marblearch, in tutta onestà non ho capito cosa c'entri l'ultima frase nel contesto di un discorso che sottoscrivo fino alla terz'ultima riga. In quelle successive mi pare (ripeto: mi pare) che ti contraddica, peraltro inserendo un elemento totalmente inconferente con l'oggetto. Magari ho capito male io...
Per quanto concerne il discorso generale, legato al pentimento vero o presunto di tali personaggi, chiaramente parlo per esperienza diretta. Nella mia attività professionale ho visto decine di persone incriminate, dal delinquente abituale al poveraccio che rubava per fame, dal ricco industriale che se ne fregava di fottere i poveri cristi al professionista che, in un momento di rabbia, ha tirato un pugno ad una persona durante una serata in discoteca. Insomma, le vicende NON sono tutte uguali e detesto questa generalizzazione, soprattutto davanti a documenti video che lasciano qualche speranza sul fatto che questa persona pare essere realmente pentita, soprattutto perchè una persona che sta mentendo non tirerebbe mai in ballo il proprio figlio.
Poi potrà essere un'impressione sbagliata, per carità; questo (ex) dirigente potrà pensarci per bene per i prossimi cinque anni e dovrà riflettere anche sul fatto che un momento di rabbia incontrollata gli costerà un procedimento penale, una sanzione ed un risarcimento danni da pagare.
Ha ragione marblearch: nei paesi in cui le pene sono più dure, i reati non sono calati. In paesi in cui le carceri praticamente non esistono se non per i reati più gravi (Norvegia, ad esempio) solo il 20% delle persone condannate torna a delinquere. Lo dico chiaramente: sono contrario all'ergastolo, ritengo la pena di morte un'idea idiota di chi non ha minimamente compreso il significato della vita, sono dell'idea che il carcere non vada evitato per depenalizzazione dei reati ma per trasformazione della pena in "altro" (multa, lavori sociali, limitazione della possibilità di muoversi, blocco del passaporto), ritengo i certificati penali dei documenti che dovrebbero essere a disposizione solo ed esclusivamente della giustizia, senza alcuna possibilità di essere richiesti da persone terze. In sostanza ritengo che la giustizia penale italiana, per quanto evoluta rispetto ad altri stati, sia rimasta ancorata a concetti vecchi ed antistorici soprattutto in considerazione delle condizioni indecenti delle strutture di detenzione. Vi consiglio un volume splendido ma che, essendo settoriale, è poco pubblicizzato ed ancor meno conosciuto: "Abolire il carcere - Una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini" (http://www.chiarelettere.it/libro/rever ... 906839.php), un'opera straordinaria per chi ha la mente aperta a soluzioni alternative senza farsi lavare il cervello dai giustizialisti.
Per tornare in tema, ribadisco che, a livello sportivo, non bisogna in alcun modo concedere attenuanti a questa persona perchè ciò che ha fatto è gravissimo, imperdonabile e vigliacco. Altro è pensare che non debba essere punito, posizione che NON HO MAI SOSTENUTO e che NON MI PASSA NEMMENO PER L'ANTICAMERA DEL CERVELLO.
Lancio una proposta: secondo il mio punto di vista la squalifica a vita è una colossale stupidata. Ritengo che chi si rende responsabile di un gesto del genere vada punito con la squalifica temporanea massima sempre e che un eventuale rientro nel mondo dello sport debba essere sottoposto a condizione sospensiva, come lavori utili in ambito sempre sportivo (esempi: operare gratuitamente per 12 mesi a favore di un centro ricreativo, prestare un tot di ore per curare gli impianti della città ecc.).
Abbiamo visto che le punizioni non servono a nulla e la dimostrazione l'ha portata proprio assistant: questo dirigente è recidivo perchè, evidentemente, la squalifica precedentemente scontata non ha portato ad alcun beneficio.
