da Observer il ven giu 08, 2012 9:11 am
ragazzi ... una delle scene che più mi devastò negli ultimi anni fu quella di un ragazzo, un giovane collega di quelli un po' matto e "testa calda" ... bravo in campo ... ma completamente sregolato nella vita. Insomma ... un tipo vivo ... vispo ... a cui non gliela racconti ... di quelli che è una gioia gestire all'OTS ... infatti lo stimo molto!
un giorno venne, era poco più che maggiorenne, strizzato di paura per via di una juniores provinciale dove a 3 minuti dal termine, i genitori invasero il campo per via di un insulto a sfondo razziale rivolto a un calciatore di colore.
Non ebbe nemmeno il tempo di assumere provvedimenti disciplinari, tutto avvenne in un secondo: schiaffoni in tribuna tra padri e madri. Rete di recinzione non in perfetto stato, il primo padre si inerpica su un pilone dei riflettori e invade il campo per menare un calciatore.
Intervengono i dirigenti e si mettono a far casino anche loro. I calciatori mega zuffa. Si aprono i cancelli a questo punto e gli altri genitori partecipano alla gazzarra.
Il ragazzo a questo punto osserva da lontano, non interviene, e decreta la fine dopo averne ritenuti espulsi un numero congruo e sufficiente.
Quel casino infame, lo fermò la volante dei CC ...
Non vi dico il casino a redigere il referto.
Non chiedetemi come andò a finire (squalifiche, pene accessorie) ... non lo so sinceramente e non me me interesso mai!
Quel che voglio dire è che, viviamo in un mondo dove i genitori sfogano le loro frustrazioni di campioni mancati sui figli. Dove un mio collega mi venne a chiedere una volta: mio figlio diverrà un giovanissimi nazionale del Milan ... lo hanno preso ... dici che devo trovargli un Agente ?????
Siamo a questi livelli, i loro figli sono tutti dei giovani Garrincha ... gli insulti al direttore di gara sono del tutto normali. Quegli insulti all'Arbitro ... sono gli insulti che non possono dire al capufficio, alla mamma, alla moglie.
C'è una frustrazione in giro ... che fa paura!
Bisogna cambiare tutto, affinché nulla cambi!
(Giuseppe Tomasi di Lampedusa)