Ma ammetto che il mio punto di vista è sostanzialmente quello dell'uomo della strada che vede nella "burocrazia" linguistica che può portare all'assoluzione di un qualuque delinquente da parte di un avvocato con pelo sullo stomaco, il peggiore dei mali di una società cd "civile".
Ed in questo senso, se un giudice sportivo (come qualsiasi avvocato) VUOLE trovare un'interpretazione che più gli fa comodo, la trova.
Dire che un referto sia scritto "malissimo" perchè non è stato esplicitato quello che era ovvio a qualunque "uomo della strada dotato di un minimo di intelletto e di senso logico causa >>effetto" è secondo me errato altrimenti passa il messaggio che per fare l'arbitro bisogna essere laureati in legge !
PS: ...ed è per questo che odio gli avvocati
Caro Giacomo78,
Io sono d'accordo con te quanto con tony sul fatto che è ingiusto il provvedimento adottato, così come sul fatto che "a naso" ci arrivava anche mio figlio di 8 anni a capire che l'atto di violenza consumatosi ha portato l'arbitro a ritenere che non vi fossero le condizioni di sicurezza per continuare.
I miei interventi sono volti solo a far comprendere che, all'interno di un tribunale, qualunque esso sia, ci sono norme procedurali che DEVONO essere rispettate da TUTTI proprio per non lasciare al giudice alcun margine di discrezionalità decisionale.
Se passo col rosso ed un vigile mi ferma e mi fa la sanzione, dimenticandosi di firmare il verbale di contestazione, io faccio ricorso e, seppur oggettivamente COLPEVOLE, il giudice DEVE annullare il verbale. Non può dire "vabbè ma t'hanno fermato in flagranza quindi pure che manca la firma io confermo il verbale", perché deve necessariamente applicare una legge per cui il verbale di contestazione deve essere firmato da chi lo eleva.
Nel nostro caso se lasciassimo al giudice sportivo la libertà di interpretare, leggere tra le righe, fare voli di fantasia per arrivare a conclusioni magari anche ovvie, ma che non sono scritte nel referto, allora si che la giustizia sportiva prenderebbe una china pericolosa. Ogni giudice sportivo avrebbe la libertà di non fermarsi a quello che legge sui rapporti, ma andrebbe ad interpretarlo, nel bene e nel male. Così nell'altro caso oggetto del post potrebbe dire "be mi pare che per l'arbitro sia stata più grave l'ingiuria che la ginocchiata, allora gli do un mese".
Sei sicuro che così andrebbe meglio?
