Lettera AE Giuseppe Costa tema gestione CAND

Tutto ciò che fa discutere sul mondo arbitrale

Re: Lettera AE Giuseppe Costa tema gestione CAND

Messaggioda Observer il lun lug 14, 2025 2:02 pm

marblearch ha scritto:Assolutamente d 'accordo. Solo pochi anni da, ad esempio, gli AA incominciavano a muoversi in giro per l 'Italia dal terzo anno e se di prospettiva. Ora i neo immessi volano da sud a nord, da est a ovest. Siamo nella quarta serie regionale....ma necessita?


quanti Assistenti non arrivavano a diventare "di prospettiva" perchè condannati per almeno due anni a girare tra Buttrio, Dro, Lavis, Calviero Terme, Altavilla Vicentina e Vigasio?

Discorso identico per gli OA! Come possiamo pretendere che sappiano discernere la paglia dal fieno, se per 4 anni su 5 li facciamo marcire sul seggiolino degli stessi 2 o 3 stadi dei dintorni città!

Ora, capisco che sta andando di moda il motto "si stava meglio quando si stava peggio" ma non è sempre così!

aprirsi a culture calcistiche diverse, formarsi, conoscere, farsi notare ... è patrimonio imprescindibile di quella cosa che poi si chiama "bagaglio di esperienza"
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Re: Lettera AE Giuseppe Costa tema gestione CAND

Messaggioda marblearch il lun lug 14, 2025 8:29 pm

Observer ha scritto:
marblearch ha scritto:Assolutamente d 'accordo. Solo pochi anni da, ad esempio, gli AA incominciavano a muoversi in giro per l 'Italia dal terzo anno e se di prospettiva. Ora i neo immessi volano da sud a nord, da est a ovest. Siamo nella quarta serie regionale....ma necessita?


quanti Assistenti non arrivavano a diventare "di prospettiva" perchè condannati per almeno due anni a girare tra Buttrio, Dro, Lavis, Calviero Terme, Altavilla Vicentina e Vigasio?

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Ora, capisco che sta andando di moda il motto "si stava meglio quando si stava peggio" ma non è sempre così!

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Quindi secondo te un AA ha maggiori possibilità di mettersi in luce mostrando le sue qualità a...Enna o Matera...piuttosto che a Dro o Vigasio ? Rimango assai perplesso.
Per gli arbitri è diverso.
E comunque una volta che giravano meno, i bravi arbitr al Nord ce ne erano. Torniamo a pensare che i ragazzi sono all 'inizio della vita personale e professionale. Viaggi ogni tanto va bene, ma nel rispetto dei tempi dei ragazzi.
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Re: Lettera AE Giuseppe Costa tema gestione CAND

Messaggioda Observer il lun lug 14, 2025 9:32 pm

marblearch ha scritto:
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marblearch ha scritto:Assolutamente d 'accordo. Solo pochi anni da, ad esempio, gli AA incominciavano a muoversi in giro per l 'Italia dal terzo anno e se di prospettiva. Ora i neo immessi volano da sud a nord, da est a ovest. Siamo nella quarta serie regionale....ma necessita?


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Quindi secondo te un AA ha maggiori possibilità di mettersi in luce mostrando le sue qualità a...Enna o Matera...piuttosto che a Dro o Vigasio ? Rimango assai perplesso.
Per gli arbitri è diverso.
E comunque una volta che giravano meno, i bravi arbitr al Nord ce ne erano. Torniamo a pensare che i ragazzi sono all 'inizio della vita personale e professionale. Viaggi ogni tanto va bene, ma nel rispetto dei tempi dei ragazzi.


non essere perplesso, gli Assistenti sono parte della squadra arbitrale. E sono soggetti non solo a tipi di gioco diversi, ma a pressioni psicologiche diverse. Sollecitazioni contestuali, il dirigente addetto alla sicurezza, che ti entra in spogliatoio con il cannone sotto la giacca (esperienze di vita vissuta).

inoltre, gli AA come parte della squadra, assorbono nozioni e stile di arbitraggi diverse dai colleghi. Se li piazzi a Altavilla Vicentina a vita, usciranno sempre con Arbitri di seconda o terza fascia. La testa di serie, non lo mandi a svernare a Dro, ma lo usi in maniera oculata in un percorso di crescita. E questo limita il novero delle esperienze alle quali solleciti l'Assistente che diventerà futuribile e bravo, in relazione alla propria esperienza.

