AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Tutto ciò che fa discutere sul mondo arbitrale

Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda Alessandro il mer lug 11, 2012 12:45 pm

quartouomo ha scritto:Onestamente non ci leggo un divieto assoluto nella sospensione dall'attività tecnica per gli afq con incarichi, ma forse sbaglierò io.
Comunque vedremo come andrà a finire.


Regolamento AIA, art 47

(...)
9. Gli arbitri fuori quadro che ricoprono incarichi direttivi elettivi e di nomina non in ruoli tecnici sono automaticamente sospesi dall’attività tecnica. Qualora la durata del loro incarico risulti superiore a quattro stagioni sportive sono obbligati a partecipare ed a superare un corso di aggiornamento prima di riprendere le funzioni di Osservatore Arbitrale.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda marblearch il mer lug 11, 2012 1:00 pm

Alessandro ha scritto:Ammesso e non concesso che questo torneo sia stato autorizzato, dovrebbero comparire delle designazioni su sinfonia, giusto?
Quindi il presidente si sarebbe autodesignato??


Quartouomo ha ragione; mi pare che stai precorrendo i tempi. A parte che sinfonia non c'entra nulla, a parte che questa non sarebbe un'attività tecnica, qualora in quelle serate si fossero raccolti fondi da destinare, che so, ad un Ospedale nel Burkina Faso, l'attività ci stava senza che il regolamento fosse violentato. Io direi che attendere gli eventi sia più che legittimo.
Poi se si dovesse accertare che invece il collega ha arbitrato una gara fuori dall'egida FIGC, senza alcun "scopo sociale" chiarmente definito e tanto più ne avesse tratto un giovamento economico, ovviamente andrebbe incontro a una giusta sanzione disciplinare.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda divisarossa il mer lug 11, 2012 2:11 pm

Alessandro ha scritto:Eh no caro divisarossa, non ce la si può cavare così.
Ogni volta che c'è qualcosa che non va (non solo nell'aia,ma se fate caso anche in politica) si dice "eh ma il problema è un altro..."
I problemi sono questi E sono anche altri. Ma sono tutti problemi da risolvere

Dai fatti emersi dall'articolo scritto da Giacomini(che immagino abbia fonti ben attendibili per fornire dati così circonstanziati),qui abbiamo un presidente di sezione che ha diretto per 7 serate su 8 un torneo di calcio a 5 non ufficiale con squadre amotoriali.
Questo presidente avrebbe inoltre percepito un compenso di 350 euro totali (50 a serata)
Ma nessuno vede niente di male in questo? Io penso che sia molto grave! Il presidente dovrebbe dare il buon esempio, far rispettare le regole, e invece è il primo ad infrangerle.
Un presidente di sezione, come dice il regolamento dell'aia, non può dirigere gare!
Il presidente, non appena entra in carica, passa fuori quadro quindi non può fare l'arbitro effettivo.
Ma secondo voi è normale che un presidente vada a dirigere tutte le gare di un torneo? Possibile che non ci siano altri arbitri disponibili? Non è credibile dai!


io discuto il significato di quella norma.
Se sono 5 persone contro 5 persone ma non sono 2 società affiliate a nessuna associazione/federazione, secondo me non si può neanche definire partita.

allora quando la squadra di calcio della sezione gioca contro una rappresentativa di amici, o una squadra amatoriale, per provare la formazione x i vari tornei? sicuramente qualcuno arbitrerà e magari x il disturbo gli offrono la cena. quindi questo sta facendo una gara non autorizzata?

la leggerezza è, secondo me, mettersi una divisa che in quel contesto non significa niente.

detto questo....in italia ci son migliaia di arbitri che fanno questo, e una manciata sola viene deferita, proprio perchè è difficile da dimostrare che siano tornei e che la persona stia arbitrando...
è sempre la parola di uno contro quella dell'altro...e le foto, secondo me, lasciano il tempo che trovano.... dimostrano tutto e il contrario di tutto...

ma questo è un mio pensiero, ribadisco, in generale. se tutti questi tornei, o simil tali, potessero avere un arbitro effettivamente con l'autorizzazione, ne guadagnerebbe di credibilità tutto l'ambiente arbitrale, si ridurrebbero al minimo i casini...

perchè se, come ho sempre fatto io in tanti anni, spieghi ad un dirigente della squadra locale, o a chi organizza un torneo della parrocchia, che non ci puoi andare perchè ci vuole una autorizzazione che ovviamente non ti danno, non capisce il perchè e sfotte la federazione...

è come dire che 2+2 non può fare 4.... che equivale a dire: ci sono 2 "squadre" e c'è un arbitro.... ma non si può giocare...

allora io federazione inizierei col fare una cosa: denunciare chi va in giro ad arbitrare tornei non ufficiali indossando le divise aia e non essendo tesserato. Perchè? presto spiegato: danno di immagine.

Esercizio abusivo di "professione" si potrebbe chiamare..

