L' allenatore si aspetta una squalifica leggere ma invece...

Documentiamo qui tutti i casi di aggresioni agli arbitri di cui veniamo a conoscenza, perchè non passino inosservati.

Re: L' allenatore si aspetta una squalifica leggere ma invec

Messaggioda john wayne il mer giu 30, 2010 11:16 pm

Permettetemi una vena di ironia....(che si aggiunge all'ilarita suscitata dall'idiozia di quest'allenatore...mi piacerebbe conoscerlo stò mourinho dei poveri)....comunque se l'arbitro è stato preciso nel riportare la frase proprio come è stata detta dall'allenatore,quest'ultimo meriterebbe una squalifica anche per ignoranza (quelli impotenti....)certo se poi l'errore è opera dell'arbitro,allora.... :rosso all'arbitro! :D
Lei sarà pure nel giusto ma fondamentalmente...io me ne sbatto,me ne sono sbattuto sempre!
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Re: L' allenatore si aspetta una squalifica leggere ma invec

Messaggioda w1llys il mer lug 28, 2010 10:18 pm

Al solito. l'arbitro scrive balle contro una persona cristallina. Vabbè...
Già dal testo possono evincersi alcune... particolarità...

Buio ha scritto:Tutto ciò premesso, la presente richiesta viene avanzata all'attenzione di codesta Spett.le Corte di Giustizia Federale in quanto le motivazioni asserite dal direttore di gara nel proprio referto, che hanno portato alla decisione dell'Ill.mo Giudice Sportivo, sono totalmente prive di fondamento e assolutamente non veritiere.


Ovvio. Ma è suo diritto negare, ci mancherebbe

Buio ha scritto: Nel merito delle frasi a me ascritte nel rapporto di gara, in primo luogo voglio sottolineare che il lessico e gli epiteti ivi riportati non appartengono alla mia persona, alla mia educazione ed al mio modo di pormi con rispetto ed educazione verso tutte le componenti del gioco del calcio (in primis giocatori e dirigenti avversari, direttori di gara e organi federali).
Interpreto il ruolo di tecnico di una squadra del settore giovanile dilettantistico con finalità strettamente educative, cercando di insegnare ai ragazzi il gioco del calcio, l'attenzione verso ogni componente (i membri della società sportiva, gli avversari, i direttori di gara, ecc.) ed il rispetto delle regole, dei materiali e dei luoghi di ritrovo (spogliatoi, attrezzature per l'allenamento, ecc.): in nessun momento dimentico che il mio ruolo corrisponde a quello di un educatore verso ragazzi di 16 anni nel pieno della maturazione psico-fisica. Questo è il principio fondante del mio impegno.

Addivenendo alla partita del 15 maggio 2010, in campo si affrontavano due squadre estremamente diverse: l'Atletica del Po era composta interamente da ragazzi del 1993 che avevano ultimato la stagione 2009/2010 con buoni risultati nel campionato “allievi regionali”, mentre la mia squadra aveva concluso la propria stagione al quint'ultimo posto del campionato “allievi provinciali” ed in campo era formata da dieci ragazzi nati nel 1994 e da un solo giocatore del 1993: nonostante queste importati differenze fisiche e tecnico-tattiche, la prima frazione di gioco si era conclusa con il risultato in perfetta parità ed a reti inviolate.
Nella prima metà del secondo tempo ho protestato nel merito di alcune decisioni di gioco assunte dal direttore di gara, ma ribadisco di non aver espresso alcuna considerazione lesiva e/o offensiva: ho manifestato il mio disappunto specificandone sempre il motivo (ad esempio ricordo una rimessa laterale invertita ed alcuni contrasti di gioco che ritenevo non regolamentari) senza aggiungere ulteriori commenti all'operato del direttore di gara.

Ho avanzato un'ulteriore protesta in occasione del gol che ha portato in vantaggio la formazione dell'Atletica del Po: in tale circostanza l'arbitro ha decretato correttamente un calcio di punizione a favore della squadra avversaria e, prima della sua battuta, ha autorizzato una sostituzione nelle fila della medesima squadra avversaria. Ultimata la sostituzione i calciatori dell'Atletica del Po hanno calciato la punizione prima che il direttore di gara fischiasse per decretare la ripresa del gioco.
All'atto della mia protesta, il direttore di gara si è giustificato dicendo di non aver fischiato in quanto la mia squadra non aveva “chiesto la distanza” (facoltà semmai in capo al giocatore che calcia la punizione, e non alla squadra che deve difendersi) ed avvisandomi di un eventuale allontanamento dal campo in caso di ulteriori proteste.
Poco dopo, a seguito di un fallo da tergo (“sgambetto” quando era ormai impossibile cercare l'intervento sul pallone) commesso da un calciatore dell'Atletica del Po, ho richiesto al direttore di gara di decretare l'espulsione del giocatore in ragione della palese volontarietà del gesto antisportivo (circostanza in cui sono entrato nel terreno di gioco per circa cinque metri), ma il direttore di gara ha stabilito di sanzionare con l'ammonizione il giocatore e mi ha contestualmente invitato ad abbandonare il terreno di gioco.

