Se non si vuole ascoltare, se non si vuole dialogare, è giusto discutere da soli, c'è poco da fare.
In linea di massima sottoscrivo quello che ha enunciato gad, sull'attacco di Monti (che mi aspettavo, prima o poi) tralascio perchè è completamente off topic.
Continuo a sostenere che, per operare una buona pressione sull'AIA in merito al tema violenza bisogna agire in modo differente.
Va bene rendicontare il denaro incamerato dalle sanzioni, va bene evidenziare le violenze subite (sulle quali effettivamente l'AIA tace ma un motivo c'è e mi pare abbastanza chiaro, logico, ovvio) ma la "ricerca" scade se dobbiamo leggere che sarebbe violenza sugli arbitri un insulto urlato attraverso la porta di uno spogliatoio!
E' ovvio che, in questo modo, la ricerca perde completamente valore ed appare più una macedonia di aspetti differenti (la maleducazione è ben diversa dalla violenza!). Perchè è vero che Pulvirenti non è nuovo a sanzioni per offese ad arbitri ed assistenti ma la violenza è altro.
Se l'indagine fosse condotta in modo asettico, facendo emergere i dati (per esempio) citati da old, allora avremmo qualcosa di solido su cui discutere. Il problema è che i dati interessanti si perdono in mezzo a migliaia di episodi che si possono qualificare come maleducazione od insulti inurbani ma che sono, allo stesso tempo, ben lungi dall'essere violenze nei confronti dei nostri colleghi.
Oltre a ciò, ogni santa volta, il resoconto (a mio parere palesemente gonfiato con la citazione di episodi marginali) è infarcito di argomenti che non hanno nulla a che fare con l'oggetto del lavoro.
Come ha ben scritto gad e come ho rimarcato precedentemente, che diavolo c'entrano rimborsi, diarie e stipendi di OTN e dirigenti con la violenza? Sembra quasi che si voglia far passare il concetto che la violenza è collegata direttamente ai denari incassati dai dirigenti. Non ha alcun senso.
Sul ritorno del denaro nelle casse delle società: e che vogliamo farne? Non leggo proposte alternative, leggo solo indignazione. Facile contestare, ben più difficile avanzare proposte.
Proposte che, peraltro, non avrebbero alcun seguito perchè le multe e le sanzioni sono di competenza della FIGC, non dell'AIA.
Ultima postilla: non descriviamo il CSI come l'Eden.
Come ben sapete la mia attività è iniziata nel CSI quando avevo 18 anni, a 22 sono passato all'AIA ed a 40 sono tornato al CSI fino a circa 3 mesi fa. Ho smesso di frequentare il CSI perchè i difetti dell'AIA sono presenti in modo identico al CSI. Le violenze esistono nel CSI come esistono nell'AIA, semplicemente hanno minor risalto perchè il movimento è di minor importanza, i comunicati sono locali e, spesso, non pubblicati online e, infine, perchè non esistono forum dedicati al calcio dilettantistico delle federazioni come CSI, UISP ecc.
Poi, per carità, ognuno operi come gli pare.
Ma, ogni tanto, non sarebbe male discutere invece di intervenire con frasi che, implicitamente, affermano "dite quello che vi pare ma il mio metodo è giusto". Alla fine è lo stesso metodo dell'avversario che tanto si critica: dati gonfiati, polemiche fuori argomento, mezzucci.