Non tutti gli Arbitri danno le stesse istruzioni sui retropassaggi, alcuni scelgono indicazioni espresse, altri gestuali. Alcuni relegano agli AA dei compiti di contorno, come sui calci di punizione in attacco all'AA in scarico. Altri li usano come ciondolini interagendo il minimo indispensabile.

Se non permetti agli Assistenti di fare esperienza, di misurarsi non solo con il Buttrio ma anche con la Cavese, il Gladiator, la Palmese ... togli loro una fetta di esperienza che li farà crescere e li lascerai in balia di un calcio (del settentrione di Italia) secondario, mediocre e di basso impatto agonistico.

Esattamente come capita agli Arbitri meridionali, che statisticamente rischiano il 40 molto di più al nord in una gara dove si addormentano al 20° del primo tempo ... piuttosto che facendo una gara in basilicata, in calabria, o anche nelle Marche dove si pestano come fabbri, ed è assolutamente normale che questo avvenga perchè l'agonismo viene vissuto in maniera diametralmente diversa che a Palazzolo sull'Oglio.

Credimi ... è così!

E questo vale per gli AA, vale per gli OA, vale per gli AE!
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Re: Lettera AE Giuseppe Costa tema gestione CAND

Messaggioda Glm95 il mar lug 15, 2025 1:16 am

marblearch ha scritto:
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marblearch ha scritto:Assolutamente d 'accordo. Solo pochi anni da, ad esempio, gli AA incominciavano a muoversi in giro per l 'Italia dal terzo anno e se di prospettiva. Ora i neo immessi volano da sud a nord, da est a ovest. Siamo nella quarta serie regionale....ma necessita?


quanti Assistenti non arrivavano a diventare "di prospettiva" perchè condannati per almeno due anni a girare tra Buttrio, Dro, Lavis, Calviero Terme, Altavilla Vicentina e Vigasio?

Discorso identico per gli OA! Come possiamo pretendere che sappiano discernere la paglia dal fieno, se per 4 anni su 5 li facciamo marcire sul seggiolino degli stessi 2 o 3 stadi dei dintorni città!

Ora, capisco che sta andando di moda il motto "si stava meglio quando si stava peggio" ma non è sempre così!

aprirsi a culture calcistiche diverse, formarsi, conoscere, farsi notare ... è patrimonio imprescindibile di quella cosa che poi si chiama "bagaglio di esperienza"


Quindi secondo te un AA ha maggiori possibilità di mettersi in luce mostrando le sue qualità a...Enna o Matera...piuttosto che a Dro o Vigasio ? Rimango assai perplesso.
Per gli arbitri è diverso.
E comunque una volta che giravano meno, i bravi arbitr al Nord ce ne erano. Torniamo a pensare che i ragazzi sono all 'inizio della vita personale e professionale. Viaggi ogni tanto va bene, ma nel rispetto dei tempi dei ragazzi.


Dovrebbe essere concesso ai ragazzi che sono bravi e vogliono divertirsi a un buon livello di calcio per 4-5 anni, senza ambizioni di fare carriera oltre la Serie D, di essere designati solo all’interno della propria macroregione.

Questo dovrebbe valere sia per arbitri che per assistenti.
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Re: Lettera AE Giuseppe Costa tema gestione CAND

Messaggioda strambox il mer lug 16, 2025 1:37 pm

Da questo thread, più che da tanti altri, si capisce quanto molti di quelli che scrivono non vedono un campo da anni o non siano mai passati al nazionale.

Non entro nella questione dei voti, perché non mi ci ritrovo e mi sa tanto di complottone terrapiattistico. Mentre credo sia importante parlare della questione dell'impegno e della disponibilità richiesta.

Al giorno d'oggi il mondo del lavoro per i giovani è spietato: stage, contratti di lavoro interinale/somministrazione, apprendistati, ecc, ecc rendono difficile trovare una stabilità retributiva per i giovani fino ai 28/30 anni, con la conseguenza che oltre ad essere bravo, devi pure accettare la qualunque per poterti garantire un rinnovo contrattuale. E i contratti a tempo indeterminato sono ormai una rarità.

