Arbitri e religione

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Arbitri e religione

Messaggioda BlueLord il lun dic 12, 2011 9:32 am

Finale della South Asian Football Federation Championship (competizione riservata alle nazionali del sud Asia, all'interno della più vasta AFC).
India - Afghanistan 4-0
Grandi proteste afghane per le decisioni prese (sulle quali non voglio entrare nello specifico) a partire dal rigore che sblocca la gara che potete vedere in video, ma è interessante sottolineare un'altra cosa
L'arbitro infatti, il 28enne Sukhbir Singh (da Singapore, internazionale dal 2009) è di religione Sikh: è costretto a presentarsi in campo con un copricapo, come gli impone la sua dottrina.

Highlights della partita:



Ora, come ho già scritto prima, non entro nello specifico delle decisioni prese, ma al di là di tutto, secondo voi (e questo è un tema estremamente interessante) la FIFA (lui è regolarmente in possesso di badge e a quanto pare finora non gli è stato vietato di indossare il suo copricapo) può permettere agli arbitri di indossare qualcosa da loro impostogli dalla religione?
Forse saranno sempre guardati sotto occhio negativo da chi magari di quella religione non è, però non possiamo certo discuterne la buona fede.


PS per chi volesse saperne di più sul Sikhismo

http://it.wikipedia.org/wiki/Sikhismo
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Re: Arbitri e religione

Messaggioda AssistantRef il lun dic 12, 2011 10:54 am

Questa autorizzazione concessa all’arbitro di Singapore mi pare in contrasto con il comportamento che aveva avuto la FIFA fino ad ora (si parlò di un caso analogo in questa discussione: viewtopic.php?f=5&t=8040, e qui di un caso riguardante una collega canadese di origine iraniana: http://www.proreferee.com/?0GRNKHHP)

E, per analogia, se è vietato ai giocatori indossare qualcosa che vada al di fuori dell’equipaggiamento di base obbligatorio, senza autorizzazione dell’arbitro, e soprattutto insegne di stampo confessionale (qualcuno ricorderà l’ammonizione comminata dal portoghese Proença all’israeliano Schechter dopo un Salisburgo-Hapoel dello scorso anno, come da video: http://www.youtube.com/watch?v=NoRvkx6dRr0) mi sembra illogico che ciò sia consentito ad un arbitro.

Questo ovviamente stante il regolamento attuale. Ma, anche come principio generale, sono orientamenti che mi trovano d’accordo. La religione dovrebbe stare al di fuori dal calcio giocato.
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Re: Arbitri e religione

Messaggioda tony il lun dic 12, 2011 11:56 am

La questione è talmente spinosa che possiamo discuterne finché vogliamo.

Ma veramente non riesco a comprendere perché a quest'arbitro si concede più che quello che alle calciatrici iraniane è stato negato. Non ha proprio senso. FIFA e confederazioni dovrebbero mettersi d'accordo ssu una linea da seguire. Quella che si vuole, ma con un po' di coerenza.
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Re: Arbitri e religione

Messaggioda BlueLord il lun dic 12, 2011 1:24 pm

AssistantRef ha scritto:Questo ovviamente stante il regolamento attuale. Ma, anche come principio generale, sono orientamenti che mi trovano d’accordo. La religione dovrebbe stare al di fuori dal calcio giocato.

Sono d'accordo in linea massima con te caro Assistant, però concorderai che la questione +è spinosa. Dobbiamo ammettere che esistono svariate confessioni e religioni molto diverse una dall'altra. Se alcune sembrano essere meno "restrittive", altre invece lo sono eccome. Allora cosa deve fare chi professa quella religione, ma allo stesso tempo vuole fare (ovviamente in questo caso l'esempio diventa stupido ma è per capire) l'arbitro di calcio? Deve per forza privarsi di ciò a cui si sente di appartenere, per poter espletare le sue funzioni in campo?
Ripeto, il discorso è veramente difficile, come lo si affronta, sicuramente si va a scontentare qualcuno.
A questo punto le religioni diventano un ostacolo per le persone che le professano, e questo, a qualsiasi confessione si appartenga, secondo me non deve mai essere possibile.
È comunque certo (e qui concordo) come la FIFA dovrebbe rivedere qualcosa: se vieta ai calciatori qualsiasi accessorio pertinente la religione, e poi fa tranquillamente dirigere partite ad arbitri così "addobbati", beh, allora mi sa che c'è qualcosa di sbagliato. Le regole valgono per tutti o per nessuno, comunque è semplice pensare che, trattandosi di confederazioni minori, la FIFA neanche sappia che questo arbitro scende in campo così, altrimenti non vedo il motivo per cui non gli dica nulla. Sto sbagliando?
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Re: Arbitri e religione

