amarcord ha scritto:Il declino AIA è iniziato quando Nicchi mal consigliato non ebbe la visione politica o la forza di farsi da parte, errore politico gravissimo.
Quando quel CN (anche là non c'erano giganti ma almeno lo zio comandava da solo) non seppe e non volle creare un successore di quella governance.
Oggi serve un commissario e basta.
Qualsiasi soluzione sarebbe un pastrocchio, qualsiasi candidato possibile ad oggi dovrebbe accordarsi con coloro che hanno quantomeno dato origine sul piano politico a questo disastro.
L'unica possibilità di Commissariare a mio avviso è che Massini e Affinito si dimettano prima della conclusione delle elezioni dei delegati. Non la faranno mai. Bisogna solo sperare in Malagò.
Così si potrebbe chiudere una pagina nera di anni per me iniziata per sete di potere e continuata per lo stesso motivo. Queste persone, tutte da Nicchi in poi, adesso devono farsi da parte, il vero saggio è quello che si mette da parte non quello che cerca di rientrare dal retro.
Si creino le condizioni per una figura autorevole magari giovane, non legata a vecchi accordi, al di sopra delle beghe.
Cronologia di un disastro:
Nicchi doveva farsi da parte
Trentalange abbiamo perso la Giustizia
Pacifici abbiamo perso il 2%
Zappi abbiamo perso la faccia, un "ingenuo" che pensava di saper fare
Nel mezzo un esercito di altre mezze figure, senza spessore dirigenziale e tecnico, se li sono mangiati, e con loro la credibilità residua dell'AIA.
Mi sono iscritto perché, francamente, trovo insopportabile ciò che ho letto.
Si può discutere di tutto, ma definire “ingenuità” quella che viene attribuita a un presunto incapace significa accettare una narrazione costruita attraverso manovre politiche, strumentalizzazioni e interessi convergenti finalizzati a colpire una persona. In questo caso, il termine corretto non è ingenuità, ma vergogna.
Zappi può essere criticato, come qualsiasi dirigente, per le sue scelte e per eventuali errori commessi. Tuttavia, non si può ignorare ciò che è stato fatto nei suoi confronti. Esiste una differenza sostanziale tra commettere errori e diventare il bersaglio di un’operazione volta a delegittimare una guida associativa.
Ciò che colpisce maggiormente è la sproporzione tra i fatti e la violenza con cui sono stati utilizzati. Quando il bersaglio diventa la persona e non più il merito delle questioni, si entra in una dinamica pericolosa che finisce per danneggiare non solo il singolo, ma l’intera istituzione.
Per questo respingo con decisione la definizione di “ingenuo”. Chi si trova al centro di una manovra organizzata non è necessariamente ingenuo; spesso è semplicemente il bersaglio scelto da chi ha interesse a destabilizzare un equilibrio o a perseguire un preciso obiettivo.
Se questa vicenda ha insegnato qualcosa, è che alcuni all'interno e all'esterno hanno anteposto le proprie strategie alla tutela dell’immagine, della credibilità e dell’unità dell’AIA.
Considero Zappi una persona perbene e un professionista assai capace, che nel tempo avrebbe fatto bene a tutti i livelli, soprattutto quelle riforme per le quali ha dimostrato in tanti anni una sicura professionalità, se la FIGC non lo avesse contrastato fin dal primo momento con la legge nuova del codice penale e la questione del contrasto alla violenza, mai perdonatagli. Sono convinto che il tempo non potrà restituirgli ciò che gli è stato ingiustamente sottratto, ma sono altrettanto convinto che contribuirà a far emergere l’intera verità su una vicenda oscura e dolorosa, una delle pagine più amare e ingiuste della storia recente dell’Associazione.
Adesso votate pure un arbitro internazionale, ma per favore non ricominciate con la solita pippa dell'essere stato cavallo per fare il fantino, perché non è vero una cippa.
Ha un tono fermo ma più elegante, istituzionale e persuasivo.