gad ha scritto:Io non credo che i dirigenti catanesi si siano sporcati le mani per qualche decina di migliaia di euro
A quanto ho capito io i soldi non li facevano tanto con le mazzette quanto andando a scommettere. Cioè con 1 euro ti compro e sai come finirà la partita, poi tu sei libero di andare a scommettere la cifra che vuoi e con quella ti fai i soldi
Certo che, sono passati 35 anni, e gira e rigira, se tali fatti fossero appurati, si rimane sempre allo stesso punto.
Cosa accadeva quando scoppiò il primo totonero?
Alcuni scommettitori concordavano coi calciatori i risultati delle gare e questi ultimi non solo prendevano i soldi ma pure giocavano sul risultato così reso (più o meno) certo.
Ai tempi, poi, vi erano punte estreme fra l'ingenuità e l'egoismo: alcuni calciatori non investivano denaro proprio ma se lo facevano anticipare dagli scommettitori "concussori" (scusate se il termine è errato), altri poi se ne sbattevano altamente di rispettare i patti (tanto, se il risultato concordato arrivava comunque, riscoutevano; altrimenti... chiedevano di anticipare altri soldi ai concussori assicurando di potersi rifare con partite successive).
E, in effetti, quel Bologna-Avellino che fece cadere tutto è paradigmatico: 6 giocatori del Bologna si fanno corrompere garantendo il pari, senza dire niente ai compagni di squadra per poter così dividere solo fra loro la cifra pattuita. Di questi 6, uno rimase in panchina tutta la gara e un secondo, Savoldi... segnò l'unica rete della gara!