Tale situazione (che ovviamente non dipende dall'AIA, ma che l'AIA deve iniziare a considerare se vuole arginare l'emorragia) crea un fuoco incrociato tra un datore di lavoro che richiede al lavoratore una pianificazione anticipata di ferie e assenze varie, e una commissione che richiede massima disponibilità ai propri ragazzi, anche con preavviso ridotto. E qui secondo me si arriva al nocciolo della questione.

Le designazioni per le gare infrasettimanali (un turno al mese di media, 2 turni in caso di coppe o recuperi) vengono inviate nella notte tra giovedì e venerdì, per il mercoledì successivo. Quindi con 2/3 giorni lavorativi di anticipo rispetto al giorno dell'assenza. Se necessario viaggiare il giorno prima e pernottare, i giorni di ferie diventano 2. Quanti datori di lavoro accettano di buon grado delle ferie con così poco preavviso per motivi non urgenti? Quelli che qui dentro lavorano da dipendente in un'azienda privata che non sia di famiglia, sanno la risposta.

A questa situazione poi vanno aggiunti altri fattori (es. Voli decisi a monte per criteri di costo, ovviamente negli orari più improbabili) e impegni (es. Test atletici mensili presso i poli nazionali, generalmente ad ora di pranzo/primo pomeriggio, non rimborsati e a distanze del tutto casuali, se sei sfortunato a non avere un polo vicino. Su questi fortunatamente si è poi fatta marcia indietro).

La summa di quanto sopra è che un arbitro si trova a dover scegliere tra far incazzare il proprio capo (che gli paga uno stipendio), rischiando anche il rinnovo/promozioni/ecc e precludere il proprio percorso arbitrale a colpi di indisponibilità o rifiuto gara (per 47€ di gettone, nemmeno diari). Voi quale delle due scegliereste?

Quanto sopra è, a mio avviso, la ragione che ha spinto negli ultimi 3 anni più di 100 colleghi a dimettersi volontariamente dalla CAN D. Tutto ciò nonostante fossero state accennate sia la possibilità di lasciare la prenotazione dei voli in autonomia agli AE, sia quella di anticipare le designazioni (per provare ad evitare qualche dimissione in più?), ma nulla è cambiato.

Ora, io non credo che il problema sia solo la commissione o chi ne sta a capo. Credo però che nessuno abbia mosso dei passi concreti nell'analizzare e risolvere la questione. E questa è una grave mancanza che costa N associati formati e volenterosi all'associazione, ogni anno.

Si può dire che da persone adulte ed esperte ci si aspetterebbe la capacità di poter organizzare le designazioni infrasettimanali con un anticipo decente (es. 2 settimane, o almeno avvisando quando si sarà designati e con/senza pernotto)? Lo fanno nella Liga con un mese di anticipo, non si può fare per la serie D italiana?

I ragazzi fanno sacrifici inimmaginabili, rientri con treni notte per poter essere a lavoro la mattina successiva, voli pagati di tasca propria, trasferte infinite in auto, ecc, ecc per trovare una scappatoia e non sacrificare nessuno dei due. Con tutta la pericolosità e lo stress che ne deriva. Come possiamo aspettarci che a fine percorso restino a dare una mano alle sezioni? Siamo certi che questa selezione sia la migliore per creare gli arbitri del futuro?

Capitolo trasferte lontane: ho letto cose incredibili nelle risposte precedenti. Chiariamo un aspetto: chi è in D fa tutti i sacrifici che fa proprio per viaggiare il più possibile e vedere le varie realtà. Una limitazione geografica porterebbe a più dimissioni di tutti gli altri punti che ho scritto sopra. Pertanto direi di escludere totalmente l'opzione. Al massimo si potrebbe prevedere per gli infrasettimanali un raggio ridotto per i primi e secondi anni.

Scusate per la lunghezza, però voglio dare un messaggio che contenga una lettura realistica della situazione e dei miglioramenti che si possono introdurre, finendola di parlare dei fasti del passato o di problemi che in realtà non sono tali.
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Re: Lettera AE Giuseppe Costa tema gestione CAND

Messaggioda marblearch il mer lug 16, 2025 1:46 pm

strambox ha scritto:Da questo thread, più che da tanti altri, si capisce quanto molti di quelli che scrivono non vedono un campo da anni o non siano mai passati al nazionale.

