Entra in campo x aiutare giocatore svenuto:allenatore squali

Documentiamo qui tutti i casi di aggresioni agli arbitri di cui veniamo a conoscenza, perchè non passino inosservati.

Re: Entra in campo per aiutare giocatore svenuto:allenatore

Messaggioda trmx27 il sab feb 15, 2014 11:08 pm

Qui comunque non si tratta di un'opinione. Qui si tratta di aver punito l'allenatore per aver infranto una regola (quella di offendere/insultare/minacciare l'arbitro) e poi averlo "riabilitato" per essere entrato in campo indebitamente ma con la scusa/diritto di anteporre la salute umana ad un rigido regolamento).
Le due condotte sono distinte e separate.
Faccio un altro esempio:
Se io uso la forza per difendermi da un aggressore non sono punibile perché è legittima difesa.
Se io poi lo inseguo per "vendicarmi" dell'aggressione subita, sono colpevole di lesioni volontarie. Il fatto di essere stato precedentemente aggredito potrà sicuramente essere un'attenuante ma non sarà sicuramente una causa di non punibilità.
Idem in questo caso.
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Re: Entra in campo per aiutare giocatore svenuto:allenatore

Messaggioda pintu84 il sab feb 15, 2014 11:15 pm

Schiri, Abete ha deciso come avresti deciso tu (e questo ti qualifica da solo) semplicemente perchè la politica si è mossa spinta da interessi particolari e sottobanco.Stop.Infatti se leggessi bene invece solo di far altro, mi son giá espresso sul Presidente Federale.Io sono infastidito dai tuoi post non in quanto portatori di opinioni, ma perchè, siccome il forum è frequentato da arbitri giovani, sarebbe grave e profondamente sbagliato che essi colgano i tuoi messaggi come consigli sull'arbitraggio e , applicando IN ITALIA, questi suggerimenti, essi possano trovarsi in guai seri.Non ti ho inoltre mai visto difendere un arbitro, mai in nessuna discussione.Ma ti ho sempre visto giustificare la societâ, giustificare le intemperanze dei tifosi criticando l'arbitro, minimizzare comportamenti dei tesserati.Oltre alla coda di paglia, fornisci un pessimo servizio a questo forum.Giá un moderatore ti ha invitato a attenerti a un comportamento consono, dato che perseveri nel tuo modo di fare, spero vengano presi dei provvedimenti.
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Re: Entra in campo per aiutare giocatore svenuto:allenatore

Messaggioda AssistantRef il dom feb 16, 2014 1:45 am

pintu84 ha scritto:
AssistantRef ha scritto:...peraltro, neanche alle minacce (escludendo le offese) si trova traccia in tanti resoconti dei media (compresi il sito Figc, l'interrogazione parlamentare e l'approfondimento Rai). Insomma, l'arbitro avrebbe dovuto sorvolare sul punire le minacce ricevute, perche' queste erano frutto di un suo ritardo nell'accorgersi che un giocatore era infortunato, e che quindi andava soccorso prontamente: questo e' accettabile, comprensibile e coerente con la regola del buon senso, ma piacerebbe che tutti i media descrivessero in questo modo la notizia, e non facendo passare l'arbitro (più' o meno coetaneo del giocatore infortunato) come una specie di cerbero insensibile (tenuto poi conto che il buon senso e' stato nella stessa situazione usato nel consentire all'allenatore di stare in campo per curare il suo assistito, fortunamente infortunatosi non gravemente come l'allenatore temeva)
Io sono allibito e sconcertato:finchè le fregnacce provengono da Schiri, non mi stupisco.Ma quando un utente senior come AssistantRef cita i mass media per dire che il referto non sia stato confutato, cado dalle nuvole.Davvero pensi che ai media interessi del compito arbitrale e degli insulti ricevuti dal nostro collega?No , per vendere gli serve dipingere l'arbitro brutto e cattivo.Premesso questo, mi auguro vivamente che NESSUNO COLLEGA ti segua sul sorvolare sugli insulti in virtù di un presunto e abusato buon senso.Su Schiri mi astengo dal commentare, spererei solo che Edwin desse seguito a quanto già evidenziato da lui in altra discussione.Sarebbe ora di tagliare gli ormeggi.
bastava che tu avessi letto il mio post precedente e avresti capito che stavo stigmatizzando proprio il fatto che i media, artatamente, non facessero riferimento alle minacce come causa della squalifica. In secondo luogo, nessuno mi seguira' perche' Non ho mai invitato nessuno a sorvolare sugli insulti che si subiscono, ma credo che se l'arbitro in questione avesse sorvolato sulla mala risposta che ha ricevuto quando ha impedito ad un allenatore di entrare in campo a soccorrere un suo giocatore 14enne privo di sensi, ecco io non avrei avuto nulla da rimproverargli nel caso specifico.
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Re: Entra in campo per aiutare giocatore svenuto:allenatore

