da gtrs il mar feb 18, 2014 12:33 pm
Sicuro la collega ha rispettato la prassi chiedendo l'autorizzazione, ma ciò che voglio far capire/ e voglio riflettere anche io è il pensiero che non si può andare avanti ad autorizzazioni ad personam, e credo che ci vuole una norma che valga per tutti e tratti tutti allo stesso modo, solo così si ottiene uniformità ed equità. Solo le deroghe/eccezioni/autorizzazioni ad personam creano favoritismi/distinzioni/razzismo/favoritismi.
La religione per alcuni influenza fortemente la vita, per altri la Bibbia non è altro che un bel un romanzo di fantascienza. Però l AIA deve scegliere ( o già l ha fatto) una divisa e tutti dobbiamo uniformarci, la religione va oltre lo sport, non centra niente e nulla deve centrarci.
Sarò estremista, limitato, per nulla elastico....ma io faccio un discorso ON/OFF. Se gli addizionali ottengono la deroga ad indossare la calzemaglia, perchè in trentino ( parlo sempre per il c5) o Piemonte, dove si arbitra anche all esterno e in montagna, deve esser vietata ( parlo anche di calciatori)? Occorre trovare una linea d abbigliamento comune che vada bene ( per AE, AA..calciatori) che sia uniforme dai giovanissimi/esordienti alla serie A.
Viviamo in uno stato laico, tutti siamo uguali ( in teoria) davanti la legge.....allora per quale motivo concedere "trattamenti particolari" per alcuni? Di religioni ne esistono a tonnellate, e se ci fosse una religione che impone di arbitrare a petto nudo che facciamo gli permettiamo di andare in campo così e magari con il simbolo con le 4 stelle tatuato? ( e cavoli suoi se vinciamo un altro mondiale)
Ok accettare le differenze, ma se arriva un collega che per fede deve fare la preghiera alle 5 del pomeriggio per forza, che facciamo gli concediamo di fermare la gara ,mettere un tappeto a terra e farsi la sua preghiera?
Occorre scegliere secondo me se la religione può scendere in campo con l arbitro ( e allora a tutti si concede di indossare simboli/ abbigliamento religioso) o restare nello spogliatoio.
Apro un'altra ala di riflessione: ci sono dei colleghi che sono dei preti, e se uno decide di esser francescano, che facciamo gli concediamo l autorizzazione di scender in campo col saio?