da Luca Marelli il dom mar 11, 2012 1:14 pm
Il Sole 24 ore, evidentemente, ha chiesto un rendiconto in merito ai guadagni di un arbitro di vertice ad un giornalista che non ne sa nulla o quasi della categoria.
Partiamo da un presupposto: le cifre indicate sono lorde e l'aliquota che paga ogni singolo arbitro è del 43%, oltre al fatto che nella cifra è inclusa anche il rimborso delle spese "vive". Pertanto affermare che un arbitro arrivi a guadagnare 250mila euro all'anno netti significherebbe un compenso lordo di 450mila euro circa: follia. Collina arrivava a guadagnare anche un milione all'anno ma aveva una decina di sponsor (di alcuni non si sapeva nulla ufficialmente, come ad esempio di una bevanda croata).
Gli stipendi fissi (di questo si tratta) variano da arbitro ad arbitro in base a due parametri fondamentali: numero di gare dirette in A e ruolo (internazionale e non). La spiegazione di tale differenza verrebbe spiegata (se esistesse un minimo di trasparenza) in tal modo: un arbitro internazionale deve guadagnare di più dato che (con molteplici impegni) non ha forzatamente tempo di lavorare. Da quanto mi risulta alla CAN non lavora nessuno (o, perlomeno, nessuno ha un'occupazione nel senso comune del termine), alla CAN B qualcuno riesce a tenere in piedi (con fatica) qualche attività indipendente ma è complesso dato che, tra turni infrasettimanali, coppe, recuperi, amichevoli ufficiali (ce ne sono molte più di quante non si pensi) e raduni vengono occupati in media 3 giorni a settimana. Oltre a ciò si pensi agli allenamenti che, solitamente, sono "consigliati" nella fascia oraria dalle 13 alle 15. Per dare dei parametri: per il fisso si passa dai 30000 (lordi, fatturati da ogni arbitro che sono obbligati ad avere una partita IVA) dei primi anni fino ai 90000 degli internazionali.
Le diarie. Le gare di serie A e serie B hanno diarie differenti MA TUTTE LE GARE DELLA MEDESIMA CATEGORIA VENGONO PAGATE IN MODO IDENTICO. Perciò qualsiasi gara di A ha la stessa diaria, che sia Milan-Juventus o Novara-Lecce. E non potrebbe essere altrimenti: in quale altro modo si potrebbe identificare una gara che merita un gettone superiore ed uno inferiore? Come andrebbe liquidato un Palermo-Roma, gara di centro classifica ma con due squadre "impegnative"?
Coppa Italia. In questa competizione è stata inserita una differenziazione da Collina. Prima della mini-riforma tutte le gare (dal primo turno fino alla finale) erano pagate con lo stesso gettone (circa mille euro), dopo la riforma è stato inserito un aumento del gettone a partire dai quarti (tutti uguali, ovviamente) fino ad arrivare alla finale che ha un gettone pari a quello di una qualsiasi gara di A.
Ma attenzione: tutti gettoni di presenza sono al lordo e le gare vengono pagate con "busta paga" mensile con trattenute alle fonte. Oltre a ciò, al momento della dichiarazione dei redditi, tutti gli arbitri si trovano nella condizione di dover pagare la differenza tra le tasse già pagate e l'aliquota sul totale (è complesso da spiegare in breve).
Oltre a ciò ci sono casi come il mio che, oltre a pagare il 43% di tasse, dovevo (come oggi) adempiere ai miei doveri di "categoria", vale a dire iscrizione all'ordine degli avvocati e pagamento della Cassa Forense (in base al reddito generato, costo variabile).
Riflessione personale. Gli arbitri di vertice guadagnano poco in relazione a ciò che devono dare. Ricordate sempre che il contratto è di un anno, NON comprende contributi per la pensione (che sono riscattabili solo successivamente) e non consente di avere un lavoro "normale". La maggior parte dei ragazzi della CAN (sia A che B) non lavora o lavora molto saltuariamente (volenti o nolenti è così), non è raro che ci siano colleghi dismessi che, a 40 anni, si trovano nella condizione di inserirsi nel mondo del lavoro (non si vive di rendita, per vivere di rendita si dovrebbero guadagnare le cifre dei giocatori di A) ed a 40 anni NON è affatto facile. Certo non si guadagna poco in termini assoluti, in termini relativi (cioè rapportato al fatturato complessivo dei campionati di A e B) i compensi sono irrisori. Ma non dimentichiamo un aspetto: molti giocatori del Chievo guadagnano come un arbitro top della categoria. La differenza è che un arbitro arriva alla CAN a 30 anni (quando è un fenomeno o ritenuto tale), rischia di rimanere 4/5 anni (in media) e quando finisce deve reinserirsi nel mondo del lavoro (non facile); un calciatore, arrivato al primo contratto da professionista a 18 anni, può trovarsi con il contratto non rinnovato a 25 ma con la possibilità di scegliere altre 1000 destinazioni, nella stessa categoria, scendendo di categoria, andando all'estero ecc. Insomma, una bella differenza, oltre al fatto che i contratti degli arbitri sono TUTTI a scadenza annuale (dal 1 luglio al 30 giugno dell'anno successivo).
Ciao