Messaggioda Edwin il dom feb 16, 2014 2:03 am

e ci saremmo evitati tutta questa lungagnata...squalifiche, ricorsi, abete...etc
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Re: Entra in campo per aiutare giocatore svenuto:allenatore

Messaggioda schiri il dom feb 16, 2014 1:26 pm

trmx27 ha scritto:Qui comunque non si tratta di un'opinione. Qui si tratta di aver punito l'allenatore per aver infranto una regola (quella di offendere/insultare/minacciare l'arbitro) e poi averlo "riabilitato" per essere entrato in campo indebitamente ma con la scusa/diritto di anteporre la salute umana ad un rigido regolamento).
Le due condotte sono distinte e separate.
Faccio un altro esempio:
Se io uso la forza per difendermi da un aggressore non sono punibile perché è legittima difesa.
Se io poi lo inseguo per "vendicarmi" dell'aggressione subita, sono colpevole di lesioni volontarie. Il fatto di essere stato precedentemente aggredito potrà sicuramente essere un'attenuante ma non sarà sicuramente una causa di non punibilità.
Idem in questo caso.


giustooooooooooooooooo

-- dom feb 16, 2014 12:35 pm --

pintu84 ha scritto:Schiri, Abete ha deciso come avresti deciso tu (e questo ti qualifica da solo) semplicemente perchè la politica si è mossa spinta da interessi particolari e sottobanco.Stop.Infatti se leggessi bene invece solo di far altro, mi son giá espresso sul Presidente Federale.Io sono infastidito dai tuoi post non in quanto portatori di opinioni, ma perchè, siccome il forum è frequentato da arbitri giovani, sarebbe grave e profondamente sbagliato che essi colgano i tuoi messaggi come consigli sull'arbitraggio e , applicando IN ITALIA, questi suggerimenti, essi possano trovarsi in guai seri.Non ti ho inoltre mai visto difendere un arbitro, mai in nessuna discussione.Ma ti ho sempre visto giustificare la societâ, giustificare le intemperanze dei tifosi criticando l'arbitro, minimizzare comportamenti dei tesserati.Oltre alla coda di paglia, fornisci un pessimo servizio a questo forum.Giá un moderatore ti ha invitato a attenerti a un comportamento consono, dato che perseveri nel tuo modo di fare, spero vengano presi dei provvedimenti.


tutto questo e un tuo parere personale e non il vangelo, dovresti fartene una ragione, Abete non ha preso quella decisione da solo ma sicuramente si sara consultato con altre persone, e hanno motivato il tutto per me comprensibilmente riconducendolo alla forza maggiore, difesa etc... trmx 27 ha fatto un esempio che calza a pennello

Sul resto, sorvolo perche non mi ci vedo a giustificare intemperanze di chicchessia, io che detesto la violenza, riporto tutti sempre al rispetto , sono abituato a rispettare le persone e a non parlare di persone che non conosco,
io mi limito semplicente a dare la mia opinione, tieni presente che su tante cose abbiamo regole diverse, e vero, ma nessuno dei miei consigli credo porta a errori tecnici, comunque anche Pieri ex di serie A la pensava come me sul caso in questione, non ti chiedo nemmeno se te la prendi anche con lui... quasi lo do per scontato.. per rispetto verso di te e chi la pensa come te dico la pensavamo diversamente da te, quindi rispetto la tua opinione e non escludo che te possa aver ragione,,,
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Re: Entra in campo per aiutare giocatore svenuto:allenatore

Messaggioda AssistantRef il mar feb 18, 2014 4:43 pm

Le motivazioni della Corte di Giustizia Federale:

