Observer ha scritto:nessuna diatriba, almeno io non la interpreto così
e massimo rispetto, ci mancherebbe.
apprezzo i tuoi punti di vista, ma ti faccio notare che espungere dal contesto stralci di documentazioni terze, non permette l'artificio retorico di poter affermare che CONI e FIGC criticano l'AIA.
uno stralcio, di sentenza, di dispositivo, ecc ... va contestualizzato.
altrimenti è come quel vecchio adagio popolare che diceva: "hai preso 'stro' da nostro .... 'nzo' da Manzoni ... e poi mi accusi di dire le parolacce"

Anch'io leggo con molta attenzione quel che scrivi e accetto con piacere l'ironia.
Purtroppo, però, non si tratta di un'estrapolazione di brani fuori contesto: tutte, e dico tutte, le sentenze sui reclami che hanno riguardato in qualche modo questa materia (la nomina degli organi tecnici - n.d.a.) vanno nella stessa direzione.
Inoltre, chi ha seguito e/o conosce l'iter delle proposte di modifica ai Regolamenti AIA e alle Norme di funzionamento degli ultimi cinque anni (comprese quelle portate avanti da marzo a giugno 2021) sa cosa pensa su questi argomenti l'entourage federale, che ha frenato la possibile iniziativa di una supervisione politica sugli organi tecnici nazionali.
A tacere che già nel 2006 uno dei più famosi docenti di diritto sportivo, chiamato dall'allora Commissario straordinario dell'AIA, aveva proposto una netta separazione tra incarichi "politici" e incarichi "tecnici" motivandone con dovizia le ragioni.
L'indipendenza, la terzietà e l'imparzialità degli Organi Tecnici, contemperate dalla responsabilità per le proprie azioni, sono a garanzia di tutti, dovendo essi rispondere soltanto alle norme vigenti.
Ad esempio, l'indipendenza delle cosiddette Autorità indipendenti è strumentale al buon andamento della Pubblica Amministrazione; l’indipendenza di ogni parlamentare è necessaria ad attuare i fondamenti della democrazia rappresentativa e della sovranità popolare; l'indipendenza della magistratura è funzionale alla stessa imparzialità degli organi giudicanti.
La responsabilità delinea, d'altra parte, la condizione di chi è chiamato a rispondere delle azioni e dei comportamenti tenuti, rendendone ragione e accettandone le conseguenze.
Le nozioni di indipendenza e responsabilità sono necessariamente correlate: a un’indipendenza assoluta non può che corrispondere l’assenza di responsabilità, poiché è indubbio che la minaccia di una sanzione di qualsiasi natura possa influire sulle determinazioni del soggetto; a un’indipendenza relativa può far seguito la reazione da parte dell’ordinamento – o di altri organi – nel caso di violazione dei principi e delle regole che disciplinano il settore.
Un’istituzione efficace non è altro che un insieme di regole che le persone devono essere motivate a seguire, in quanto costituiscono le vere radici della convivenza sociale.