La riflessione che mi viene in questo momento è che bisogna prendere provvedimenti: quali? Il contrasto è necessario, da parte dei giudici sportivi di ogni regione e provincia, anche in Piemonte dove sembra che viga un sistema di sconti fedeltà. Tuttavia ci vuole una cultura del rispetto. Come si faccia non so, sicuramente non bastano le scritte "respect" sulle magliette. E' positivo parlare del fenomeno, quest'anno stiamo pian pianino uscendo dall'oblio. Mi piacerebbe anche leggere che un tale è stato condannato in via definitiva a 1 anno e 10.000 € di risarcimenti da pagare. Nei confronti dei dirigenti e tecnici del settore giovanile si deve esigere una condotta esemplare, uno che dice a un bambino di spaccare le gambe all'avversario deve stare fuori 6 mesi e chi si rende colpevole di fatti gravi deve essere estromesso dal mondo giovanile. C'è attualmente una "fedina penale" che raccoglie le squalifiche di ogni singolo tesserato utilizzabile per le valutazioni sulle recidive? Se non si può astenersi dal designare l'arbitro per i campi già teatro di episodi, utilizzare il passaggio del regolamento e se non ci sono i carabinieri si va a casa.
5) L’arbitro, ove rilevi la completa assenza di responsabili al mantenimento dell’ordine pubblico, può non dare inizio alla gara.
Mi vengono in mente solo iniziative repressive. Però deve passare l'idea che chi protesta, insulta, fa fallacci è l'imbecille, non il figo della squadra. Ma per questo ci vuole un lavoro capillare da parte di tutte le forze a partire dalle squadre su un tempo di diversi anni. Chi cominca?