6. RICORSO EX ART. 37, COMMA 1, LETT. C C.G.S. PRESIDENTE FEDERALE AVVERSO LA SANZIONE DELLA SQUALIFICA FINO AL 1 MARZO 2014 INFLITTA AL SIG. CLAUDIO BUSO SEGUITO GARA DEL CAMPIONATO GIOVANISSIMI, PAGANICO C./U.S.D. CASOTTO PESCATORI MARINA DELL’11.1.2014
(Delibera della Commissione Disciplinare Territoriale presso il C.R. Toscana – Com. Uff. 42 del 30.1.2014)
Con ricorso del 6 febbraio 2014 il Presidente Federale chiedeva a questa Corte, ai sensi dell’art. 37 comma 1, lett. c), C.G.S., la riforma, secondo giustizia, della decisione della Commissione Territoriale Toscana con cui era stata confermata la sanzione applicata dal Giudice Sportivo presso la delegazione provinciale di Grosseto di squalifica fino al 1° marzo di Claudio Buso, allenatore della U.S.D. Casotto Pescatori Marina.
La pronuncia di condanna era stata adottata con riferimento alla condotta del tesserato in quanto egli “a seguito di un normale incidente di gioco entrava senza autorizzazione sul terreno di gioco profferendo frase minacciosa nei confronti del direttore di gara”.
Nel proprio ricorso il presidente federale ricostruiva la vicenda sottolineando che, nel corso della gara valida per il Campionato giovanissimi disputata l’11.1.2014 tra Paganico e U.S.D. Casotto Pescatori Marina, si era verificato uno scontro tra due calciatori la cui gravità appariva immediatamente, tenuto conto che entrambi cadevano violentemente a terra e uno di essi sbatteva la testa e rimaneva immobile per alcuni minuti. Nel ricorso si aggiungeva che a quel punto l’allenatore
Claudio Buso, senza attendere l’autorizzazione dell’arbitro, accorreva sul campo per soccorrere il proprio calciatore, successivamente trasportato in ospedale insieme all’altro giovane infortunato.
Il Buso, accortosi che l’arbitro non aveva percepito l’incidente, gli si rivolgeva con le parole: “arbitro, cosa fai? Non vedi che si sono fatti male? Io ti denuncio per omissione di soccorso”. Ascoltate queste parole, il direttore di gara espelleva l’allenatore per essere entrato in campo senza autorizzazione e per aver pronunciato le parole prima riportate.
Il reclamo con cui l’ U.S.D. Casotto Pescatori Marina aveva impugnato la decisione di primo grado recante la sanzione in precedenza indicata, basato sulla circostanza che la condotta dell’allenatore trovava legittima giustificazione nella preoccupazione per le condizioni di salute del calciatore della sua squadra giacente esamine sul campo di gioco, veniva rigettato con decisione del 30 gennaio 2014 dalla Commissione Disciplinare Territoriale, la quale non ha ritenuto potessero
costituire elementi attenuativi della sanzione la ricostruzione dei fatti nonché il combinato disposto della mancata percezione dell’incidente da parte dell’arbitro e dei timori dell’allenatore per le conseguenze dell’incidente a carico del giovanissimo giocatore. Ed infatti, la decisione di secondo grado definiva eccessiva ed infondata la preoccupazione dell’allenatore, individuando nella stessa la causa induttiva della “successiva intemperanza verbale”.
Il Giudice di secondo grado, nel valutare globalmente le circostanze soggettive e oggettive che avevano connotato la vicenda, si esprimeva nel senso che la sanzione inflitta a Claudio Buso non meritasse di essere riformata apparendo conforme agli orientamenti giurisprudenziali per fattispecie analoghe.
Ciò premesso, nel ricorso del Presidente Federale si poneva in rilievo la necessità del riesame del caso alla stregua del fatto che l’ingresso in campo non autorizzato dell’allenatore ed il suo complessivo comportamento implicassero una riconsiderazione in termini di attenuazione in quanto traenti origine della concitazione del momento ed in particolare dalla legittima preoccupazione dell’incolpato di soccorrere un calciatore di giovanissima età.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso, ammissibile in quanto volto al riesame di una decisione alla luce di una generale rivisitazione degli aspetti giuridico-fattuali della fattispecie e, in ultima analisi, tendente a suscitare una pronuncia compatibile con i principii generali federali, merita di essere accolto nei termini che seguono.
