Stavo per scriverlo io, observer.
In campo si mena, si danno e si ricevono, dicono i calciatori. Poi finisce con una stretta di mano.
Ma capita anche che scappi (o forse non scappa?) qualche parolaccia. Zero insulti, zero discriminazioni, ci mancherebbe. Ma chi pensa che gli arbitri di serie A, B. Pro siano dei santi... beh, si sbaglia di grosso. A volte (non sempre, ovviamente: la capacità di capire i momenti differenzia un buon arbitro da un grande arbitro) un bel "piantala di rompermi i cogl..." ha più "presa" su un giocatore di un cartellino giallo.
Direte: mai visto un arbitro di A utilizzare termini volgari con un calciatore. Eh beh, mica son fessi.
Sanno benissimo che loro saranno inquadrati in circostanze particolari mentre il'attenzione dei media è su calciatori ed allenatori, sanno perfettamente quando parlare e come parlare. Non diranno mai nulla di volgare in occasione di un'ammonizione perchè sanno perfettamente che in quel momento avranno una telecamera puntata addosso. Ma, magari, correndo verso il centrocampo, con la telecamera sul portiere in procinto di effettuare la rimessa dal fondo, ci si avvicina al rompipalle di turno e gli si dicono due paroline non proprio oxfordiane.
Propendo per la tesi di observer, il calciatore ha frainteso una frase e Iuliano si è lasciato andare ad una reazione esagerata.
Lorenzo non è mai stato il tipo di persona che possa lasciarsi andare a certe discriminazioni. Ed ancor meno posso crederlo in questo momento, felice sia a livello arbitrale (lo considero certo della promozione se non perde concentrazione e sicurezza in sé) che, soprattutto, a livello personale. E chi lo conosce sa a cosa mi riferisco