Messaggioda nino85 il lun dic 12, 2011 2:23 pm

ho letto qualcuno che dice che dice che la questione è spinosa.....la questione non è per nulla spinosa!
la FIFA ha peccato semplicemente di coerenza!
la religione deve rimanere fuori dal terreno di gioco,
a maggior ragione deve essere tenuta fuori da colui il quale deve dirigere una gara
anche perchè potenzialmente l'arbitro è sempre tacciabile di parzialità

non credo che la FIFA non avesse un'altro arbitro a disposizione per la gara in questione,
ha voluto quell'arbitro...l'arbitro contraddistinto da un fanatismo religioso vistosissimo,
ammettendo una deroga a quel regolamento da loro stessi varato.
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Re: Arbitri e religione

Messaggioda AssistantRef il lun dic 12, 2011 2:24 pm

Aldilà dell'incoerenza da parte della Fifa, il discorso è sicuramente complesso. Il mio giudizio lapidario di prima sintetizza il ragionamento che ho fatto a monte, sui principi generali: la religione è una parte fondamentale della vita di una comunità e lo Stato fa bene non solo a renderne possibile il culto ma anche a tutelare chi lo pratica. Presupposto, non sempre rispettato, è che tutte le religioni dovrebbero essere trattate con pari dignità.
Detto questo, due aspetti: l’esperienza di questi anni mi ha portato a pensare che le competizioni sportive, che è inevitabile dividono, e le ostentazioni religiose debbano rimanere distinte. La religione, infatti, storicamente e negli ultimi decenni con tutta evidenza, si è spesso sposata alla politica, e quindi contrapposizioni religiose sono andate di pari passo a contrapposizioni politiche (cristiani/musulmani, ebrei/musulmani, musulmani sciiti/musulmani sunniti; indù/musulmani): ammettendo che le insegne confessionali entrino su un campo da calcio, si aprirebbe la strada, paradossalmente, all’ingresso anche della politica, e di tutte le contrapposizioni connesse. Lo sport porta sì alla competizione, ma solo sulla base di principi di lealtà; la fede religiosa, per sua stessa definizione, può in certi casi sconfinare il livello.
Mi rendo ovviamente conto che un devoto seguace di una religione, con dei precetti comportamentali vincolanti, verrebbe danneggiato dall’applicazione di una regola rigida che vieta qualsiasi ostentazione. E’ uno scotto che credo vada pagato: la soluzione contraria, del resto, non potrebbe conoscere eccezioni, e quindi potremmo trovarci di fronte alle richieste più variegate da parte di arbitri e atleti (per esempio i sikh debbono portare con sé anche il pugnale kirpan, che immagino l’arbitro di Singapore non avesse, e mi chiedo a quel punto se la rinuncia ad un simbolo non potesse essere accompagnata anche alla rinuncia al turbante). Oppure, e mi aggancio alla vicenda del velocista inglese Liddell, immortalata dal film Momenti di Gloria, o del triplista Edwards, un fervente cristiano potrebbe pretendere di non gareggiare alla domenica, giorno santificato al Signore, e se gli si rispondesse negativamente potrebbe dichiararsi anche lui danneggiato A quel punto, meglio dire di no a tutti che dire di sì solo ad alcuni sulla base di chissà quale scelta discrezionale.
La soluzione di compromesso potrebbe trovarla il devoto stesso con la propria fede (il triplista Edwards, alla lunga, si adattò e cominciò a stabilire primati del mondo e a vincere ori olimpici e mondiali), anziché pretendere che l’istituzione sportiva, che non è quella statale, lo trovi.
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Re: Arbitri e religione

Messaggioda tony il lun dic 12, 2011 3:46 pm

nino85 ha scritto:ho letto qualcuno che dice che dice che la questione è spinosa.....la questione non è per nulla spinosa!
la FIFA ha peccato semplicemente di coerenza!
la religione deve rimanere fuori dal terreno di gioco,
a maggior ragione deve essere tenuta fuori da colui il quale deve dirigere una gara
anche perchè potenzialmente l'arbitro è sempre tacciabile di parzialità

non credo che la FIFA non avesse un'altro arbitro a disposizione per la gara in questione,
ha voluto quell'arbitro...l'arbitro contraddistinto da un fanatismo religioso vistosissimo,
ammettendo una deroga a quel regolamento da loro stessi varato.
Caro nino, se ho detto che la questione è spinosa, non è perché le regole del gioco siano poco chiare, ma perché se da un lato è necessario normare le manifestazioni di appartenenza politica, ideologica e anche religiosa che possono diventare anche sgradevoli o fuori luogo (v. messaggio precedente di Assistant), dall'altra parte, la loro applicazione può diventare causa di situazioni altretanto spiacevoli e ai limiti dell'assurdo, come obbligare una persona a scegliere tra i precetti religiosi nel quale si identifica e il poter giocare a calcio.
Il fatto che ci siano richieste più assurde di altre impone che chi di dovere dia delle linee guida o faccia comunque delle riflessioni (turbante magari sì, pugnale kirpan anche no). Oppure si decida una volta per tutte di vietare qualsiasi cosa non conforme nell'equipaggiamento base, ivi comprese calzemaglie, cappelli, magari quei berretti alla Ronaldinho, che ormai sono delle autentiche carnevalate.
Altrimenti in tanti paesi, per dirne una, si può eliminare seduta stante il movimento calcistico femminile e di questo non si può non tenere conto in qualche modo.