Non entro nella questione dei voti, perché non mi ci ritrovo e mi sa tanto di complottone terrapiattistico. Mentre credo sia importante parlare della questione dell'impegno e della disponibilità richiesta.

Al giorno d'oggi il mondo del lavoro per i giovani è spietato: stage, contratti di lavoro interinale/somministrazione, apprendistati, ecc, ecc rendono difficile trovare una stabilità retributiva per i giovani fino ai 28/30 anni, con la conseguenza che oltre ad essere bravo, devi pure accettare la qualunque per poterti garantire un rinnovo contrattuale. E i contratti a tempo indeterminato sono ormai una rarità.

Tale situazione (che ovviamente non dipende dall'AIA, ma che l'AIA deve iniziare a considerare se vuole arginare l'emorragia) crea un fuoco incrociato tra un datore di lavoro che richiede al lavoratore una pianificazione anticipata di ferie e assenze varie, e una commissione che richiede massima disponibilità ai propri ragazzi, anche con preavviso ridotto. E qui secondo me si arriva al nocciolo della questione.

Le designazioni per le gare infrasettimanali (un turno al mese di media, 2 turni in caso di coppe o recuperi) vengono inviate nella notte tra giovedì e venerdì, per il mercoledì successivo. Quindi con 2/3 giorni lavorativi di anticipo rispetto al giorno dell'assenza. Se necessario viaggiare il giorno prima e pernottare, i giorni di ferie diventano 2. Quanti datori di lavoro accettano di buon grado delle ferie con così poco preavviso per motivi non urgenti? Quelli che qui dentro lavorano da dipendente in un'azienda privata che non sia di famiglia, sanno la risposta.

A questa situazione poi vanno aggiunti altri fattori (es. Voli decisi a monte per criteri di costo, ovviamente negli orari più improbabili) e impegni (es. Test atletici mensili presso i poli nazionali, generalmente ad ora di pranzo/primo pomeriggio, non rimborsati e a distanze del tutto casuali, se sei sfortunato a non avere un polo vicino. Su questi fortunatamente si è poi fatta marcia indietro).

La summa di quanto sopra è che un arbitro si trova a dover scegliere tra far incazzare il proprio capo (che gli paga uno stipendio), rischiando anche il rinnovo/promozioni/ecc e precludere il proprio percorso arbitrale a colpi di indisponibilità o rifiuto gara (per 47€ di gettone, nemmeno diari). Voi quale delle due scegliereste?

Quanto sopra è, a mio avviso, la ragione che ha spinto negli ultimi 3 anni più di 100 colleghi a dimettersi volontariamente dalla CAN D. Tutto ciò nonostante fossero state accennate sia la possibilità di lasciare la prenotazione dei voli in autonomia agli AE, sia quella di anticipare le designazioni (per provare ad evitare qualche dimissione in più?), ma nulla è cambiato.

Ora, io non credo che il problema sia solo la commissione o chi ne sta a capo. Credo però che nessuno abbia mosso dei passi concreti nell'analizzare e risolvere la questione. E questa è una grave mancanza che costa N associati formati e volenterosi all'associazione, ogni anno.

Si può dire che da persone adulte ed esperte ci si aspetterebbe la capacità di poter organizzare le designazioni infrasettimanali con un anticipo decente (es. 2 settimane, o almeno avvisando quando si sarà designati e con/senza pernotto)? Lo fanno nella Liga con un mese di anticipo, non si può fare per la serie D italiana?

I ragazzi fanno sacrifici inimmaginabili, rientri con treni notte per poter essere a lavoro la mattina successiva, voli pagati di tasca propria, trasferte infinite in auto, ecc, ecc per trovare una scappatoia e non sacrificare nessuno dei due. Con tutta la pericolosità e lo stress che ne deriva. Come possiamo aspettarci che a fine percorso restino a dare una mano alle sezioni? Siamo certi che questa selezione sia la migliore per creare gli arbitri del futuro?

