LeaderSheep ha scritto:L’ipotetico affresco lumeggiato potrebbe essere tratto dal manuale perfetto delle "truppe cammellate" e del voto di preferenza controllato.
Questo approccio non è un'invenzione recente. È stato il motore invisibile della Prima Repubblica (famosissimo era il "metodo scientifico" di ripartizione dei voti in correnti).
Nella sociologia politica e nella storia dei partiti (soprattutto di massa o fortemente clientelari), questo sistema è noto come ingegneria delle preferenze o metodo dei lotti:
• In molti sistemi elettorali interni o proporzionali, per eleggere un delegato serve una quota fissa di voti (es. 50 voti). Se un candidato prende 500 voti, ha "bruciato" 450 voti utili. Dividere gli elettori in lotti serve a calibrare il voto: 50 voti a testa a dieci delegati diversi fa eleggere 10 persone anziché una.
• Assegnare un lotto specifico a un “galoppino” serve anche a verificare la sua fedeltà. Se dal conteggio di quel preciso gruppo di associati mancano i voti, il capobastone sa esattamente chi non ha fatto il suo lavoro.
Forse, però, la questione che dovrebbe porsi è se un simile sistema possa andar bene per un’associazione prettamente tecnica, i cui compiti istitutivi sono assai diversi da quelli dei partiti o movimenti politici.
Le due logiche sono intrinsecamente conflittuali:
•La logica dei partiti: Mira alla massimizzazione del consenso e all'occupazione di spazi di potere per garantire la sopravvivenza o l'egemonia di una corrente. In questo contesto, il "voto controllato" è uno strumento di efficienza interna.
•La logica degli enti tecnici: Dovrebbe basarsi sul principio del merito e dell’efficienza. I compiti istitutivi di queste realtà riguardano la tutela di standard e la gestione di servizi specialistici per una comunità o collettività.
L'adozione del metodo dei lotti in un organismo tecnico produce distorsioni sistemiche immediate: abdicazione del merito, opportunismo decisionale (si smette di deliberare in base alla scelta tecnica migliore e inizia a decidere in base ai rapporti di forza tra le correnti interne), perdita di autorevolezza esterna (difficile avere credibilità se i “vertici” sono il risultato di spartizioni geometriche anziché di comprovate competenze).
In sintesi, l'applicazione di queste dinamiche a un organismo tecnico rappresenta una degenerazione della sua stessa natura, trasformando un presidio di competenza in un micro-sistema conflittuale.
La tua analisi è eccellente. Aggiungo un altro piccolo dato, per rappresentare ancora più dettagliatamente lo scenario.
Facciamo per ipotesi che la Regione di "Roccatronca" per la ripartizione elettorale porti a congresso 200 delegati.
La regione di Roccatronca consta di ... facciamo per ipotesi ... 20 Sezioni.
Se all'interno della Regione, anche solo 1/3 delle Sezioni fa politica in questa maniera (quindi 6 Sezioni) mentre il restante 2/3 delle Sezioni sono pure di cuore e lasciano alla iniziativa dei singoli la fase di procacciamento del voto (quindi diciamo per estrema ipotesi scolastica restano 14 Sezioni) ... la distorsione appare del tutto evidente e marcata. 6 Sezioni, con il metodo della ripartizione dei pesi, si "pappno" quasi tutti i delegati di quella Regione.
Per questo, il metodo dei grandi elettori non si applica a una Associazione come la nostra, che ogni giorno di più diventa un partito politico invece che una Associazione tecnica.
Se ne vogliamo uscire, occorre che la si smetta di trasformare la Associazione in partito politico.
Come? Prima di tutto, scardinando il regno dei capibastone ... ovvero sterminando almeno la metà delle Sezioni accorpandole. Meno presidenti di Sezione ... svincolati dal governo dell'area Tecnica ... fine dei potentati.
Poi con la designazione dei Delegati Tecnici ... svincolati dal governo della Sezione ... dal Comitato Nazionale su indicazione del CRA!
E contemporaneamente ... suffragio elettorale diretto di tutti gli associati. Anche i minorenni ... anche i doppi tesseramenti!
-- 29/07/2026, 10:13 --
lahir ha scritto:Direi che ci hai preso alla grande. L'unico appunto che mi permetto di muoverti è l'uso dei termini: io non credo che tutti siano "sgherri" e "capibastone" (parole che fanno riferimento alla mafia). Penso ad Oldref, cui mi separano tante idee e punti di vista, che si è candidato a delegato la scorsa volta (e se non erro eletto), ecco per come lo conosciamo tutto possiamo dire di lui, ma non che sia uno sgherro o un capobastone. Fare politica, anche associativa, non è una cosa da camorristi, ma è volersi mettere in gioco.
Sul metodo di divisione dei voti, non mi sembra una cosa così deplorevole. E' normale che ogni sezione si conti ed è normale che si creino i pacchetti di voto. A differenza di elezioni politiche in cui all'interno dei partiti ci si scanna e accoltella per avere il posto, qua tra delegati non c'è concorrenza (la funzione si esaurisce con l'assemblea): che senso avrebbe che la Sezione di Vergate sul Membro con 200 associati votanti, elegga due delegati da 100 voti, anziché 10 da 20? Insomma, non ci vedo nulla di orribile.
Con questo sistema, questa è una soluzione ottimale. Poi, quando si passerà al suffragio universale - perché credo che sia solo ormai una questione di quando - le dinamiche saranno diverse. Ma non scevre da calcoli e giochi (ogni Presidente di Sezione lavorerà per assicurarsi un pacchetto di voti da far poi pesare, etc.).
Guarda, non era mia intenzione quella di mancare di rispetto alle persone pure di cuore e aperte come ad esempio Old ... amico e persona che stimo sinceramente tantissimo.
Il mio era un discorso generico.
Sulla questione dei delegati, in parte ho risposto sopra. Se vuoi approfondiamo ... ma non vorrei annoiare l'uditorio. Penso di essere già sufficientemente antipatico ai capibastone che ci leggono!