-- mer lug 11, 2012 1:13 pm --

Alessandro ha scritto:Quartouomo la regola infranta non è l'arbitrare senza autorizzazione, ma arbitrare essendo presidente di sezione. Il regolamento lo vieta


se la gara fosse "x scopi sociali" credo che anche Nicchi (se avesse meno di 50 anni e il certificato medico agonistico) potrebbe arbitrare...

l'attività tecnica è un'altra cosa. una gara x scopi sociali non viene neanche caricata in sinfonia
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda arbitrello2 il mer lug 11, 2012 2:17 pm

se la gara fosse "per scopi sociali" credo che anche Nicchi (se avesse meno di 50 anni e il certificato medico agonistico) potrebbe arbitrare...


anche ne avesse 70, credimi...
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda gtrs il mer lug 11, 2012 2:22 pm

si ma ricordo a tutti che colleghi in passato hanno avuto seri problemi per aver diretto gare non autorizzate.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda Alessandro il mer lug 11, 2012 2:32 pm

Le divise dell'aia sono in vendita e acquistabili da chiunque. Non puoi impedire di indossarle.
E' come se il milan denunciasse un ragazzino perchè gioca a pallone con la maglia di Ibrahimovic. Non ti sembra di esagerare adesso?

Limitiamoci a parlare dei tesserati aia e non sviamo dall'argomento.
il regolamento dell'aia dice che agli arbitri è fatto divieto di di dirigere o fungere da assistente arbitrale in gare che non rientrano nell’attività calcistica organizzata o autorizzata dalla FIGC, salva espressa deroga concessa dal Presidente di Sezione
per soli scopi sociali;

Una partita 5 contro 5, è una gara a tutti gli effetti, e non importa se i giocatori sono affiliati a una società o meno. Tu non puoi arbitrarli, punto.
Il fatto che in Italia ci siano,come dici tu, migliaia di arbitri che lo fanno non è assolutamente una giustificazione.
Allora mettiamoci tutti a rubare, tanto ci sono migliaia di persone in Italia che rubano! Ma che discorsi sono? Da quando si può giustificare un reato col fatto che lo commettono in molti?
Questo presidente è stato beccato a fare ciò che non poteva fare. Mi sembra chiaro. Di scopi sociali in un Palio di un paese io non ne ho mai sentito parlare, e dubito che questo faccia eccezione. Ma ci si può sempre informare.
Se ha sbagliato pagherà, nelle dovute proporzioni.
Non ha ucciso nessuno, e nessuno qui vuole che sia radiato dall'aia. Però se ha commesso un errore deve pagare. Le foto dimostrano che le partite le ha fatte, su questo non ci sono dubbi. Ora vediamo gli sviluppi
L'importante è che l'aia non faccia finta di niente su questa storia
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda Indetoropater il mer lug 11, 2012 2:36 pm

Non capisco: Alessandro è convinto che il Presidente della Sezione Lomellina non sia stato autorizzato dal suo Presidente di Sezione...cioè lui stesso.
Credo proprio che questo caso sia proprio una bolla di sapone.
Per come la vedo io e molti altri utenti, Il Presidente della Sezione lomellina, prima di dirigere l'incontro, ha chiesto al suo Presidente di Sezione e quest'ultimo lo ha senza dubbio autorizzato.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda Alessandro il mer lug 11, 2012 2:48 pm

Come ho già detto prima, un presidente di sezione, essendo un arbitro fuori quadro con incarichi elettivi, non può dirigere gare. Avrebbe dovuto, al massimo, designare qualcuno dei suoi arbitri.
Il fatto che abbia diretto lui tutte le gare in quasi tutte le serate, a me sembra molto sospetto.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda arbitrello2 il mer lug 11, 2012 2:57 pm

Come ho già detto prima, un presidente di sezione, essendo un arbitro fuori quadro con incarichi elettivi, non può dirigere gare. Avrebbe dovuto, al massimo, designare qualcuno dei suoi arbitri.
Il fatto che abbia diretto lui tutte le gare in quasi tutte le serate, a me sembra molto sospetto.


no, non può svolgere attività tecnica, ossia dirigere gare, per conto della FIGC. Gare per scopi sociali, non essendo sotto l'egidia della FIGC, uno le arbitra fuori l'egidia dell'AIA, percui deve soltanto essere autorizzato dal presidente di sezione indifferentemente dall'incarico che uno ricopre e dall'età.
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Re: AIA, quando le regole non sono uguali per tutti

Messaggioda Alessandro il mer lug 11, 2012 3:00 pm

Arbitrello, il regoalmento non fa questo distinguo. Mi autoquoto:
Regolamento AIA, art 47

(...)
9. Gli arbitri fuori quadro che ricoprono incarichi direttivi elettivi e di nomina non in ruoli tecnici sono automaticamente sospesi dall’attività tecnica.(...).


Si parla di attività tecnica. Dirigere una gara, di qualunque tipo, secondo me è attività tecnica.
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