati non interessa di queste elezioni (e di quelle del presidente), non ho mai inteso ritenere gli associati una massa, un popolo bue, semplicemente ho rilevato un sentiment, abbastanza diffuso. E non per disamore alla politica associativa, dovuto a delusioni, ma proprio perché per tanti l'orizzonte è l'arbitraggio e la Sezione, inteso come luogo di incontro, amicizie, scambi di vedute sulle gare. Per tanti altri, l'orizzonte è solo l'arbitraggio ("faccio le mie gare, mi piace farle, non mi interessa niente di cosa sia l'AIA, che spesso è una seccatura con le sue regole, quote, certificati medici etc" non hai idea di quanti ragazzi la pensino così).
Observer ha scritto: Sono dell'idea che essendo mediamente tutti acculturati, di studi più o meno universitari come i giovani al giorno d'oggi (fatte salve le dovute eccezioni, ovvio) i Colleghi hanno capito che posta in questo modo, la candidatura è un esercizio di democrazia assolutamente inutile e del tutto vuoto di contenuti.
Questa è una tua opinione personale, rispettabilissima, ma pur sempre una opinione. Del resto, forse, anche la mia è una opinione. Come in ogni esperienza umana, tendiamo ad assolutizzare il sentiment: tu magari hai incontrato 10 associati che erano indignati per come è strutturata, io ne ho trovati 10 a cui del presidente aia non interessa nulla. Entrambi tendiamo ad assolutizzare la nostra esperienza. Per dirimere la questione ci vorrebbe una indagine statistica.
Observer ha scritto: Perchè Cammello in questo ha drammaticamente ragione: 1/3 dell'Associazione SA GIA' adesso chi voterà, perchè le candidature a delegato sono state eterodirette in modo tale che vi fossero tot delegati, per tot candidati.
Ma vi rendete conto che l'unica regione dove vi è un minimo di verve democratica è la Lombardia, dove almeno 14 candidati resteranno a casa loro senza il privilegio di premere il bottoncino che gli hanno ordinato di premere? Il che dimostra solo e soltanto che la Lombardia ad oggi è una regione che assomiglia a una maionese impazzita, dove alcune Sezioni se ne sbattono altamente e manco presentano un candidato, e dove altre inondano di candidature vacue allo scopo di contare di più elettoralmente.
Parli di candidature pilotate ed eterodirette, non argomenti, se non dicendo "è evidente". Ora, non siamo nati ieri, sappiamo tutti che i presidenti si sono dati da fare trovare dei candidati (e ci mancherebbe che non fosse così!!!) e sappiamo anche che tra presidenti si sia cercato di non pestarsi troppo i piedi, per dare la possibilità a tutte le sezioni di esprimere un proprio delegato (e anche qua, non ci vedo nulla di carbonaro, mi sembra una cosa giusta, siamo un'associazione, perché fare la guerra al vicino che magari fino a due minuti fa ti ha aiutato a coprire le gare!). Detto questo, a nessuno è stato precluso di candidarsi. A nessuno. Chi voleva poteva farlo senza problemi, non essendo necessaria nemmeno una firma. Il dato oggettivo è questo: sono tutti interessati alla politica associativa, ma nessuno ha voglia di mettersi in gioco.
Observer ha scritto: Peraltro, sto ascoltando discorsi sulla "divisione" dei bacini elettorali che mi lasciano molto perplesso. E profetizzo che nelle regioni grandi dove non c'è leadership che le governa, come la Lombardia oggi, emergeranno sorprese. Perchè in politica 1+1 non fa mai 2 ... come raccontano da queste parti. O fa 3 o fa 0 ... e qualcuno temo che se ne accorgerà molto presto!
Perchè vedi ... è il processo a essere minato alla base. Ma dove mai si è visto eleggere dei delegati, in assenza dei candidati alla segreteria? Dove mai si è visto raggruppare delle forze, in assenza di tesi congressuali? E' ovvio che posta in questa maniera, l'elezione a delegato diverrà un esercizio di retorica tale per cui ad un associato (che per regolamento non potrà poi ricoprire incarichi per tot anni) verrà detto di premere il tasto rosso o il tasto verde ... e di battere i piedi a tempo mentre passa l'innno nazionale.
Tralasciando la polemica sul fatto che chi è eletto è l'utile idiota che schiaccia il pulsante (prima era il badge), che sinceramente ha annoiato in maniera mortale, sul resto condivido quello che dici.
Observer ha scritto:
Prima di tutto, non si capisce a cosa cacchio servono le Sezioni, se poi l'unità elettorale non diventa più la Sezione, ma la Regione di appartenenza. Se decidiamo che vogliamo mantenere aperte le Sezioni, beh esse devono avere un potere di indirizzo politico che non sia in mano ESCLUSIVA al Presidente di Sezione, che una volta eletto poi se gli pare fa quello che vuole per il prossimo quadriennio olimpico.
Quindi i delegati dovrebbero essere espressione delle Sezioni, e non delle regioni.
Secondo poi, la raccolta delle deleghe dovrebbe essere successiva alla presentazione delle candidature. Ed alla presentazione dei programmi. Solo così si possono creare agglomerati virtuosi di interessi concomitanti.
Fatta così ... è un ircocervo ... una assurdità clamorosa!
Sono d'accordo. E' dalla notte dei tempi che è assurdo che si votino delegati con delega in bianco. Ora io non so perché anche in occasione di questa riforma non sia pensato di sovvertire questa usanza (forse c'entra un coordinamento con le norme federali?), però è ovvio che così non vada bene.
Alla fine, su una cosa siamo d'accordo, a consuntivo questa elezione è un fallimento. Speriamo che in questi 4 anni si arrivi al suffragio universale (che vedrà comunque una partecipazione di votanti non più alta del 10%).
Con stima.