Alla notifica del provvedimento ho esclamato che ritenevo questo atteggiamento ridicolo e mi sono immediatamente diretto verso l'uscita dal terreno di gioco, senza formulare altre e diverse considerazioni sulla persona e sull'operato del direttore di gara. Come già sopra evidenziato, dichiaro di non aver riferito alcuna frase verso gli organi federali e di giustizia sportiva.
Uscito del recinto di gioco, mi sono recato nelle vicinanze del pubblico ed ho guidato i ragazzi per la restante parte della gara (circa quindici minuti di gioco), al termine della quale mi sono altresì premurato di stringere la mano a tutti i giocatori, dirigenti e tecnici della squadra avversaria.
Ritengo importante evidenziare questo fatto per testimoniare il clima sereno che contraddistingueva il finale di gara, senza alcun accenno polemico, e ciò stride profondamente con quanto riportato dal direttore di gara nel proprio referto.


E meno male che non protesta mai! Mi scusi, signor Uccellini, ma ritengo di poter dire con buona serenità che ha ammesso di non essere una persona particolarmente "tranquilla".
Ma è legittimo che un tesserato professi la propria innocenza verbale, se così non fosse sarebbero parole al vento quelle spese contro la nostra giustizia domestica.
Da questo punto in poi, però, il ricorso diviene un "pelo" ridicolo...

Buio ha scritto: In ultima analisi, ritengo utile provare l'assoluta infondatezza di quanto asserito dal direttore di gara con un ragionamento opposto rispetto a quanto illustrato sino ad ora:
- ipotizziamo, e ripeto trattasi di una mera ipotesi a titolo esemplificativo, che nel corso della partita io mi ritenessi al di sopra di tutte le parti, intoccabile ed impunibile, ed abbia assunto l'atteggiamento descritto dal direttore di gara nel proprio referto;

- ipotizzato quanto descritto al precedente punto, perché le mie proteste si sarebbero limitate esclusivamente al momento di notifica del provvedimento di allontanamento dal terreno di gioco? Perché non ho proseguito con insulti, epiteti e minacce verso il direttore di gara e gli organi federali anche una volta uscito dal terreno di gioco oppure al termine della gara ed al rientro negli spogliatoi? Perchè avrei “tirato in ballo” organi federali e di giustizia sportiva ben sapendo di disputare un torneo riconosciuto dal comitato regionale?


- ipotizzando invece che quando descritto al primo punto sia dovuto ad un “raptus di follia”, perchè mi sarei “limitato” (se così di può dire…) ad inveire verbalmente e con toni assolutamente gravi, ma non avrei cercato il contatto fisico con il direttore di gara?


Verissimo. Nel periodo intercorso tra l'allontanamento e la fine della gara avrebbe potuto andare a casa, prendere un fucile da caccia, aspettare l'arbitro e sparargli a vista.
Suvvia... Mi pare ovvio che questo passaggio non ha senso. Probabilmente, dopo l'allontanamento, in preda ai nervi si è lasciato andare ad insulti piuttosto pesanti, dopodichè (essendo certo della sua intelligenza) si è calmato, ha compreso il proprio errore e si è comportato come un vero sportivo, come dovrebbe essere sempre dopo la fine di una gara, a qualunque livello essa si svolga.

Buio ha scritto:Ritornando nel campo della sola realtà dei fatti avvenuti sul terreno di gioco, questi esempi vengono riportati al solo scopo di constatare, mio malgrado, la totale non veridicità di quanto asserito dal direttore di gara nel proprio referto, che anzi ritengo sin d'ora lesivo della mia persona, dei miei principi, della mia dignità e della mia educazione.

Resto infine stupito dai contenuti delle gravi frasi a me ricondotte nel referto arbitrale, a mio parere lesive dell'immagine e del ruolo degli organi federali ancor più che di quella del direttore di gara, che anzi sembrerebbero costruite “ad arte” per impedire qualsivoglia forma di contraddittorietà e per assicurare l'erogazione di una pesante sanzione disciplinare nei miei confronti (come difatti avvenuto con il provvedimento adottato dall'Ill.mo Giudice Sportivo del Comitato Regionale della Lombardia, e non poteva essere altrimenti!).


Se ritiene che il direttore di gara abbia scritto delle falsità si rechi in Procura della Repubblica e denunci l'arbitro. Semplice, no?

