ARBITRI SOTTOTIRO.
Domenica sui campi di Allievi, Juniores,
Seconda e Terza categoria è stato un altro week end di violenza. Da
Borgoratti a Cornigliano, sui campi sportivi dellaprovincia di Genova pugni e insulti non sono mancati.
Per l’ennesima volta dall’inizio della stagione.
Domenica,Cep - CàNova, match di Seconda categoria, girone C. A dirigere
la gara è Daniele Strazzulla, il ventenne direttore d igara di Genova,
già preso di mira lo scorso novembre nella sfida fra Libraccio
e Mura degli Angeli. Colpevole di aver espulso il portiere del Libraccio,
Strazzulla era finito all’ospedale per una testata alla nuca,
sette giorni di prognosi.All’autore della craniata,Giuseppe Damonte del
Libraccio,il giudice sportivo aveva affibbiato tre anni di squalifica.
Questo il precedente. Domenica poi, a vedere il match sugli spalti
c’è anche il mister del Libraccio Luca Rolandone, punito egli stesso
con quattro turni di squalifica per atteggiamento antisportivo
proprio alla fine del match con il Mura degli Angeli. CepCà - Nova finisce 2-2,
ma dagli spalti piovono parole dure all’arbitro e nell’autore
degli insulti Strazzulla riconosce l’allenatore Rolandone.Un atteggiamento
non certo conciliante, segnato a referto.
Altro campo, stessa violenza. Nella categoria Allievi, Borgoratti - Serra Riccò viene sospesa per
troppi cartellini rossi. Cinque espulsioni per il Serrà Ricco e match interrotto per mancanza del
numero legale.
Ancora, violenze a Cornigliano, Terza categoria. In campo Deportiva peruano e Sciarborasca: un
pugno all’arbitro. Dinamica fotocopia di una partita Juniores Provinciali:
arbitro colpito con un pugno da un calciatore. Episodi che
non si vorrebbero mai vedere e nè dover raccontare.
Venuto a conoscenza degli ultimi fatti, ieri il presidente dell’Associazione
italiana arbitri Aia Liguria AndreaTorti, si è chiuso in riunione con i collaboratori. Poche
parole, preferisce non parlare:«La situazione si è talmente aggravata
che non c’è più nulla da commentare ». Il presidente prende tempo:
«È una situazione delicata, nei prossimi giorni decideremo il da
farsi».
In attesa dei referti e delle decisioni del giudice sportivo,
il presidente della Sezione degli arbitri di Genova Alessandro Masini ha scritto
una lettera al presidente regionale.
«Siamo rammaricati per quanto successo,
gli arbitri sono arbitri, non vogliamo diventino nè eroi nè
kamikaze»,dice Masini. «Da parte
nostra organizziamo incontri per
sensibilizzare le famiglie e i giocatori:
gli arbitri sono ragazzi giovani e appassionati, non meritano aggressioni
e violenze di questo tipo
».Negli giorni scorsi è terminato
l’ultimo corso per arbitri: «Ci
sono trentasette nuovi ragazzi dai
15 ai 20 anni pronti a dirigere le
partite. Ma non vogliamo certo
che diventino martiri». L’amarezza, di Masini e non solo, è tanta.
Fonte:
bellomi@ilsecoloxix.it
