debbo dire che si tratta di una discussione molto interesante e articolata; ed è difficile non trovare in ogni intervento dei motivi plausibili per vederne delle giuste ragioni. Io personalmente credo che l'attuale sistema non sia sbagliato, in linea di principio, ma necessiti qualche correttivo. Probabilmente l'introduzione del voto palese, avrebbe maggiori aspetti di trasparenza. Ma allo stesso tempo, il voto segreto "libera" l'elettore da pressioni che innegabilmente potrebbero venirgli da orientamenti regionali. Perchè al presidente Nazionale deve interessare chi lo ha votato? E' stato votato e da un minuto dopo diviene il Presidente di tutti (amici e nemici). Interessanti , come di consueto (mi verrebbe da dire) le considerazioni di Assref. Tuttavia la richiesta palese di "schieramento" la vedo eccesiva;spesso i convincimenti si fanno, legittimamente, all'ultimo momento; il 6 marzo del 2009 diversi elettori, decisero all'ultimo minuto (certo , mi aspetto che mi si dica , per pressioni, per regalie, pre promesse di posti dell'ultimo secondo, ok ci potrebbe anche stare, ma non è stato, per diversi, così, molti erano gli indecisi, persone libere, etichettarle come "mercanti di posti", sarebbe fargli un grande torto); il fatto di "delegare" qualcuno a fare qualcosa, nello specifico a votare a nome della Sezione per un Presidente Nazionale, è un atto di fiducia. Io mi fido del mio Presidente che eleggo e penso che sappia scegliere per il meglio. E' il principio della Delega. Il Presidente (ed il/i Delegati) rappresentano noi stessi nel momento in cui scrivono il nome (o schiacciano il pulsante come l'ultima volta). Io credo che affidare la Presidenza della Sezione, che è il nucleo fondante della nostra Associazione, direi la "vera famiglia", dove si formano gli arbitri, tecnicamente ed eticamente, sia una grande responsabilità di ogni singolo arbitro di quella Sezione. Se io voto un Presidente, vuol dire che mi fido di lui. Se questo Presidente è in grado di condurre la mia Sezione, per le sue doti, le sue qualità, le sua caratteristiche, sarà ingrado di eleggere il miglior Presidente nazionale. Lo delego, mi affido, mi rappresenta come se fossi lì.
Se poi vogliamo ragionare sulle storture che vediamo, sulle cordate, sulle alleanze (più o meno sante), sui tradimenti, sulle promesse fatte e non mantenute, sulle illusioni e disillusioni, ok, ci sto. Ma qui dovremmo più sinceramente ragionare sulla natura dell'uomo, italico, ovviamente, ma non solo. la competizione, stimola a volte e purtroppo gli istinti più bassi, evidenziando le miserie della natura umana. E comunque anche con una base elettorale più ampia, tutto ciò non scomparirebbe. sarebbe forse più complessa da gestire, ma resterebbe, come molto bene spiegato in un intervento precedente.
Dovremmo recuperare un senso etico diverso, o forse nuovo, un atteggiamento non di contrasto ma di collaborazione e comunanza....discorsi già fatti, peraltro.