Buio ha scritto:Nel corso della mia esperienza da tecnico del settore giovanile sono stato allontanato dal terreno di gioco in altre due-tre circostanze, sempre per proteste, ma mai per aver rivolto alcuna offesa oppure aver assunto comportamenti lesivi della persona e del ruolo del direttore di gara.


Insomma, tradotto: aggravante della recidiva. Non mi pare che essere allontanati due o tre volte (due? o tre? uhm...) possa essere un buon elemento a discarico. Pensi che ci sono allenatori, dirigenti, accompagnatori che non sono mai stati allontanati in 50 anni di attività...



Buio ha scritto:Paragrafo 3: conclusioni e motivazioni
Per tutte le ragioni sopra illustrate, con il presente testo si dichiara l'assoluta infondatezza e non veridicità dei fatti descritti dal direttore di gara rispetto a quanto avvenuto sul terreno di gioco nell'ambito della partita Atletica del Po – Casalpusterlengo Juv. della categoria “allievi” disputata in data 15 maggio 2010 nel Comune di Santa Cristina e Bissone (PV).

Ai sensi di quanto previsto Titolo IV, art. 39, del Codice di Giustizia Sportiva si chiede a codesta Spett.le Corte di Giustizia Federale di dichiarare ammissibile il presente ricorso (in quanto presentato entro il termine di 30 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento sanzionatorio) e di revocare/rivedere il provvedimento riportato nel Comunicato Ufficiale n. 44 emanato in data 20 maggio 2010 dal Comitato Regionale della Lombardia, del quale si allega estratto quale parte integrante e sostanziale.

Io sottoscritto Matteo Uccellini mi dichiaro sin d'ora disponibile per l'eventuale convocazione allo scopo di fornire ogni testimonianza e chiarimento che riteniate opportuno.
Per una maggiore completezza degli atti, oltre che per eventualmente consentire l'audizione delle altre parti coinvolte nella gara in trattazione, unisco inoltre copia delle distinte da gioco e del relativo referto arbitrale.

Nel rimanere a Vs. disposizione per ogni collaborazione riteneste necessaria, si coglie l'occasione per porgere distinti saluti.
M_U


La parola al giudice.
Ma mi sia permesso un commento. A me queste cose non piacciono. Mi sta bene che un dirigente allontanato, un giocatore espulso, un presidente deferito tenti di difendersi, magari allegando le proprie scuse per un atteggiamento, un comportamento, un fallo esagerato. Non mi piace chi si difende affermando che l'arbitro è un visionario, che egli è un angelo caduto dal cielo (solo due? o tre? allontanamenti in precedenza, sic!), che il referto è completamente falso, che gli organi di Giustizia Sportiva abbiano accolto ad occhi chiusi il rapporto di gara per "confezionare una squalifica".
Questo è offensivo.
Non per l'arbitro o per l'Associazione ma per la Nostra intelligenza.
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Re: L' allenatore si aspetta una squalifica leggere ma invec

Messaggioda quartouomo il gio lug 29, 2010 8:16 am

Qualche considerazione:
1) FORMALE: ricorso non avvenuto nei tempi e quindi nulla da fare, pur se avesse ragione al 110%. Ingiusto? Forse sì, ma ci vogliono ragionevoli tempi per dare quanto avvenuto e deciso per assodato senza che con mesi di ritardo si possano cambiare risultati, squalifiche, calendari.

2) SOSTANZIALE: sinceramente ho trovato le parole riportate dall'arbitro quantomeno singolari, o meglio singolarmente precise e dettagliate con volontà di toccare i "federali". Cosa che ovviamente sarà accaduta, ma che mi lascia un attimino riflettere.

3) NEL MERITO: trovo però assolutamente inutile puntare ad una difesa come fa l'allenatore sostenendo che se è vero che l'ho insultato, perchè non ho continuato/non l'ho aggredito/non gli ho sputato/non gli ho sparato...? Insomma questa è una linea di difesa assolutamente insostenibile, anzi direi controproducente.

4) E ADESSO?
4 sub 1, il fatto è realmente avvenuto così: l'allenatore si metta in pace l'anima e impari a comportarsi.
4 sub 2, il fatto NON è realmente avvenuto così: si rivolga, come già consigliato da w1llys alla Procura della Repubblica e denunci il fatto, non ho dubbi che la verità potrà emergere in modo evidente.
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Re: L' allenatore si aspetta una squalifica leggere ma invec

Messaggioda onlyReferee il gio lug 29, 2010 8:47 am

- ipotizzato quanto descritto al precedente punto, perché le mie proteste si sarebbero limitate esclusivamente al momento di notifica del provvedimento di allontanamento dal terreno di gioco? Perché non ho proseguito con insulti, epiteti e minacce verso il direttore di gara e gli organi federali anche una volta uscito dal terreno di gioco oppure al termine della gara ed al rientro negli spogliatoi? Perchè avrei “tirato in ballo” organi federali e di giustizia sportiva ben sapendo di disputare un torneo riconosciuto dal comitato regionale?