Ed invero, è da riaffermare il principio secondo cui l’ordinamento federale, indiscutibilmente dotato di caratteri di autonomia quali riflessi della struttura indipendente dell’ente federale e della sua capacità organizzativa secondo il modello dell’autonomia negoziale, non può sottrarsi all’obbligo di recepire valori e beni costituzionalmente protetti, della cui tutela e salvaguardia deve sempre assumere su di sé la cura: indubbiamente tra tali beni si colloca la salute
di tutti i partecipanti alle attività organizzate dalla Federazione.
Questa necessità di coordinamento tra ordinamento federale e ordinamento costituzionale, con l’indiscutibile sovraordinazione del secondo, si traduce nell’ulteriore obbligo per gli organi di giustizia federale di orientare i propri provvedimenti di natura decisoria verso un criterio di coerenza interpretativa con le norme statali, scegliendo tra le possibili opzioni valutative da effettuare nei casi concreti quella meglio rispondente all’esigenza di salvaguardare i precetti
costituzionali.
Riverberando nel caso di specie questa basilare posizione dell’ordinamento federale, l’unica che protegga il diritto sportivo dal rischio della perdita dell’autonomia per incapacità di assicurare la tutela dei valori essenziali afferenti alla persona umana, appare evidente che dalle univoche ricostruzioni dei fatti storici registrate nei vari gradi di giudizio emerga che la condotta dell’incolpato, pur integrando gli estremi di una violazione dal punto di vista materiale di specifiche norme di condotta (il divieto di accedere sul terreno di gioco in assenza di autorizzazione arbitrale e quello di rivolgersi allo stesso arbitro in forma aspra o irriguardosa) è stata sempre ed esclusivamente mossa dall’intento di eseguire un intervento immediato ed efficiente a favore di un giocatore privo di sensi e potenzialmente esposto ad un grave danno fisico, con conseguenze di imponderabile serietà. Evenienza, questa, aggravata dall’accertata ed incolpevole mancata percezione dell’incidente da parte dell’arbitro e dall’esperienza maturata dall’allenatore in materia di traumi agonistici. In altri termini, nessuna preoccupazione può dirsi eccessiva, quando l’oggettiva apparenza dei fatti è tale da far sorgere nei tesserati sentimenti di umana solidarietà rivolti ad impedire che un evento agonistico non visto da chi dovrebbe intervenire possa trasformarsi in danno irreversibile o in seria compromissione della salute dell’atleta. E ciò tanto più se si tratta di persone vulnerabili di giovanissima età, per la tutela delle cui condizioni esiste uno specifico obbligo a carico dell’ente federale.
Ineccepibile si rivela, pertanto, la posizione assunta dal Presidente Federale con il suo ricorso, in quanto diretta a rendere esenti da sanzione comportamenti, pur astrattamente ponentisi in contrasto con specifiche disposizioni federali, quando essi vengano posti in essere con la genuina ed inoppugnabile volontà di prevenire pregiudizi a beni fondamentali della persona umana. E ciò, come è avvenuto nella fattispecie, in quanto in tali condotte manca l’elemento soggettivo della
coscienza e della volontà dell’atto antiregolamentare.
Ciò impone a questa Corte di pronunciarsi nel senso di prosciogliere l’incolpato per difetto dell’elemento soggettivo, sicché il fatto non costituisce infrazione disciplinare.
L’effetto che discende della presente pronuncia è quello dell’annullamento della decisione impugnata.
Per questi motivi la C.G.F in accoglimento del ricorso, ex art. 37, comma 1, lett. c) C.G.S., come sopra proposto dal Presidente Federale, dichiara non doversi procedere nei confronti del Sig. Claudio Buso in relazione al fatto addebitatogli perché lo stesso non costituisce violazione disciplinare per difetto dell’elemento soggettivo, e per l’effetto, annulla la decisione della Commissione Disciplinare Toscana.


