da AssistantRef il dom ott 21, 2012 8:44 pm
Gadamer, le precauzioni che citi giustamente (preservare il regolare svolgimento delle gare e disinnescare le bombe mediatiche) sono state prese ogni qualvolta (parlo di Calciopoli) la giustizia penale avesse mosso accuse non ancora vagliate dalla giustizia sportiva (emblematici i casi di Paparesta, Bertini e Pieri jr quando ancora erano attività, con la sospensione che arrivò non al momento delle richieste dei PM, ma dal momento della notifica di fine indagine, oppure, per eventi non collegati a Calciopoli, c'è il caso di un assistente CAN A che è rimasto fermo un anno e mezzo in attesa che si chiudesse, senza esito, un procedimento ordinario che lo riguardava). Ma quando la giustizia sportiva ha già finito il suo ciclo prosciogliendo quegli associati e la giustizia ordinaria li coinvolge nuovamente individuando, per le stesse fattispecie già vagliate, delle ipotesi di reato credo che sia in un qualche modo coerente e giustificabile che, anche per via del principio dell'autonomia degli ordinamenti, non ci si faccia condizionare in attesa delle sentenze (ovvio che se arriva una condanna, seppur non definitiva, come mi sembra prescriva il regolamento, la sospensione deve intervenire, come è intervenuta nel caso di Dondarini per il quale tutti noi tifiamo per l'assoluzione).
E' un percorso stretto, ma se infilato senza deviazioni ad personam, ha un suo senso (fermo restando che se finissi un giorno sotto processo, personalmente, mi asterrei io stesso).