Arbitra con il velo, la novità di Chahida

Tutto ciò che fa discutere sul mondo arbitrale

Re: Arbitra con il velo, la novità di Chahida

Messaggioda onlyReferee il mar feb 18, 2014 10:34 am

Premesso il fatto che se è stata autorizzata da Roma all'uso di tale abbigliamento allora ha il diritto di scendere in campo così io personalmente la penso come gtrs.
Valutando le richieste in merito di abbigliamento di qualsiasi associato si genera una storia infinita che diventa davvero ingestibile e dà luogo a troppe differenziazioni. Ergo ritengo giusto che o si concede una particolarizzazione a tutti o a nessuno. Con questo intendo dire che per analogia allora una arbitro potrebbe chiedere l'autorizzazione ad entrare in campo con gli orecchini o i piercing...

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Re: Arbitra con il velo, la novità di Chahida

Messaggioda AssistantRef il mar feb 18, 2014 11:13 am

Senza estremizzare, come già indicato in precedenza, FIFA e IFAB si sono già espresse per consentire il copricapo in fase di prova, ed entro marzo verrà valutata l'eventuale definitiva modifica regolamentare, pertanto la richiesta della collega non era così eccentrica (come invece lo sarebbe quella del piercing): la procedura seguita è stata lineare e l'autorizzazione non è stata frutto di pura discrezionalità.

Per quanto poi concerne il rapporto sport/religione, il dibattito è aperto e FIFA, dopo aver mantenuto per anni un'immutata posizione su questa tema (divieto di esporre simboli religiosi), pare aver virato verso scelte all'insegna sicuramente della libertà religiosa; resterà da stabilire se l'ostentazione di simboli religiosi (ovviamente, FIFA e IFAB dovranno continuare a vietare quelli che determinano pericolo per l'incolumità delle persone), vista la connessione che la religione ha con la politica in certi contesti, non diventerà motivo di divisione e conflitto, che non si sposano con i valori sportivi: questo è il pericolo che vedo all'orizzonte prima o poi, ma a quel punto si sarà forse costretti a fare un passo indietro.
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Re: Arbitra con il velo, la novità di Chahida

Messaggioda Observer il mar feb 18, 2014 11:19 am

però ragazzi occorrerebbe valutare bene le implicazioni che portano a chiedere le deroghe. Qui non stiamo parlando di un qualsiasi associato che dice: ho freddo, ergo metto la calzamaglia (come gli addizionali in serie A peraltro). Ma stiamo parlando di una persona che chiede di rimuovere una "barriera culturale" alla pratica di uno sport.

Sono certo che non vi sfugge l'implicazione sociale della cosa. Come pure non vi sfugge la differenza che c'è tra l'affermazione di un diritto disponibile, e l'opportunità che possiamo avere di aprire il nostro sport anche ad altre culture presenti nel nostro paese.

Mi stupisco di tutte queste polemiche, ve lo dico con il cuore in mano.
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Re: Arbitra con il velo, la novità di Chahida

Messaggioda gadamer il mar feb 18, 2014 12:18 pm

Non trovo particolarmente centrata l’analogia con il piercing o altri orpelli del genere o comunque tutto quello che attiene sostanzialmente alla moda che è altro rispetto alla religione.
Lo dico da non credente ma non per questo sottovaluto e non rispetto il senso profondo –per chi la vive- della religione quale che sia.
E’ inauspicabile secondo me una norma generale che sarebbe comodo avere per semplificazione ma genererebbe o una probabile anarchia (nel caso fosse permissiva) o una rigidità illiberale nel caso opposto.
E’ del tutto coerente e saggio valutare caso per caso con riguardo a quello che sono i fenomeni sociali, le ricadute d’immagine ecc.
Tutto, gli aspetti e le sensibilità sociali, fluisce e cambia in tempi brevi e pretendere di normare quello che domani magari avrà un senso diverso non pare la via migliore.
Per questo che, facendo un esempio, concedere deroghe in via permanente per motivi religiosi esporrebbe al rischio che qualche benpensante si facesse (cosa del tutto legittima) una religione personale con vestigia più o meno bizzarre. Oppure al contrario irrigidirsi su divieti a prescindere renderebbe torto a chi con ragione ambisce a coniugare l’attività arbitrale con i dettami del suo credo. A proposito è azzardato derubricare, nel caso, questa attività come aspetto secondario o addirittura passatempo perché si proietta sugli altri quella che è la nostra idea del vivere e questo è un arbitrio ideologico.
Non si può pretendere una soluzione semplificatoria, tranciante, questo episodio è solo un aspetto minimo di una questione di portata gigantesca con complessità e contraddizioni ineliminabili.
Navigare a vista con un occhio non solo al cortile e decidere di volta in volta mi pare l’equilibrio massimo consentito.
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Re: Arbitra con il velo, la novità di Chahida

Messaggioda gtrs il mar feb 18, 2014 12:33 pm

Sicuro la collega ha rispettato la prassi chiedendo l'autorizzazione, ma ciò che voglio far capire/ e voglio riflettere anche io è il pensiero che non si può andare avanti ad autorizzazioni ad personam, e credo che ci vuole una norma che valga per tutti e tratti tutti allo stesso modo, solo così si ottiene uniformità ed equità. Solo le deroghe/eccezioni/autorizzazioni ad personam creano favoritismi/distinzioni/razzismo/favoritismi.

