Petrus , le conclusioni del suo primo messaggio, in cui condanna ma giustifica anche solo in parte la violenza la mettono in una posizione da cui non esiste che si inizi una discussione. Eliminata questa pregiudiziale, colgo lo spunto per alcune "controconsiderazioni"
1. Aspetto comportamentale: I nostri dirigenti sono in genere piuttosto comprensivi su rigori, calci d'angolo, fuorigioco sbagliati. Non lo sono affatto quando le società telefonano e fanno presente comportamenti sopra le righe. Parlo di segnalazioni dirette al Comitato Regionale Arbitri o sezione territoriale, non articoli di giornale. Di solito è vero, non abbiamo il contraddittorio, ma quella volta che ci tocca l'osservatore si fa un conto unico. La mia sezione ha sospeso 2 colleghi l'anno scorso sulla base di 2 segnalazioni di società, senza riscontri oggettivi. Detto questo il nostro ruolo ci impone un determinato atteggiamento nei confronti di tutti.
2. Cancellazione del nome degli arbitri: I comunicati della giustizia sportiva sono pubblici, con NOMI COGNOMI E FATTI. Gli articoli dei giornali, anch'essi pubblici riportano OPINIONI, di cui chi scrive si assume la responsabilità di fronte al giudice sportivo e civile. Questo sito riporta i comunicati ufficiali dei comitati, non le vicende romanzate. Scrivere "il giocatore insultava/minacciava/colpiva l'arbitro" è un fatto, scrivere "soggetti non idonei a dirigere partite di questi livelli, impreparati fisicamente privi di ogni capacità atletica e con manie di protagonismo e di personalismo in grado di orientare i risultati che sul campo vengono espressi" è un tantino diverso, è un'opinione personale "lesiva dell'altrui reputazione" (art 595 cp) e per questo i nomi sono stati tagliati dal moderatore.
3. La nostra partita : Anche noi - e mi ripeto - ci prepariamo per la partita. Andiamo a farla e anche a noi tocca il piantagrane che ce la rovina (o meglio: ce la roviniamo con la collaborazione del piantagrane), magari davanti all'organo tecnico che ci guarda. Siamo i primi a dispiacerci di una partita sbagliata e d'altra parte, siamo noi che vogliamo far vedere a chi è predisposto alla nostra gestione, il nostro valore, e ti assicuro che il designatore arbitrale è il miglior conoscitore di fatti, storie e retroscena del campionati locali e l'unica in grado di decidere bene chi mandare. Se poi è "scarso"... beh, è proprio un arbitro di terza categoria (Indetoropater dixit).
Quindi il senso del messaggio era: è necessaria o no una adeguata preparazione per poter essere presentati su un campo con pieni poteri?
Sì
Non è che spedire degli inadeguati possa poi creare dei problemi prima di tutti agli arbitri che si mandano sui campi?
I problemi non vengono da quello che un arbitro fa o vede ma da come si vorrebbe che facesse: se fischia tre rigori sacrosanti contro è cattivo, ne bastavano 2, a favore è giusto, se dice di non aver visto è umano, onesto, oppure cieco e colluso. Gestire determinate situazioni è molto meno semplice di quanto appaia, soprattutto le prime volte. Se poi i problemi l'arbitro li crea, è sempre qualcun altro che li trasforma.
Perche' ritenete che SEMPRE l'arbitro e' adeguato alla gara cui e' stato destinato e sono sempre e solo i giocatori a non capire? Non possono essere anche dirigenti/designatori incapaci a mandare gente impreparata in giro a fare danni (agli arbitri oltre che alle squadre)?
Questa è un po' come quella dell'allenatore della nazionale: in Italia ce ne sono circa 60 milioni. Fuor di metafora, il designatore ha la sua squadra, i suoi arbitri, non ne ha di altri, può fare meglio, ma sempre a posteriori.