L'allenatore ha reagito con una testata al diciassettenne, dopo essere stato espulso per proteste in campo
LIVORNO - Una testata sul naso e poi minacce all'uscita dal campo e attraverso i compagni di classe. È quanto ha subito tra sabato pomeriggio e lunedì un arbitro giovanissimo della sezione di Livorno, 17 anni. Il ragazzo ha avuto una prognosi di 10 giorni e il padre è stato costretto a «scortarlo» da scuola a casa temendo ulteriori ritorsioni.
La famiglia ha presentato denuncia ai carabinieri. Tutto sarebbe iniziato, ha raccontato il padre ai militari, sabato scorso su un campo di calcio di Bibbona (Livorno) durante una gara del campionato Juniores provinciali tra i padroni di casa e la squadra livornese del Carli. Dopo circa 20 minuti il giovane arbitro ha espulso il tecnico degli ospiti per proteste: quest'ultimo, che avrebbe circa 40 anni, si sarebbe avvicinato al diciassettenne e gli avrebbe sferrato una testata in volto facendolo cadere.
L'arbitro è rimasto disteso per circa due minuti, spiega la famiglia, e uno dei giocatori (che hanno dai 17 ai 20 anni) avrebbe cercato di strattonarlo per costringerlo a rimettersi in piedi, afferrandolo anche per il collo «tanto che mio figlio mi ha detto che quasi non riusciva a respirare» racconta il padre, presente tra il pubblico. L'arbitro alla fine si è ripreso e ha terminato la gara finchè un giocatore della stessa squadra si è avvicinato, gli ha dato la mano e lo ha insultato ed è quindi scattato un secondo cartellino rosso che avrebbe fatto andare fuori di sè i giocatori: «Ti ammazzo - gli avrebbero detto - ti faccio cadere, veniamo davanti a scuola». «Stamani (lunedì mattina, ndr) - racconta il padre - i compagni di scuola di mio figlio hanno riferito le parole di uno dei giocatori, che conoscono: "Guarda, ti vuole picchiare, forse viene già oggi"».
Così il padre ha scortato il figlio da scuola a casa: «E domani (martedì, ndr) ci dovrò tornare - conclude - Mio figlio ha detto che vuole continuare, certo è una storia che gli ha lasciato sicuramente un segno. Arbitra da marzo, ma ha diretto anche partite di categoria superiore. Arbitra anche un altro mio figlio ma non ci era mai accaduta una cosa del genere. Ormai però mi sento più sicuro quando arbitrano le squadre di adulti che non quando hanno a che fare con i ragazzini».
L'allenatore è stato rimosso dall'incarico. Il presidente del Carli, Vincenzo Maruccia, ha allontanato il mister, 40 anni, dalla società revocandogli l'incarico. «Un comportamento inaccettabile - ha detto Maruccia -, in 60 anni queste cose al Carli non sono mai successe». In una riunione il presidente ha parlato con l'allenatore e i giocatori: «Hanno capito ciò che intendevo dire - spiega Maruccia - Lo stesso allenatore era abbattuto, distrutto, ha chiesto scusa. In passato non è mai stato coinvolto in episodi simili». Maruccia domani chiamerà l'Aia, l'associazione degli arbitri, per esprimere la sua vicinanza. Il Carli ha una lunga tradizione nel calcio giovanile locale livornse: ha dato i 'natalì calcistici a campioni come Cristiano e Alessandro Lucarelli. «Qui si può perdere, si può giocare male, si possono subire rigori e fuorigioco sbagliati - ha detto ancora Maruccia -, ma si viene per fare sport, stare insieme, nel giusto confronto, scaricare la tensione dopo lo studio, divertirsi. Questa è l'interpretazione che dà al calcio il Carli». Anche la Figc provinciale di Livorno ha condannato l'episodio: «Lo sport è un passatempo e lo è anche l'arbitraggio - dice il presidente provinciale Roberto Tramonti - Ho già chiamato la sezione Aia di Livorno, ci siamo messi a disposizione per qualsiasi cosa».
fonte: corriere.it

sfortunato ma continua ad andare avanti a testa alta!!
è come se un guardalinee andasse dietro a un arbitro x tirargli la bandierina ...cose da rinchiudere in un manicomio e buttare via la chiave.