La religione per alcuni influenza fortemente la vita, per altri la Bibbia non è altro che un bel un romanzo di fantascienza. Però l AIA deve scegliere ( o già l ha fatto) una divisa e tutti dobbiamo uniformarci, la religione va oltre lo sport, non centra niente e nulla deve centrarci.
Sarò estremista, limitato, per nulla elastico....ma io faccio un discorso ON/OFF. Se gli addizionali ottengono la deroga ad indossare la calzemaglia, perchè in trentino ( parlo sempre per il c5) o Piemonte, dove si arbitra anche all esterno e in montagna, deve esser vietata ( parlo anche di calciatori)? Occorre trovare una linea d abbigliamento comune che vada bene ( per AE, AA..calciatori) che sia uniforme dai giovanissimi/esordienti alla serie A.
Viviamo in uno stato laico, tutti siamo uguali ( in teoria) davanti la legge.....allora per quale motivo concedere "trattamenti particolari" per alcuni? Di religioni ne esistono a tonnellate, e se ci fosse una religione che impone di arbitrare a petto nudo che facciamo gli permettiamo di andare in campo così e magari con il simbolo con le 4 stelle tatuato? ( e cavoli suoi se vinciamo un altro mondiale)
Ok accettare le differenze, ma se arriva un collega che per fede deve fare la preghiera alle 5 del pomeriggio per forza, che facciamo gli concediamo di fermare la gara ,mettere un tappeto a terra e farsi la sua preghiera?
Occorre scegliere secondo me se la religione può scendere in campo con l arbitro ( e allora a tutti si concede di indossare simboli/ abbigliamento religioso) o restare nello spogliatoio.
Apro un'altra ala di riflessione: ci sono dei colleghi che sono dei preti, e se uno decide di esser francescano, che facciamo gli concediamo l autorizzazione di scender in campo col saio?
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Re: Arbitra con il velo, la novità di Chahida

Messaggioda schiri il mar feb 18, 2014 2:56 pm

Observer ha scritto:Io penso che sia una cosa positiva. La tolleranza verso le culture diverse dalla nostra è importante. E questa ragazza non chiede molto al mondo del calcio: chiede solo di poter mantere i propri costumi in campo.

E mi chiedo: che male fa? Che cosa ci toglie?

Esattamente come l'Arbitro sikh.


ma cosa toglierebbe a lei o chicchessia, durante la gara mettere da parte la religione, credo che nulla di male poi le calzamaglie... a che pro ?
E magari poi fai togliere calzamaglie o copricapi vari ai calciatori ?

Non e nemmeno molto chiedere per 90 min, mettere da parte la religione, persone che vivono in italia dovrebbero poterlo fare
poi...
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Re: Arbitra con il velo, la novità di Chahida

Messaggioda gtrs il mar feb 18, 2014 3:10 pm

ma cosa toglierebbe a lei o chicchessia, durante la gara mettere da parte la religione, credo che nulla di male poi le calzamaglie... a che pro ?
E magari poi fai togliere calzamaglie o copricapi vari ai calciatori ?

Non e nemmeno molto chiedere per 90 min, mettere da parte la religione, persone che vivono in italia dovrebbero poterlo fare
poi...

E no schiri per certe persone la religione è più importante della loro vita, ad esempio i testimoni di geova rifiutano le trasfusioni anche a rischio della morte. Io non dico che per la collega non sia molto chiedere di togliere il velo....dico solo che arbitrare è una passione, non ti obbliga nessuno quindi occorre dare delle regole,che siano valide per tutti e che non si debbano fare deroghe a personam.

Inoltre faccio notare che ai colleghi coi capelli lunghi molto spesso vengono fatte pressioni per questione di immagine in quanto " non possiamo avere i capelli lunghi" non è anche quello una mancanza di rispetto della diversità, della libertà di scegliere come avere i capelli, non è una mancanza di libertà personale?
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Re: Arbitra con il velo, la novità di Chahida

Messaggioda gadamer il mar feb 18, 2014 3:16 pm

ma cosa toglierebbe a lei o chicchessia, durante la gara mettere da parte la religione,


Schiri, abbi pazienza, ma che razza di ragionamento è questo? La religione è qualcosa che a chi la vive sul serio e non per ostentazione o omologazione sta dentro e non se la può togliere neppure se vuole. Bisogna capire anche se non si condivide.
Poi si possono mettere tutti i divieti che si ritengono opportuni e a quel punto subentra l'aut aut. Ha una sua logica che non condivido ma riconosco che esista.
Ma l'interiorità di una persona è impenetrabile.
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Re: Arbitra con il velo, la novità di Chahida

Messaggioda tony il mar feb 18, 2014 10:12 pm

Tutto giusto.
Sono cose che vanno "istituzionalizzate", cioè, certe situazioni vanno risolte in modo intelligente, non paragonando mele con pere, mettendo in mezzo piercing e baffi che non centrano niente.
Questo significa però che come in italia accade, si fanno le leggi e poi si applicano le deroghe, non va bene. Qualcuno deve assumersi la responsabilità di dire cosa si può o non si può fare e deve essere nero su bianco e valido per tutti, preferibilmente uniformandosi ale regole a cui sono sottoposti i calciatori.
Sul valore dei simboli, condivido il pensiero (per analogia) del parroco intervistato in questo articolo che nella prima parte del pezzo parla dell'abito ecclesiastico.
Ci sedemmo dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti erano occupati (B. Brecht)
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Re: Arbitra con il velo, la novità di Chahida

Messaggioda AssistantRef il mar feb 18, 2014 10:59 pm

Ribadisco: deroga fino ad un certo punto, visto che esiste una disposizione della FIFA che consente il copricapo per i calciatori, in attesa di una decisione definitiva che verrà presa a marzo: quindi l'autorizzazione concessa nel caso specifico, si colloca in un solco già aperto.
(l'intervista al prete è del 2011...e mi sembra passato un secolo viste le vicissitudini che ha passato la Chiesa nell'ultimo anno)
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