Adesso il discorso sembra almeno un po' spinoso?
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Re: Arbitri e religione

Messaggioda M1313 il lun dic 12, 2011 3:53 pm

Se la questione è difficile, lo è solo da un punto di vista.

Noi, infatti, non possiamo stabilire a priori se sia corretto o meno esprimere la propria confessione religiosa, in forme chiaramente non eccessive, su un campo da calcio; e non perché sia difficile, ma semplicemente perché è una decisione che non ci compete. Senza contare che, essendo un argomento molto personale, come la religione per l'appunto, ci saranno sempre contrasti e non possono esistere prove definitive o ragionamenti concreti che possano far sì che una tesi prevalga sull'altra. Nondimeno, se il fatto sembra strano, è solo per un motivo... ovvero quello, già citato, della mancanza di coerenza. Per questo sono sostanzialmente d'accordo con tony: possiamo discutere quanto vogliamo dell'aspetto religioso e del suo rapporto con il calcio, ma come ho già anche espresso, non caveremo un ragno dal buco. Ciò che bisogna comprendere, invece... è quale linea stia adottando effettivamente la FIFA, e chiedersi il perché della differenza fra arbitri e calciatori.

Ricordo anche io, infatti, il caso delle iraniane sconfitte a tavolino perché volevano giocare con il velo; però, adesso a quest'arbitro è stato concesso di dirigere con un cappello. Ora, è probabile (non posso certamente sapere il perché delle loro scelte) che la FIFA abbia acconsentito a ciò seguendo il principio che già tempo addietro espressi in questo topic: ovvero, un abbigliamento aggiuntivo rispetto a quello di base è negato ai calciatori perché, per assurdo (ma non è poi così improbabile o difficile), potrebbero trarne vantaggio durante il gioco, o comunque essere d'ostacolo per loro stessi o per gli altri calciatori (posto che l'oggetto di per sé non sia pericoloso, nel qual caso, religione o meno, andrebbe tolto per ovvie ragioni). Ma per un arbitro, seguendo questa logica che vista sotto un certo aspetto non è sbagliata, ciò è ininfluente, perché non può dargli alcun vantaggio (che vantaggio potrebbe dargli, visto che l'arbitro deve solo dirigere la gara?), e non si può parlare di "ostacolo" ai calciatori, perché essendo l'arbitro neutro, tanto ne sarebbero affetti — che poi, nella misura in cui un arbitro possa influire così tanto sul gioco... — gli uni quanto gli altri, in entrambe le squadre.

Adesso... questo non è un principio di verità, ma semplicemente vedo i fatti e cerco di darne una spiegazione logica: perché ritengo altamente improbabile che la FIFA pecchi di incoerenza senza una motivazione o comunque una ratio per la quale agisce; e non dico nemmeno di condividere appieno una tale logica, perché, per quanto possa funzionare, non mi torna — e non mi va — che un religioso calciatore debba tradire la propria fede, mentre un religioso arbitro possa scamparla. Per cui... giudizio non ne posso dare. Ma due cose posso dirle:
- La prima è che spero in una chiarificazione, non dico con un'apposita postilla in qualche Regolamento, ma almeno con una spiegazione che provenga da qualcuno di autorevole;
- E secondo, non indifferente, tenuto conto che sempre di fede si tratta, ovvero di qualcosa del tutto esterno al calcio... se si decide per una soluzione, che sia uguale per arbitri e calciatori, sia che si permetta, sia che si vieti. Perché fuori dal campo non c'è differenza fra arbitro e giocatore... e un credente non può dover o non dover rinunciare alla propria espressione soltanto per il proprio status sul campo.

Almeno, la vedo così :)
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Re: Arbitri e religione

Messaggioda il_vezza il lun dic 12, 2011 4:00 pm

:offtopic M1313, ma quando sei diventato utente senior? Ieri sera il tuo nick, se non erro, era ancora "verde"..
Gli Admin si sono dimenticati di rendere Senior anche me :cry: :cry: :cry: :cry: :offtopic
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Re: Arbitri e religione

Messaggioda BlueLord il lun dic 12, 2011 4:19 pm

M1313 ha meritato ampiamente sul campo questa promozione, con le sue grandissime direzioni (leggasi interventi) in ogni partita (leggasi discussione).

Faccio il paragone scherzoso, ma sono serio, un utente veramente da encomiare, M1313.
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