Sempre “per quanto mi riguarda”, Zappi ha compiuto un grave errore: si è fidato della parola di quelle persone che gli avevano dato una disponibilità a cambiare ruolo, senza capire la trappola che gli avevano preparato coloro ai quali era inviso perché pretendeva di fare con autonomia il Presidente dell’AIA.
È peraltro noto (e io l’ho letto con i miei occhi) che Zappi, a fronte delle perplessità contrattuali si era fermato rispetto all’avvicendamento e che dello stesso avesse informato e coinvolto la FIGC.
Certo però è che se nel processo sportivo non si fanno entrare testimonianze e prove, la verità vera è assai difficile da provare.
A convincere alle dimissioni - soprattutto uno dei due nella notte - sembra (per amor di pietà) sia intervenuto qualcun’altro che ora invece pontifica sul dilettantistismo.
Informarsi meglio su questa grande (in)giustizia sarebbe doveroso per tutti e che il tempo sia davvero galantuomo.