Questa affermazione poi ha un po' del comico :o :!:
Dopo aver letto tutto il testo con cui l'allenatore ha presentato il ricorso sinceramente mi sembra un po' un arrampicarsi sugli specchi :? .

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Re: L' allenatore si aspetta una squalifica leggere ma invec

Messaggioda aiamania58 il gio lug 29, 2010 12:51 pm

CAGLIARI - Troppe botte, ''amichevole'' estiva terminata con un quarto d'ora d'anticipo. E' finita cosi' tra Cagliari e Bastia, prima divisione francese, due squadre che non avevano nessun motivo per farsi male - non si sono mai incontrate in gare ufficiali e tra Sardegna e Corsica non c'e' mai stata rivalita' - e che invece se le sono date di santa ragione in un tranquillo mercoledi' di mezza estate a Villacidro, a una trentina di chilometri dal capoluogo. Maxi-rissa si'. Una partita subito calda, con le contestazioni di una parte della tifoseria a Marchetti, rimasto ad Assemini per un affaticamento (in porta c'era Agazzi). Poi i supporters si sono calmati e invece il fuoco si e' acceso in campo.

La scintilla, anche secondo una ricostruzione dei protagonisti a fine gara, e' stata uno spintone ai danni del cagliaritano Jeda, al '74. Da li' e' nato il parapiglia: Larrivey, appena ha visto il compagno di squadra in difficolta', e' subito intervenuto per dargli una mano e riportare la calma. Ma non c'e' stato verso: diversi giocatori sono rimasti coinvolti nella zuffa che stava diventando ormai una caccia all'uomo e il direttore di gara, Lobina, ha detto stop al match. Una partita molto accesa fin dal primo tempo: l'arbitro era stato costretto a cacciare dal campo il corso Lanzini intorno alla fine della prima frazione di gioco. Anche in quel caso c'era stata una breve interruzione dopo alcune scaramucce tra giocatori. Nella ripresa, arrivato l'okay di arbitro e Cagliari, il Bastia era tornato in campo in undici uomini, giusto per non rovinare il test a tutte e due le squadre. E la partita dopo i gol di Matri (nel primo tempo) e la doppietta di Ragatzu, sembrava avviarsi tranquillamente verso il 3 a 0 finale per la squadra di Bisoli. Come una normale amichevole che si rispetti. Pace fatta? Neanche per idea.

La tregua e' durata sino al fallo su Jeda che ha scatenato il finimondo. Il Cagliari e' tornato negli spogliato quasi subito, mentre il pubblico attendeva il ritorno in campo delle squadre. Ma l'arbitro aveva gia' deciso: fine del match. Sabato e' in programma la seconda partita delle amichevoli sull'asse Sardegna-Corsica: ad Arbus contro il Cagliari giochera' l'Ajaccio.

ma vi pare che un arbitro, perlopiù della Can Pro, anche se trattasi di amichevole, possa autorizzare una squadra a giocare in undici nonostante un'espulsione? Non so se con Farina la passerà liscia..............
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Re: L' allenatore si aspetta una squalifica leggere ma invec

Messaggioda w1llys il gio lug 29, 2010 12:57 pm

Se fosse vero (lasciatemi il dubbio) che il Bastia ha cominciato il secondo tempo in 11 grazie all'autorizzazione del direttore di gara, credo che la stagione dell'arbitro comincerà con una lunga (e giusta) sospensione.
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Re: L' allenatore si aspetta una squalifica leggere ma invec

Messaggioda aiamania58 il gio lug 29, 2010 1:04 pm

w1llys ha scritto:Se fosse vero (lasciatemi il dubbio) che il Bastia ha cominciato il secondo tempo in 11 grazie all'autorizzazione del direttore di gara, credo che la stagione dell'arbitro comincerà con una lunga (e giusta) sospensione.


La notizia è riportata dall'ansa...ed il corriere dello sport aggiunge che l'espulsione è stata decretata perchè il giocatore corso ha scagliato il pallone contro l'assistente dell'arbitro....giudicato poco incisivo per mantenere la calma in campo....anche secondo me, se tutto viene confermato, va incontro ad una giusta sospensione.....poi conoscendo il caratterino di Farina............... :rosso :rosso :rosso :rosso
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Re: L' allenatore si aspetta una squalifica leggere ma invec

Messaggioda Verdifra il gio lug 29, 2010 1:23 pm

Applicato un regolamento diverso oserei dire isolano :o .
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