Capitolo trasferte lontane: ho letto cose incredibili nelle risposte precedenti. Chiariamo un aspetto: chi è in D fa tutti i sacrifici che fa proprio per viaggiare il più possibile e vedere le varie realtà. Una limitazione geografica porterebbe a più dimissioni di tutti gli altri punti che ho scritto sopra. Pertanto direi di escludere totalmente l'opzione. Al massimo si potrebbe prevedere per gli infrasettimanali un raggio ridotto per i primi e secondi anni.

Scusate per la lunghezza, però voglio dare un messaggio che contenga una lettura realistica della situazione e dei miglioramenti che si possono introdurre, finendola di parlare dei fasti del passato o di problemi che in realtà non sono tali.


Analisi assolutamente perfetta.
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Re: Lettera AE Giuseppe Costa tema gestione CAND

Messaggioda Observer il mer lug 16, 2025 1:59 pm

strambox ha scritto:Da questo thread, più che da tanti altri, si capisce quanto molti di quelli che scrivono non vedono un campo da anni o non siano mai passati al nazionale.

Non entro nella questione dei voti, perché non mi ci ritrovo e mi sa tanto di complottone terrapiattistico. Mentre credo sia importante parlare della questione dell'impegno e della disponibilità richiesta.

Al giorno d'oggi il mondo del lavoro per i giovani è spietato: stage, contratti di lavoro interinale/somministrazione, apprendistati, ecc, ecc rendono difficile trovare una stabilità retributiva per i giovani fino ai 28/30 anni, con la conseguenza che oltre ad essere bravo, devi pure accettare la qualunque per poterti garantire un rinnovo contrattuale. E i contratti a tempo indeterminato sono ormai una rarità.

Tale situazione (che ovviamente non dipende dall'AIA, ma che l'AIA deve iniziare a considerare se vuole arginare l'emorragia) crea un fuoco incrociato tra un datore di lavoro che richiede al lavoratore una pianificazione anticipata di ferie e assenze varie, e una commissione che richiede massima disponibilità ai propri ragazzi, anche con preavviso ridotto. E qui secondo me si arriva al nocciolo della questione.

Le designazioni per le gare infrasettimanali (un turno al mese di media, 2 turni in caso di coppe o recuperi) vengono inviate nella notte tra giovedì e venerdì, per il mercoledì successivo. Quindi con 2/3 giorni lavorativi di anticipo rispetto al giorno dell'assenza. Se necessario viaggiare il giorno prima e pernottare, i giorni di ferie diventano 2. Quanti datori di lavoro accettano di buon grado delle ferie con così poco preavviso per motivi non urgenti? Quelli che qui dentro lavorano da dipendente in un'azienda privata che non sia di famiglia, sanno la risposta.

A questa situazione poi vanno aggiunti altri fattori (es. Voli decisi a monte per criteri di costo, ovviamente negli orari più improbabili) e impegni (es. Test atletici mensili presso i poli nazionali, generalmente ad ora di pranzo/primo pomeriggio, non rimborsati e a distanze del tutto casuali, se sei sfortunato a non avere un polo vicino. Su questi fortunatamente si è poi fatta marcia indietro).

La summa di quanto sopra è che un arbitro si trova a dover scegliere tra far incazzare il proprio capo (che gli paga uno stipendio), rischiando anche il rinnovo/promozioni/ecc e precludere il proprio percorso arbitrale a colpi di indisponibilità o rifiuto gara (per 47€ di gettone, nemmeno diari). Voi quale delle due scegliereste?

Quanto sopra è, a mio avviso, la ragione che ha spinto negli ultimi 3 anni più di 100 colleghi a dimettersi volontariamente dalla CAN D. Tutto ciò nonostante fossero state accennate sia la possibilità di lasciare la prenotazione dei voli in autonomia agli AE, sia quella di anticipare le designazioni (per provare ad evitare qualche dimissione in più?), ma nulla è cambiato.

Ora, io non credo che il problema sia solo la commissione o chi ne sta a capo. Credo però che nessuno abbia mosso dei passi concreti nell'analizzare e risolvere la questione. E questa è una grave mancanza che costa N associati formati e volenterosi all'associazione, ogni anno.