Fonte: http://www.figc.it
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Re: Entra in campo per aiutare giocatore svenuto:allenatore

Messaggioda gad il mar feb 18, 2014 7:25 pm

quando essi vengano posti in essere con la genuina ed inoppugnabile volontà di prevenire pregiudizi a beni fondamentali della persona umana. E ciò, come è avvenuto nella fattispecie, in quanto in tali condotte manca l’elemento soggettivo della coscienza e della volontà dell’atto antiregolamentare.

Questo mi pare sacrosanto! Giustissimo. E giustifica, com'è bene che sia, ogni motivato ingresso in campo per soccorrere un giocatore senza che ci sia stata la mia autorizzazione.

Non capisco come, una volta entrato sul terreno di gioco, l'urlare all'arbitro: "arbitro, cosa fai? Non vedi che si sono fatti male? Io ti denuncio per omissione di soccorso” possa rientrare nella "genuina ed inoppugnabile volonta"..... A me sembra volutamente provocatorio e di puro intralcio nel caso in cui ci fosse in corso una situazione di emergenza reale (del tipo: c'è un incidente e io prima telefono all'avvocato per fare denuncia e poi telefono alla croce rossa...). L'urlare una frase del genere è completamente inutile al fine di prestare le cure a chicchesia.....
E il fatto che ci fossero un numero "n" di emozioni (preoccupazione, ansia, determinazione nell'agire...), non mi sembra un buon motivo per giustificare una frase del genere. Anche al 90° minuto di una finale sull'1-1 insorgono le stesse emozioni: cosa facciamo, sospendiamo ogni giudizio sulle azioni dei calciatori, facendoci mandare liberamente a quel paese perchè abbiamo assegnato un rigore?

Evenienza, questa, aggravata dall’accertata ed incolpevole mancata percezione dell’incidente da parte dell’arbitro e dall’esperienza maturata dall’allenatore in materia di traumi agonistici.


Ma nella sentenza precedente non si diceva che questo tale aveva frequentato un banale corso di pronto soccorso di poche ore? E anche se fosse come certifichiamo "l'esperienza maturata dall'allenatore in materia di traumi agonistici"? Allora, visto che la maggior parte degli allenatori "hanno maturato una grande esperienza nel campo delle proteste", perchè non deleghiamo loro la nostra prerogativa di doverle gestire? Bah...... Un esperienza di questo tipo non conta nulla, sopratutto da 10 metri di distanza: io pratico sport da quando facevo la prima elementare, sto per laurearmi in medicina, eppure 5 mesi fa non ho considerato come grave un contrasto dove un ragazzo si è mezzo disintegrato un piede..... Come la mettiamo con l'esperienza?
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Re: Entra in campo per aiutare giocatore svenuto:allenatore

Messaggioda schiri il mer feb 19, 2014 6:08 pm

gad
da 10 metri non potevi accorgertene, a volte ci si puo far piu male cadendo banalmente da soli che non in un rude contrasto, pero questa faccenda rimane molto strana, se il mister entra in campo e soccorre il ragazzo, per quale ragione dovrebbe dire al ddg che lo denunciava se lo stesso non impediva la sua entrata in campo ?
Se la sola colpa del giovane arbitro era quella di non essersi accorto subito della gravita dei fatti, ma non ha in nessun modo ostacolato il soccorso, allora la cosa prende una piega diversa
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Re: Entra in campo per aiutare giocatore svenuto:allenatore

Messaggioda gadamer il mer feb 19, 2014 6:44 pm

Mah io proverei a leggere fra le righe. Le motivazioni della prima e seconda sentenza erano francamente imbarazzanti ma neppure queste ultime brillano per lucidità espositiva. Probabilmente si è tentato di salvare la capra della sostanza col cavolo di non voler mazzolare oltremisura (giustamente dico io) il ragazzo. Il risultato è quel che è e le obiezioni di Gad hanno senso sul piano della logica e della forma.
In realtà è assai probabile che il ragazzo volesse allontanare subito l'allenatore e che questi gli abbia risposto quello che abbiamo letto. Questo è il non detto ma quel che traspare. Opinione personale.
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Re: Entra in campo per aiutare giocatore svenuto:allenatore

Messaggioda missed_approach il mer feb 19, 2014 9:16 pm

gadamer ha scritto:In realtà è assai probabile che il ragazzo volesse allontanare subito l'allenatore e che questi gli abbia risposto quello che abbiamo letto. Questo è il non detto ma quel che traspare. Opinione personale.


Ti posso "assicurare" che il ragazzo ha allontanato l'allenatore per le minacce post soccorso....e le stesse sono state date perchè non ha interrotto il gioco. Questa è la versione reale.
Come detto sopra,la questione è politica: fondamentalmente a nessuno dei politici frega dell'allenatore. Sono convinto che se ci si ragionasse con loro,la penserebbero come noi....semplicemente è stata un'occasione per poter avere visibilità e comando su figc. Tutto qua...
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