Sul sito del corriere della sera e precisamente a questo indirizzo: http://archiviostorico.corriere.it/2003 ... 9046.shtml
ho trovato questo articolo che anche se datato (9 Giugno del 2003) racconta di un grave fatto avvenuto durante un torneo di esordienti a Lecco. Ecco l' articolo:
"LECCO - Questione di modelli educativi. Da una parte gli organizzatori del torneo, che volevano abituare i bambini a confrontarsi non solo sul campo dell' agonismo, ma anche di quello dell' educazione e della correttezza. Dall' altra i genitori, decisi a fare anche di quelle partitelle un' occasione di sfida. E così la competizione intitolata al «fair play» si è chiusa in una gigantesca rissa, sedata solo dall' intervento dei carabinieri. È accaduto sabato sera a Robbiate, nella Brianza lecchese, testimoni duecento sbigottiti spettatori. Gli «esordienti» - calciatori in miniatura dai 10 ai 12 anni - dell' Olginatese e della Virtus Valmadrera avevano centrato la finalissima del campionato della correttezza, dove ai punti guadagnati sul campo si aggiungono quelli per il minor numero di provvedimenti disciplinari e per altri dettagli di buona condotta. La partita era terminata 2 a 2. Niente supplementari, niente rigori. Il regolamento avrebbe premiato la squadra più corretta. Mentre i giocatorini prendevano allegramente la via degli spogliatoi in attesa del verdetto, la tensione sul campo diventava insostenibile. Tutto è iniziato quando l' allenatore dell' Olginatese, Meo Busselli, un colosso d' uomo di 140 chili, preso di mira per tutta la gara dal pubblico e da alcuni dirigenti avversari, ha mollato uno schiaffone all' allenatore della Virtus Gianluigi Cappello, facendogli volare anche gli occhiali. I genitori sono entrati in campo scatenando una vera e propria rissa, con spintoni e insulti vietati ai minori. L' intervento dei carabinieri ha riportato solo una calma apparente. «Mister» Cappello, non senza avere prima promesso una denuncia al collega Busselli, è finito al pronto soccorso per farsi medicare. Sconvolto Giovanni Colombo, presidente della Federazione calcio lecchese: «Vergognoso. Era stato un torneo bellissimo, all' insegna della sportività. E i ragazzi sono stati protagonisti impeccabili. Due imbecilli, adulti naturalmente, hanno rovinato tutto. Che messaggio abbiamo mandato ai nostri figli? Sono disgustato». «Sono i genitori la rovina del calcio giovanile - dice convinto Luigi Germani, direttore generale della Virtus -. Per loro, i figli sono sempre i più bravi e devono vincere tutto, anche il torneo fair play. Però anche i dirigenti dell' Olginatese hanno le loro responsabilità. Non ci stavano a farsi battere perché i loro giocatori avevano un anno più dei nostri e così hanno perso le staffe». «Nei giorni prima della partita - ribatte Giampaolo Redaelli, presidente storico dell' Olginatese - c' era stata tensione, come se si trattasse di una finale di Coppa dei Campioni. Il nostro allenatore è stato insultato in continuazione e alla fine non ci ha più visto. Ma la violenza non va mai giustificata, soprattutto di fronte ai bambini». Nei prossimi giorni l' arbitro - perché il direttore di gara era di quelli veri - consegnerà il suo referto ufficiale con i dettagli della rissa. In campo, invece, è finita così: c' erano quattro coppe tutte uguali, costo 30 euro l' una, ad attendere ieri i protagonisti del torneo alla premiazione ufficiale, ma, nell' imbarazzo totale, si sono presentati solo i giocatori delle squadre giunte terze e quarte. I finalisti non hanno potuto raccogliere l' applauso, per colpa dei genitori e degli altri che «danno l' esempio». Il motivo che ha acceso la grottesca bagarre era stata l' interpretazione del regolamento per assegnare il trofeo «fair play», al termine della gara conclusa in parità. «Un dettaglio - taglia corto Colombo -. Avremmo assegnato il trofeo a tutte e due le squadre finaliste. I ragazzini lo meritavano. Ai grandi glielo avrei dato volentieri sulla testa». Federico Pistone"
L' articolo lo preso dall' indirizzo che ho riportato sopra.
Fonte: Corriere della Sera.

diretto. Non potete immaginare quello che succedette in tribuna, tantè che io me ne andai e vidi la partita in auto. E mi raccontarono che l' arbitro (che era un collega della sezione di Lecco), ha dovuto sospendere per 10 min. la partita perchè i genitori lanciavano bottigliette in campo e anche lattine e sassi. 
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