Si può dire che da persone adulte ed esperte ci si aspetterebbe la capacità di poter organizzare le designazioni infrasettimanali con un anticipo decente (es. 2 settimane, o almeno avvisando quando si sarà designati e con/senza pernotto)? Lo fanno nella Liga con un mese di anticipo, non si può fare per la serie D italiana?

I ragazzi fanno sacrifici inimmaginabili, rientri con treni notte per poter essere a lavoro la mattina successiva, voli pagati di tasca propria, trasferte infinite in auto, ecc, ecc per trovare una scappatoia e non sacrificare nessuno dei due. Con tutta la pericolosità e lo stress che ne deriva. Come possiamo aspettarci che a fine percorso restino a dare una mano alle sezioni? Siamo certi che questa selezione sia la migliore per creare gli arbitri del futuro?

Capitolo trasferte lontane: ho letto cose incredibili nelle risposte precedenti. Chiariamo un aspetto: chi è in D fa tutti i sacrifici che fa proprio per viaggiare il più possibile e vedere le varie realtà. Una limitazione geografica porterebbe a più dimissioni di tutti gli altri punti che ho scritto sopra. Pertanto direi di escludere totalmente l'opzione. Al massimo si potrebbe prevedere per gli infrasettimanali un raggio ridotto per i primi e secondi anni.

Scusate per la lunghezza, però voglio dare un messaggio che contenga una lettura realistica della situazione e dei miglioramenti che si possono introdurre, finendola di parlare dei fasti del passato o di problemi che in realtà non sono tali.


10 e lode! Bravissimo ... e soprattutto mostri di sapere bene l'argomento!
grazie!
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Re: Lettera AE Giuseppe Costa tema gestione CAND

Messaggioda OldRef il mer lug 16, 2025 2:40 pm

strambox ha scritto:...
Capitolo trasferte lontane: ho letto cose incredibili nelle risposte precedenti. Chiariamo un aspetto: chi è in D fa tutti i sacrifici che fa proprio per viaggiare il più possibile e vedere le varie realtà. Una limitazione geografica porterebbe a più dimissioni di tutti gli altri punti che ho scritto sopra. Pertanto direi di escludere totalmente l'opzione. Al massimo si potrebbe prevedere per gli infrasettimanali un raggio ridotto per i primi e secondi anni.
...

Bell'intervento, non sono d'accordo su questo punto, il "viaggiare il più possibile e vedere le varie realtà", ci sta (a parte i raduni) quando sei fuori in serie D, ma saprai che questi ragazzi escono praticamente tutti i we per coprire gare di secondo piano, vedi giovanili / femminili / coppette a volte lontano, in generale il 1°anno resisti per l'ebbrezza dell'essere salito sulla giostra, ma dal 2°anno il peso di tutti questi sacrifici eccessivi si fanno sentire, specie su lavoro / studio / famiglia, da li in diversi mollano perchè capiscono che il gioco non vale la candela.
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Re: Lettera AE Giuseppe Costa tema gestione CAND

Messaggioda emiro1965 il mer lug 16, 2025 6:22 pm

strambox ha scritto:Da questo thread, più che da tanti altri, si capisce quanto molti di quelli che scrivono non vedono un campo da anni o non siano mai passati al nazionale.

Non entro nella questione dei voti, perché non mi ci ritrovo e mi sa tanto di complottone terrapiattistico. Mentre credo sia importante parlare della questione dell'impegno e della disponibilità richiesta.

Al giorno d'oggi il mondo del lavoro per i giovani è spietato: stage, contratti di lavoro interinale/somministrazione, apprendistati, ecc, ecc rendono difficile trovare una stabilità retributiva per i giovani fino ai 28/30 anni, con la conseguenza che oltre ad essere bravo, devi pure accettare la qualunque per poterti garantire un rinnovo contrattuale. E i contratti a tempo indeterminato sono ormai una rarità.

Tale situazione (che ovviamente non dipende dall'AIA, ma che l'AIA deve iniziare a considerare se vuole arginare l'emorragia) crea un fuoco incrociato tra un datore di lavoro che richiede al lavoratore una pianificazione anticipata di ferie e assenze varie, e una commissione che richiede massima disponibilità ai propri ragazzi, anche con preavviso ridotto. E qui secondo me si arriva al nocciolo della questione.

