LeaderSheep ha scritto:Mi sono ripromesso di non polemizzare con alcuno e di evitare il più possibile di volgere lo sguardo al passato, perché quasi sempre è un impiego improduttivo di energie e anche una perdita di tempo.
Le articolate e puntuali disamine sugli aspetti del budget sopra riportate, mi inducono però a un paio di riflessioni: posto che la situazione era (quanto meno) complicata sin dall'inizio di gennaio 2025, come mai sono state introdotte delle ulteriori spese (quali ad esempio l'erasmus top camp a Cascia o l'istituzione di nuove commissioni di studio con relativi compensi per i responsabili) o alcune esistenti sono state aumentate (vedi i compensi di alcuni organi tecnici nazionali)?
Ancora: perché anche in occasione della più volte richiamata Assemblea di Ascea (sulla cui necessità di svolgerla si è già riflettuto, sia sulle modalità che sulla produttività, rimanendo comunque una questione abbastanza opinabile) non si è apertis verbis dichiarato le difficoltà che si stavano affrontando, senza edulcorare la situazione o persino assicurando che le risorse sarebbero nel breve periodo state ripristinate per intero, soprattutto quelle in favore delle Sezioni?
Personalmente credo che abbia ragione la scrittrice britannica Joanne Rowling, in una delle sue citazioni più iconiche: "It is our choices that show what we truly are, far more than our abilities". Sono le nostre scelte a contare più delle nostre abilità e, sebbene io possa essere capace, sono poi le azioni concrete a determinare i miei reali meriti.
Absit iniuria verbis
Mi sono fatto parte diligente e, raccogliendo le vostre osservazioni, ho ritenuto utile alla causa chiedere e riprodurre ulteriori chiarimenti.
Provo quindi a rispondere puntualmente a quanto avete posto, ma sarà l’ultima volta, non potendo certamente svolgere il ruolo di ufficio stampa.
Per eventuali ulteriori dubbi, il Presidente non c’è più, ma il Consiglio è ancora in carica e credo potrà fornire direttamente le risposte che riterrete necessarie.
Veniamo dunque ai punti sollevati, nella speranza di rappresentare fedelmente quanto riferitomi.
1. Sull’introduzione di nuove spese nonostante una situazione già complessa
È vero che le difficoltà economiche erano già emerse nei primi mesi del 2025. Tuttavia, le decisioni assunte in quel periodo furono adottate sulla base delle informazioni e delle prospettive disponibili in quel momento.
In particolare, iniziative come l’Erasmus Top Camp di Cascia o l’istituzione di nuove commissioni di studio (tipo DCPS, violenza, autonomia) furono valutate non come meri costi aggiuntivi, bensì come investimenti ritenuti funzionali agli obiettivi associativi e alla crescita dell’organizzazione.
Con il senno di poi — pur parlando di importi che, nell’ordine di due/tre decine di migliaia di euro, sarebbero stati comunque insufficienti a incidere significativamente sulle misure successivamente adottate — si può certamente discutere dell’opportunità di tali scelte.
Esse, tuttavia, mi si dice non furono assunte nella consapevolezza di aggravare una situazione irreversibile, bensì nella convinzione che il quadro economico potesse essere gestito e progressivamente ricondotto in equilibrio nel corso dell’anno.
Mi si evidenzia peraltro che, nonostante un percorso disseminato di molte buche, il budget annuale assegnato dalla FIGC all’AIA non è stato sforato e che quindi il commissariamento per ragioni economiche (auspicato ovviamente da tanti gufi) è stato evitato, nonostante alcune ricostruzioni giornalistiche lo dessero per imminente.
Nell’ultima parte dell’anno, a tal fine, furono sospese alcune attività tecniche, ma iniziative quasi tutte evidentemente non essenziali: chi conosce bene l’ambiente sa infatti molto bene che a dicembre si fanno più auguri che lezioni tecniche.
