da lahir il mer feb 25, 2015 1:50 am
Più ti leggo, carissimo Roberto, più mi rendo conto che con Nicchi, in fondo, si sia scelto il male minore! (Se non altro, il nostro presidente sa che, sulla terza persona singolare, del presente indicativo del verbo essere ci va l'accento, diversamente senza accento, da verbo si trasforma in congiunzione coordinativa, mi sembra che per sapere queste cose non sia necessaria nemmeno la licenza elementare, ma tant'è...).
Dunque, vediamo. Ti metti a sparare domande a caso, mischiando, con profonda malafede ovvero con profonda ignoranza dell'AIA, cui miravi ad essere presidente, i destinatari delle domande. E ciò viene fatto strumentalmente: usi la violenza subita dal collega per attaccare Nicchi, che è ormai divenuta la tua nemesi, il tuo demone che ti perseguita.
In questo senso è ovvio che le tue domande siano pretestuose.
Tu chiedi, nell'ordine:
1) Perchè l'arbitro ha continuato la gara?
2) Perchè non l'ha fatto pro forma?
3) Chi ha dato le disposizioni in tal senso? (presupponendo, così, che qualcuno abbia dato disposizioni in tal senso).
Ora, è del tutto evidente, che, circa le prime due domande, il destinatario non può che essere il collega e che Nicchi nulla c'entri! Il collega ha sbagliato e gravemente, pure, perchè continuando la gara ha messo a repentaglio, oltre la sua salute, - potenzialmente - la sicurezza dei colleghi che arbitreranno dopo di lui. Imputare alla dirigenza dell'AIA la continuazione della gara non ha alcun senso.
Veniamo alla terza domanda; con essa, Roberto, presupponi che siano state date indicazioni in tal senso (id est, continuare la gara in caso di violenza subita) e chiedi di sapere il nominativo di chi avrebbe dato tale scellerata indicazione. Ora, hai qualche prova a suffragio della tua tesi? Se no è diffamante verso chi lavora nella sezione di Arezzo. Di contro, sappiamo bene che è indicazione universale - ribadita, invero, ennemila volte anche su queste pagine - che in caso di violenza, seppur minima, la gara debba necessariamente essere sospesa.
Inoltre, chiedi delle multe: esse, tuttavia, non sono di competenza della presidenza AIA...
Successivamente, domandi se sia stato denunciato penalmente il giocatore e chi risarcirà lo sventurato arbitro. Anche in questa occasione, lasci intendere che sia colpa della dirigenza dell'AIA se il violento non sia stato denunciato. Io non so se sia stato denunciato, dovremmo chiedere al collega, ma la dirigenza c'entrerebbe solo se avesse negato l'autorizzazione ad una ipotetica richiesta di agire in sede civile/penale. Tu, forse, sei a conoscenza di autorizzazioni negate? Io no. Aggiungo, quelle subite dal collega sono lesioni lievi, perseguibili solo a querela di parte, per cui se il collega non si muove di persona, nulla accadrà al calciatore. Nicchi non può certo andare dai carabinieri a denunziare alcunché.
Circa, poi, il risarcimento dei danni sarà un magistrato eventualmente investito della questione a decidere. Anche in questo Nicchi non ha alcuna legittimazione processuale.
Infine, carissimo Robertino, è del tutto evidente che a nessuno piace la violenza, a ciascuno di noi viene il vomito a leggere certi comunicati del giudice sportivo, ma affrontare il problema come fai tu, non porta a niente; anzi trovo altrettanto vomitevole l'uso politico che fai degli episodi di violenza.
ps Vedo che sei recidivo con gli insulti e, nonostante le tue siano parole scritte sulla sabbia, ti invito a smetterla di mancare di rispetto agli utenti di questo forum (ed in tal senso invoco l'intervento dei moderatori/amministratori). Qua nessuno è coniglio, sai benissimo i motivi del fatto che abbiamo TUTTI un nickname (tra l'altro regolamento AIA o meno, nel 99,9% dei forum mondiali si scrive con nickname, senza per questo essere "conigli coraggiosi", se non conosci le dinamiche dei social, che ci fai qua?) eppure tu ti arroghi il diritto di venire qua ad insultare. Se non ti sta bene di parlare con nickname, apriti il tuo bel sito (magari scritto tutto in maiuscolo), anzichè sfruttare questa piattaforma per i tuoi fini. Vediamo quanti visitatori avresti ogni giorno, ci sarebbero da farsi crasse risate. E, poi, finiscila con sta storia della base. Cosa ne sai tu della base? Chi sei tu per parlare della base? Tu nell'AIA non ci sei più, liberati dai demoni che ti perseguitano, goditi l'eldorado del CSI e non ci mancare più di rispetto.