Le designazioni per le gare infrasettimanali (un turno al mese di media, 2 turni in caso di coppe o recuperi) vengono inviate nella notte tra giovedì e venerdì, per il mercoledì successivo. Quindi con 2/3 giorni lavorativi di anticipo rispetto al giorno dell'assenza. Se necessario viaggiare il giorno prima e pernottare, i giorni di ferie diventano 2. Quanti datori di lavoro accettano di buon grado delle ferie con così poco preavviso per motivi non urgenti? Quelli che qui dentro lavorano da dipendente in un'azienda privata che non sia di famiglia, sanno la risposta.

A questa situazione poi vanno aggiunti altri fattori (es. Voli decisi a monte per criteri di costo, ovviamente negli orari più improbabili) e impegni (es. Test atletici mensili presso i poli nazionali, generalmente ad ora di pranzo/primo pomeriggio, non rimborsati e a distanze del tutto casuali, se sei sfortunato a non avere un polo vicino. Su questi fortunatamente si è poi fatta marcia indietro).

La summa di quanto sopra è che un arbitro si trova a dover scegliere tra far incazzare il proprio capo (che gli paga uno stipendio), rischiando anche il rinnovo/promozioni/ecc e precludere il proprio percorso arbitrale a colpi di indisponibilità o rifiuto gara (per 47€ di gettone, nemmeno diari). Voi quale delle due scegliereste?

Quanto sopra è, a mio avviso, la ragione che ha spinto negli ultimi 3 anni più di 100 colleghi a dimettersi volontariamente dalla CAN D. Tutto ciò nonostante fossero state accennate sia la possibilità di lasciare la prenotazione dei voli in autonomia agli AE, sia quella di anticipare le designazioni (per provare ad evitare qualche dimissione in più?), ma nulla è cambiato.

Ora, io non credo che il problema sia solo la commissione o chi ne sta a capo. Credo però che nessuno abbia mosso dei passi concreti nell'analizzare e risolvere la questione. E questa è una grave mancanza che costa N associati formati e volenterosi all'associazione, ogni anno.

Si può dire che da persone adulte ed esperte ci si aspetterebbe la capacità di poter organizzare le designazioni infrasettimanali con un anticipo decente (es. 2 settimane, o almeno avvisando quando si sarà designati e con/senza pernotto)? Lo fanno nella Liga con un mese di anticipo, non si può fare per la serie D italiana?

I ragazzi fanno sacrifici inimmaginabili, rientri con treni notte per poter essere a lavoro la mattina successiva, voli pagati di tasca propria, trasferte infinite in auto, ecc, ecc per trovare una scappatoia e non sacrificare nessuno dei due. Con tutta la pericolosità e lo stress che ne deriva. Come possiamo aspettarci che a fine percorso restino a dare una mano alle sezioni? Siamo certi che questa selezione sia la migliore per creare gli arbitri del futuro?

Capitolo trasferte lontane: ho letto cose incredibili nelle risposte precedenti. Chiariamo un aspetto: chi è in D fa tutti i sacrifici che fa proprio per viaggiare il più possibile e vedere le varie realtà. Una limitazione geografica porterebbe a più dimissioni di tutti gli altri punti che ho scritto sopra. Pertanto direi di escludere totalmente l'opzione. Al massimo si potrebbe prevedere per gli infrasettimanali un raggio ridotto per i primi e secondi anni.

Scusate per la lunghezza, però voglio dare un messaggio che contenga una lettura realistica della situazione e dei miglioramenti che si possono introdurre, finendola di parlare dei fasti del passato o di problemi che in realtà non sono tali.


Analisi P-E-R-F-E-T-T-A. C'è solo da iniziare da qui. Complimenti stambox ! :ok
Please don't ever leave me Stay right where you are
But if you were to go You know you'd be my favorite scar


KAROL G, Bruno Mars - Still
https://www.youtube.com/watch?v=nfKQ8m9emCs
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Re: Lettera AE Giuseppe Costa tema gestione CAND

Messaggioda capitano78 il mer lug 16, 2025 11:01 pm

Ci sono soldi solo per la commissione CAN C, per gli altri solo trasferte massacranti in vista, riduzioni, tagli e meno raduni.
Anche i poli di allenamento ridotti (come se la preparazione atletica rappresenti un optional).
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