Alessandro ha scritto:Non condivido. Il ricorso al TNAS è stato necessario perchè era la prima volta che accadeva un caso simile. Ora il TNAS fa giurisprudenza, quindi, si presume, non sarà più necessario arrivare a quel grado di giudizio.
Nel caso si venisse deferiti, in fase difensiva basterà citare e allegare il lodo stesso. E il giudice non potrà che darci ragione.
Nella remota ipotesi che si andasse di nuovo al TNAS, è vero che richiederebbe parecchi soldi, ma è anche vero che, dato che la vittoria è scontata, i soldi verrebbero interamente restituiti (li dovrebbe pagare l'AIA, e questo darebbe una duplice soddisfazione)
Quoto e poco da aggiungere.
Fondamentalmente il regolamento (genericamente inteso) è una fonte secondaria, perciò subordinata alle fonte sub-primarie (Costituzione e leggi costituzionali) e primarie (leggi ordinarie, decreti leggi [iniziativa governativa], leggi regionali, comunitarie e decreti legislativi).
Ovviamente tali norme non possono contenere (ai sensi e per gli effetti dell'art. 4 Disp. sulla legge in generale) "norme contrarie alle disposizioni di legge", in caso contrario i regolamenti stessi (o parte di essi) sono illegittimi.
Onestamente non sono affatto sorpreso della decisione del TNAS tanto era palese la violazione a danno del cittadino di poter tutelare in assoluta autonomia i propri diritti.
Assolutamente vero che la decisione del TNAS non è una legge assoluta ma è un precedente che produce giurisprudenza. Ciò non significa che questa decisione sia immodificabile ma, allo stato dei fatti, l'autorizzazione preventiva è necessaria ma tale necessità NON è fondata (era, peraltro, illogico pensare il contrario).
Credo sia un passo avanti importante e non trovo fondata l'eccezione secondo cui, con una deregolamentazione della materia su base TNAS, ciò provocherà un intasamento degli uffici giudiziari. E' vero il contrario: finora ci sono stati comportamenti violenti e penalmente rilevanti "facilitati" dal fatto che la clausola compromissoria ha spesso bloccato sul nascere azioni penali contro gli autori dei reati (perchè di reati discutiamo). E' mia convinzione personale che, di fronte a processi penali e conseguenti risarcimenti dei danni, la violenza avrà un freno deciso (il concetto è simile a quello applicabile per la violenza negli e fuori dagli stadi: in Inghilterra il problema è stato superato con la forza, in Italia siamo ancora ai DASPO...).
Un passo avanti importante.
Che il regolamento federale e dell'AIA siano da modificare profondamente non è un mistero, prima o poi (magari su obbligo del CONI diretta emanazione dello Stato) bisognerà intervenire, sia sul punto in oggetto sia su altri elementi (come il procedimento disciplinare che, ad oggi, priva di qualunque diritto l'accusato che deve dimostrare la propria innocenza con un'inversione della prova inaccettabile in uno stato di diritto: fondamentalmente oggi l'incolpato è colpevole fino a prova contraria) sia sul punto dell'accesso ai dati personali (per fare un esempio le graduatorie degli insegnanti sono pubbliche così come i risultati degli esami di Stato e sono anch'essi basati sulla valutazione soggettiva).
Ciao