Anche sotto questo profilo, dunque, sono state adottate misure correttive ritenute necessarie, ancorché non piacevoli, ma solo per fronteggiare una situazione critica certamente di origine esogena e non endogena.
2. Sulle voci di spesa, compresi i compensi degli Organi Tecnici Nazionali
Mi è stato riferito che gli adeguamenti dei compensi degli Organi Tecnici sono stati effettuati a invarianza complessiva di spesa, anzi con una riduzione complessiva dell’esborso federale.
Avete letto bene. Proprio così.
Tale risultato deriverebbe, tra l’altro, dai risparmi conseguenti alla riduzione degli organici CAN (cinque unità in meno, se non erro e non ricordo quanti assistenti) e da altre misure organizzative. Ad esempio, ulteriori due ex Assistenti Arbitrali internazionali, una volta terminato il loro percorso, sono stati immediatamente inseriti all’interno di una Commissione tecnica, senza reintegro di organico.
Inoltre, non è stato rinnovato il contratto del Manager AIA che curava i rapporti istituzionali tra Lega e CAN, è stato rimodulato il servizio dei match analyst… che cosa sia non saprei. E altro che ora non ricordo.
Si può naturalmente discutere della condivisibilità della rimodulazione adottata ma, per quanto mi è stato rappresentato, essa non avrebbe comportato un aumento della spesa complessiva arbitrale e quindi neanche federale.
Per eventuali conferme puntuali, credo sarebbe opportuno rivolgersi direttamente al Consiglio Nazionale o agli uffici competenti di Roma, ma ho tratto la consapevolezza assoluta che il mio interlocutore sapesse molto bene di cosa parla.
È bene inoltre ricordare che i compensi degli Organi Tecnici sono determinati contrattualmente dalla FIGC. L’AIA esercita esclusivamente un potere di proposta e tali importi sono estranei al budget dell’AIA centrale.
In altri termini, non è che se taglio 10 euro al compenso del Responsabile CAN posso darlo alle Sezioni.
3. Sulla comunicazione durante l’Assemblea di Ascea
Se vi è stata la percezione di un eccessivo ottimismo o di una sottovalutazione delle criticità, è comprensibile che oggi qualcuno si interroghi sulle ragioni di quella comunicazione.
Occorre tuttavia distinguere tra il nascondere una difficoltà e il confidare nella possibilità di superarla. Le rassicurazioni fornite allora potrebbero essere state il riflesso di una reale aspettativa di recupero delle risorse e di riequilibrio della situazione, aspettativa che successivamente non ha trovato conferma nei fatti, forse figlia anche del precipitare degli eventi.
Qualora si ritenga che sarebbe stata opportuna una rappresentazione più prudente delle criticità già note, si tratta di una valutazione politica e gestionale certamente legittima, ma non andrebbe mai dimenticato che il Consiglio Nazionale aveva precedentemente comunicato con correttezza in atti che alcune somme (tipo Erasmus), avrebbero potuto non avere copertura.
4. Sul tema delle scelte
Condivido il senso della citazione di Joanne Rowling che richiami. Le organizzazioni, come le persone, vengono giudicate soprattutto dalle decisioni che assumono e dalla capacità di assumersene la responsabilità. Proprio per questo ritengo utile analizzare le scelte compiute, comprenderne le motivazioni, valutarne gli effetti e trarne insegnamento per il futuro.
Ricordo tuttavia a me stesso che il Presidente non è decaduto per una gestione improvvisata, improvvida od irregolare dei fondi, bensì in conseguenza di una vicenda di giustizia sportiva sulla quale vi sono stati più gradi di giudizio, ma sui quali sono state espresse valutazioni anche assai perplesse e differenti.
Ma mi fermo qui, poiché le circostanze sono già note.
E ognuno, detrattore o sostenitore che sia, potrà farsi un’idea compiuta della vicenda.
Absit iniuria verbis.