da LeaderSheep il sab lug 03, 2021 6:51 pm
Prescindendo dal caso specifico, la questione che viene sollevata non è secondaria: il rispetto del regole e la certezza del diritto, sono alla base del vivere sociale. Creare delle eccezioni in maniera arbitraria può ritorcersi prima contro qualcuno e, al limite, contro la collettività.
Faccio un esempio: se venisse accertato che un arbitro "in malafede" in una gara di spareggio fa retrocedere una squadra, cosa si fa? Si "allarga" il numero delle squadre in organico del campionato successivo? Potrebbe essere una soluzione, certo, ma dovrebbe essere prevista da una norma, da un giudice "terzo" e dopo un procedimento che attesti chiaramente quanto accaduto e motivi adeguatamente l'adozione del provvedimento.
Un'altra considerazione sul tema "regole": con la delibera contenuta nel comunicato 119 sono stati allargati gli organici della CAN e della CANC, diminuendo gli avvicendamenti. Questo provvedimento dove trova la sua motivazione giuridica?
E' vero che il Comitato Nazionale aveva disposto “di riservarsi ogni eventuale ulteriore provvedimento, anche ad eventuale modifica delle determinazioni (…) assunte - in data 27 marzo - n.d.a., a seguito dell’adozione di provvedimenti federali in ordine sia al completamento o meno dei campionati della corrente stagione sportiva, sia all'attività programmata per la prossima stagione sportiva che rendano necessarie ed opportune tali modifiche", ma ci sono state modifiche di simile guisa sullo svolgimento dei campionati? La risposta sembrerebbe essere negativa e, quindi, il provvedimento appare esorbitare la previsione anzidetta. Poi, va da sé che avendo "allargato" l'organico, diminuendo i dismessi, è probabile che nessuno se ne lamenterà.
Ribadisco che queste osservazioni esulano dal caso in questione e rispetto al quale ciascuno può ritenere corretto o no ed essere contento o meno per il reintegro dei due arbitri.