A mio parere l'AIA è (ahime') lo specchio della nostra societa', i figli di papa' partono indiscutibilmente avvantaggiati, cerchiamo di essere obiettivi senza tirare fuori stupidaggini tipo volpe/uva; a titolo esemplificativo ricordo un caso di un OA che ne visiono' uno in cand con il padre (e relativo codazzo di amici) al seguito in tribuna, il voto non fu brillante ma alla fine dell'anno il ragazzo ando' su e l'OA ando' a casa (preciso, e cortesemente datemi un attimino di credito, che l'OA era uno che la materia la conosceva ed assai bene).
E' altrettanto vero che, come dicono Ale e Doraemon, l'avere un familiare preparato in materia che ti segue ogni domenica favorisce per il giovane arbitro una maturazione tecnico/comportamentale molto piu' veloce rispetto a quanti l'OA, tipo nel cra, se lo ritrovano una volta al mese.
Riassumendo, conta l'avere -o il non avere- un padre famoso per fare strada come Arbitro ? Secondo me si, nell'Aia come nei contesti di vita quotidiani, ma sono convinto che arrivato alle CAN conti la qualita', se ne sei sprovvisto vai a casa; magari il nome ti puo' servire per (Lanciano docet) un bonus che altri non si possono permettere.
Io non so se Pairetto jr sia bravo o meno, dopo tutto quanto ho letto in passato sono curioso di vederlo all'opera.